Addio a Carla Accardi, la pittrice che ha portato l’astrattismo in Italia

Si è spenta ieri a Roma all'età di 89 anni la pittrice Carla Accardi, regina dell'astrattismo in Italia, che insieme agli artisti Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Concetto Maugeri, Perilli, Sanfilippo, suo marito, e Turcato ha dato vita al Gruppo Forma 1...

All’età di 89 anni, Carla Accardi si è spenta ieri all’ospedale Santo Spirito di Roma. Con il marito Antonio Sanfilippo e altri artisti ha dato vita negli anni quaranta al Gruppo Forma 1, che ha portato l’astrattismo geometrico nell’arte italiana

MILANO – Si è spenta ieri a Roma all’età di 89 anni la pittrice Carla Accardi, regina dell’astrattismo in Italia, che insieme agli artisti Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Concetto Maugeri, Perilli, Sanfilippo, suo marito, e Turcato ha dato vita al Gruppo Forma 1.

Nata il 9 ottobre 1924 a Trapani, Carla Accardi studia all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ma la sua carriera artistica si svolge a Roma, dove vive dal 1946. Qui frequenta l’Osteria Fratelli Menghi, luogo di incontro di artisti, pittori, scrittori e registi dagli anni Quaranta fino agli anni Settanta. È in questo periodo che conosce il suo futuro marito, Antonio Sanfilippo, anche lui artista geniale, sposato nel 1949. Con gli altri del Gruppo Forma 1 persegue una ricerca che va in direzione dell’astrattismo geometrico, non preoccupandosi delle critiche provenienti dall’ambiente dell’engagement comunista, di cui Guttuso è rappresentante, che accusano questi artisti di usare un linguaggio non comprensibile alla massa. Nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Libreria Age d’Or di Roma e nel 1951 espone a Milano alla Libreria Salto, punto di ritrovo per gli artisti del MAC. Negli anni Cinquanta continua a dipingere quadri in cui domina l’astrattismo segnico – sono di quegli anni le serie di segni bianchi su fondo nero.

Negli anni Sessanta inizia a usare vernici fluorescenti e colorate utilizzando come supporto materiali plastici trasparenti, abbandonando così la dimensione del quadro e aprendosi alla spazialità. In questo stesso decennio abbraccia il movimento femminista e milita insieme a Carla Lonzi nel gruppo “Rivolta femminile”. Nel 1964 un’esposizione personale a lei dedicata alla Biennale di Venezia la fa conoscere nel mondo. Nel decennio successivo torna ai segni geometrici reiterati su tele chiamate “Lenzuoli”, negli anni Ottanta dipinge quadri in cui le stesure cromatiche lasciano trasparire la tela grezza. Proprio la “trasparenza” è una delle sue idee guida: “Volevo rendere trasparente quello che era intorno a noi”, diceva.

24 febbraio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti