ARTE - L'apertura dell'evento

Biennale di Venezia 2015, al via il 9 maggio la 56. Esposizione

La Biennale Arte Venezia verrà aperta al pubblico il 9 maggio con la mostra internazionale intitolata “All The World’s Futures” e curata da Okwui Enwezor. La mostra durerà fino a domenica 22 novembre 2015, presso gli spazi espositivi...

La Biennale di Venezia, che compie 120 anni, da sempre ha lo scopo di promuovere le nuove tendenze artistiche internazionali in vari settori, Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro

MILANO – La Biennale Arte Venezia verrà aperta al pubblico il 9 maggio con la mostra internazionale intitolata “All The World’s Futures” e curata da Okwui Enwezor. La mostra durerà fino a domenica 22 novembre 2015, presso gli spazi espositivi ai Giardini e all’Arsenale, dove ci sarà anche il Padiglione Italia. Sono 136 gli artisti che espongono le loro creazioni. 89 di questi per la prima volta. E’ stato chiamato Okwui Enwezor come curatore, perché molto attento alle tendenze espressive degli artisti contemporanei, che rappresentano nelle loro opere la fragilità e sensibilità derivate dalle tante tensioni del mondo in cui viviamo. Nessun’altra esposizione può farlo, visto che alla Biennale Arte Venezia intervengono 53 paesi, che racconteranno attraverso le opere la realtà del loro momento.

Inoltre, sono 44 gli eventi collaterali ufficiali ammessi dal curatore e promossi da enti e istituzioni internazionali, che allestiscono mostre e iniziative in diversi luoghi della città.

EDIZIONE 2015: IL TEMA – In occasione dei 120 anni della Biennale, oltre che del centenario della Prima Guerra Mondiale, l’edizione 56 racconta la nostra epoca e la sua inquietudine attraverso l’arte e la storia, come ben delineato nelle parole di Okwui Enwezor: «La domanda principale posta dall’esposizione è la seguente: in che modo artisti, filosofi, scrittori, compositori, coreografi, cantanti e musicisti, attraverso immagini, oggetti, parole, movimenti, azioni, testi e suoni, possono raccogliere dei pubblici nell’atto di ascoltare, reagire, farsi coinvolgere e parlare, allo scopo di dare un senso agli sconvolgimenti di quest’epoca?».

Non un tema onnicomprensivo, ma Filtri sovrapposti che con diversi livelli e differenti chiavi di lettura e d’interpretazione portino a riflettere attraverso l’espressione artistica sull’«attuale stato delle cose» e sull’«apparenza delle cose». Uno dei filtri di All the World’s future è la sua componente fortemente visiva, corporea, uditiva e narrativa. Parole chiave sono vitalità ed esibizione con eventi dal vivo in continuo svolgimento, con richiami incessanti tra performer e pubblico. Un’altra chiave di lettura è Il giardino del disordine con i Giardini della Biennale che si trasformano in una metafora attraverso cui esplorare lo stato delle cose e il disordine globale. Terzo e non meno importante filtro è il Capitale, un focus che parte dall’opera di Marx per indagare il concetto di capitale anche come dramma della nostra epoca. In programma per tutta la durata della kermesse anche letture dal vivo dei quattro libri di Das Kapital.

IL PADIGLIONE ITALIA – Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane – quest’anno è curato da Vincenzo Trione.

Nel 2014 la chiamata alla modernità aveva orientato il curatore/architetto Cino Zucchi a mostrare il volto di un’Italia costruita sulle fondamenta del futuro; l’architettura è stata la protagonista. Quest’anno, il curatore del Padiglione Italia Vincenzo Trione, direttore del Dipartimento/Istituto di ricerca in Arti e media, giornalista e curatore di mostre internazionali, ha scelto di interpretare il tema seguendo il filo della memoria e facendosi ispirare dai pensieri del filosofo Walter Benjamin che afferma: ‘solo le immagini dialettiche sono autentiche immagini” (immagini non arcaiche), proiettate verso il futuro. Di futuro si parlerà anche in questa edizione, quindi, ma in modo differente e le polemiche non si fanno attendere.

Vincenzo Trione, ha pensato di partire dagli archivi per presentare artisti che hanno determinato la nostra storia parallelamente ad artisti di nuova generazione: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmeggiani, Nicola Samorì, Aldo Tambellini.

La diversità caratterizza i loro lavori ad immagine e somiglianza dello strato culturale e storico dell’italia. L’arte sarà trasversale: chiamata in causa anche la musica dei Subsonica, che introdurrà le opere nella video-proiezione del regista Mimmo Calopresti sulle radici del “Codice Italia’. Trione parte dall’idea che decifrare i segni e le immagini del passato ci proietta in modo innovativo verso il futuro e contro la damnatio memoriae delle avanguardie. Le avanguardie vengono riscritte, attraverso il linguaggi visivi e verbali della nostra storia, o meglio del nostro codice genetico. Starà agli artisti far scaturire un’idea innovativa e critica, accompagnando la genesi delle loro opere, per una nuova idea di presente.

6 maggio 2015

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