Il clamoroso colpo al museo di Milano

Castello Sforzesco, rubati 3 dipinti dal valore di 25 mila euro

Un colpo all’Arsenio Lupin: sabato pomeriggio, in pieno giorno e in mezzo al via vai di turisti e visitatori, uno scaltro ladro è entrato al Castello Sforzesco per rubare ben 3 quadri del ‘400. Un bottino da 25mila euro....

L’arte ”take away” dell’Italia. Dopo il furto di pochi giorni fa a Modena, dove è stato rubato il quadro del Guercino, ora è il turno di Milano, prossima ad ospitare Expo 2015, che è stata vittima di un clamoroso furto all’interno del Castello Sforzesco: sono stati portati via 3 quadri del ‘400 dal valore di 25mila euro

MILANO – Un colpo all’Arsenio Lupin: sabato pomeriggio, in pieno giorno e in mezzo al via vai di turisti e visitatori, uno scaltro ladro è entrato al Castello Sforzesco per rubare ben 3 quadri del ‘400. Un bottino da 25mila euro che non gli è costata molta fatica visto che il furto si è svolto nella massima tranquillità senza destare il benché minimo sospetto.

IL FURTO – Intono alle 15 di sabato pomeriggio, al primo piano di uno dei musei più noti e importanti di Milano, sono sparite tre tavolette di legno da soffitto a cassettoni della fine del Quattrocento. Si tratta di opere d’arte, con un valore museale di 25 mila euro ciascuna e un valore sul mercato antiquario di cinquemila euro, che fanno parte della collezione di 32 pezzi conservata nei magazzini del Castello – ne erano esposte solo sei, di cui le tre sparite – e che raffigurano busti maschili di profilo con gli abiti dell’epoca. Il ladro si è introdotto nel museo come un semplicissimo visitatore e armato di tronchesino e zainetto si è diretto verso quella zona del Castello Sforzesco , l’unica non coperta da telecamere. Nel giro di pochi minuti i dipinti sono spariti.

L’ALLARME – “Non c’è stato alcun ritardo nel dare l’allarme alle forze dell’ordine, in quanto il comando dei custodi ha segnalato la sparizione alle 15.50  – fanno sapere dal Comune – e, successivamente, è stato correttamente rispettato il protocollo che sempre deve essere osservato in caso di sparizione di opere inventariate e che, oltre a permettere di riunire una serie di informazioni utili a inquadrare il bene trafugato, è volto ad accertare altre condizioni, come ad esempio il trasferimento in deposito o lo spostamento per sopravvenute esigenze di restauro’.

LA CRITICA DI VITTORIO SGARBI – “E ora come si fa a chiedere i Bronzi di Riace?”. Se il ladro si è aggirato indisturbato all’interno del museo, non è rimasto per niente indifferente Vittorio Sgarbi che oggi, su Il Giornale, ha scritto un lungo articolo di polemica in merito alla questione: “Non sono opere insignificanti, anzi – scrive – ma questo è uno dei problemi dell’arte in Italia: la mancanza di consapevolezza del valore delle opere che si custodiscono mette a repentaglio tantissimi capolavori in tutto il Paese. Milano non può candidarsi a sede dell’Expo se non può garantire la sicurezza neppure dei suoi musei.”

LA PROPOSTA – “Invece di buttare soldi in un insensato nuovo inutile allestimento, il Comune dovrebbe dotare il museo di tutte le garanzie che questo beffardo furto ha dimostrato inesistenti – continua Vittorio Sgarbi – Se non si parte da una Milano sicura, consapevole del suo straordinario patrimonio, è inutile pensare a mostre, commemorazione e altre proposte”.

 

25 agosto 2014

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