A Grenoble il mondo della musica pop raccontato attraverso l'arte

Art in Pop, arte e musica di scena al Magasin di Grenoble

Fin dal 1989, le Magasin di Grenoble, una delle suole d'arte più internazionali d'Europa, si interessa di musica e soprattutto del rapporto che intercorre tra quest'ultima e i linguaggi artistici. Risale infatti alla fine degli anni '80 la mostra ''Broken Music''...

Il 10 ottobre presso Le Magasin di Grenoble apre al pubblico ”Art in Pop”, l’ultima mostra di una lunga serie che indaga il rapporto tra l’arte e la musica, specialmente quella pop. La collettiva anticipa l’inaugurazione della Belle Electrique, la nuova music hall di Grenoble

MILANO – Fin dal 1989, Le Magasin di Grenoble, una delle scuole d’arte più internazionali d’Europa, si interessa di musica e soprattutto del rapporto che intercorre tra quest’ultima e i linguaggi artistici. Risale infatti alla fine degli anni ’80 la mostra ”Broken Music” che aveva riunito addirittura 800 artisti e designer sul tema arte-musica. Nel 2006 era stato il turno di ”Replay – La sfera punk” che aveva presentato per la prima volta i collages di Linder e le bandiere dipinte di Jim Saw, Cary Loren e Mike Kelley accanto al ”Reverse Karaoke’ di Kim Gordon e Jutta Koether. Adesso è giunto il momento di ”Art in Pop”, che inaugura la stagione espositiva autunnale di Le Magasin.

GLI ARTISTI – Se è vero che fino al 1960 numerosi musicisti e cantanti praticavano l’arte come attività di svago, è altrettanto vero che agli inizi di questo decennio, numerosi musicisti pop hanno beneficiato della formazione in una scuola d’arte, soprattutto in Inghilterra. Anche grazie all’abbattimento dei confini tra la cultura alta (dell’arte) e quella bassa (della televisione, dei fumetti e dell’industria culturale), oggi si può dire che l’arte e la musica pop sono fortemente legate, anche perché i musicisti oggi sono anche artisti e viceversa. ‘Art in Pop’ è una mostra collettiva ed espone i lavori di una ventina di artisti circa, tra opere d’arte, copertine di album, interviste e video di concerti. Il percorso espositivo si snoda attraverso stanze in cui vengono presentati più artisti insieme, e altre completamente monografiche, come quella dedicata a Don Van Vliet, meglio conosciuto come Capitano Beefheart, considerato tra i musicisti più all’avanguardia; oppure quella che ospita le opere di John Miller o di Malcolm McLaren, ‘creatore’ della punk band dei Sex Pistols o ancora quella dedicata a John Armleder, poliedrico artista appartenente al movimento Fluxus.

5 ottobre 2014

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