ARTE - La mostra al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo

Alla scoperta di Lorenzo Lotto e dei Tesori di Loreto alla mostra-evento a Roma

Non perdete la mostra “Lorenzo Lotto e i Tesori artistici di Loreto” Al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo di Roma, aperta dal 3 febbraio al 3 maggio 2015. L’esposizione, tutta, offre il profilo...

MILANO – Non perdete la mostra “Lorenzo Lotto e i Tesori artistici di Loreto” al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo di Roma, aperta dal 3 febbraio al 3 maggio 2015. L’esposizione offre il profilo, significativo, della ricchezza del patrimonio storico e artistico lauretano. L’intento della rassegna, è di promuovere il Patrimonio, di grande rilievo artistico, storico e culturale, conservato nel Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, frutto di una rilevante raccolta costituitasi nei secoli passati ma che continua a crescere a tutt’oggi.

LA MOSTRA – L’evento, in cui è insito un elevato valore culturale e spirituale, è l’esempio, inoltre, di un significativo percorso di collaborazione tra Istituzioni pubbliche e private. A questo proposito, infatti, si renderanno visibili, oltre al ricco e prezioso patrimonio di arte e di fede conservato presso il Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, anche alcune significative aggiunte provenienti da realtà museali pubbliche e private italiane. Inoltre, una delle opere della mostra di Lorenzo Lotto, “Il Battesimo di Gesù”, sarà esposta presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia durante il periodo dell’esposizione a Castel Sant’Angelo al fine di un ulteriore richiamo alla rassegna dei tesori lauretani. Al fine di rendere ancor più significativa l’esposizione saranno presentate alcune opere, provenienti da collezioni pubbliche e private romane, strettamente collegate con la basilica lauretana e con gli artisti che in essa hanno operato.

Oltre al nucleo ampio e prestigioso costituito dalle opere di Lorenzo Lotto, sarà possibile ammirare nel percorso espositivo opere del Pomarancio, di Guido Reni, Annibale Carracci, Andrea Sacchi, Filippo Bellini, Simon Vouet e molti altri. Ad impreziosire la rassegna si aggiungeranno reperti del Tesoro della Santa Casa, ad iniziare dal magnifico Crocifisso, opera di Giambologna, e una selezione di ceramiche artistiche urbinate cinquecentesche, di cui il Museo-Antico Tesoro di Loreto possiede una vasta e ricca raccolta.

LE SEZIONI – Il percorso espositivo si estende attraverso il seguente circuito scientifico: la prima Sezione ospita una raccolta significativa di dipinti di Lorenzo Lotto, realizzati dal pittore veneziano espressamente per la basilica lauretana. Il Lotto concluse la sua vita proprio a Loreto, come “oblato” della Santa Casa. Accanto alle opere realizzate a Loreto, sono esposti, sempre del Lotto, dipinti presenti in collezioni romane, come il celebre “San Girolamo” del Museo di Castel sant’Angelo, da lui realizzato durante la permanenza in Vaticano per la decorazione dell’appartamento di papa Giulio II Della Rovere, e l’altro esemplare di “Cristo e l’Adultera” della Galleria Spada. La seconda Sezione raccoglie opere collocate a suo tempo sugli altari e altri ambienti della basilica, successivamente sostituite da opere musive – come nella patriarcale basilica vaticana – e ora conservate nel Museo-Antico Tesoro di Loreto. Fra queste spiccano capolavori di Perin del Vaga, Filippo Bellini, Pomarancio, Guido Reni, Simon Vouet. La terza Sezione della mostra è dedicata all’iconografia lauretana e presenta, fra gli altri, opere di Annibale Carracci, Andrea Sacchi e Mariano Fortuny, oltre ad un nucleo di opere di artisti contemporanei come Alberto Sughi, Floriano Bodini ed Enrico Manfrini, che hanno saputo interpretare nel tempo il mistico volo della Santa Casa da Nazareth a Loreto. La quarta e ultima Sezione è composta dai preziosi reperti del Tesoro della basilica scampati alle razzie napoleoniche e ad un grave furto in epoca recente. A questi si unisce una selezione significativa di ceramiche artistiche urbinate e vasi da farmacia provenienti dalle botteghe cinquecentesche dei Fontana e dei Patanazzi, così come di Castelli, con alcuni “alberelli” di Antonio Grue e di faentine.

 

5 febbraio 2015

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