Al Premio Mercanteinfiera vince il musei dei progetti rifiutati

MoRE, il Museo dei progetti rifiutati, vince il Premio Mercanteinfiera

MoRE è un museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo, prodotto dall'associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell'Università di Parma.

Il Premio Mercanteinfiera, giunto alla seconda edizione, è il tributo di Mercanteinfiera e Fiere di Parma alle personalità significative e determinanti nel cambiare il modo di concepire e/o di vivere l’arte e la cultura nell’ultimo trentennio. Il vincitore di quest’anno è il MoRE, un museo molto speciale, un museo totalmente digitale che raccoglie le opere e i progetti ”rifiutati” o mai realizzati

MILANO – MoRE è un museo digitale che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo, prodotto dall’associazione culturale Others che ha aderito a CAPAS, Centro dell’Università di Parma. Sabato 11 ottobre avverrà la premiazione del Premio Mercanteinfiera. Nel 2013 il Premio è stato assegnato a Marzia Corraini, co-fondatrice del Festival Letteratura di Mantova e di Corraini Edizioni, una realtà editoriale importante, stimata anche all’estero.

MoRE – Il museo ha lo scopo di valorizzare, conservare e studiare attraverso progetti di ricerca i documenti conservati sfruttando appieno tutte le potenzialità attuali del web. Il sito di MoRE, aperto dall’1 aprile 2012, è composto da un archivio di progetti interamente in formato digitale e da uno spazio riservato a esposizioni temporanee e approfondimenti critici: dalla sua apertura ad oggi ha già collezionato opere di numerosi artisti italiani e stranieri, tra cui Valerio Berruti, Regina José Galindo, Debora Hirsch, Ugo La Pietra, Liliana Moro, Luigi Presicce, Cesare Pietroiusti ecc. I progetti attualmente presenti sul sito sono 52 e non sono mai stati realizzati per ragioni tecniche, logistiche, ideologiche, economiche, morali o etiche ma qui hanno trovato una seconda casa, accolti da Elisabetta Modena e Marco Scotti che gestiscono l’archivio.

7 ottobre 2014

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