
I versi di Torquato Tasso tratti dalla Gerusalemme liberata racchiudono una riflessione profonda sulla precarietà della fortuna umana e sui pericoli dell’ambizione eccessiva: «Ché fortuna qua giù varia a vicenda,mandandoci venture or triste or buone;ed a i voli troppo alti e repentinisogliono i precipizii esser vicini.» Torquato Tasso e il peso della fortuna In queste…

Leggiamo assieme questa lunga citazione tratta dal romanzo breve “I beati anni del castigo”, in cui due giovani collegiali si dicono addio a fine anno.

Scopri alcune tra le frasi più celebri di Jean-Paul Sartre: ecco cosa ci insegnano i suoi splendidi aforismi sulla libertà e sulla profonda responsabilità delle nostre decisioni.

La frase, attribuita tradizionalmente al libro dell’Ecclesiaste e citata da Giordano Bruno nel dialogo De gli eroici furori, è una delle affermazioni più profonde e inquietanti della tradizione sapienziale. In poche parole racchiude un paradosso che accompagna l’umanità da millenni: la conoscenza, che spesso immaginiamo come una fonte di libertà e di felicità, può diventare…

I versi di Nicanor Parra tratti dalla poesia Lettere a una sconosciuta appartengono a quella tradizione lirica che affronta uno dei temi più universali dell’esperienza umana: il passare del tempo e il destino dei sentimenti. In poche righe, il poeta cileno riesce a condensare nostalgia, amore, memoria e paura dell’oblio, costruendo una riflessione che supera…

Leggiamo assieme i primi versi tratti dalla poesia XXI della raccolta “La voce a te dovuta” di Pedro Salinas e lasciamoci trasportare dal loro calore.

Leggiamo assieme questa citazione di Henrik Ibsen sulla bellezza che, anche se spesso lo dimentichiamo, è un giudizio del tutto soggettivo.

Leggiamo questa frase di Fedor Dostoevskij tratta dal celebre romanzo “Il giocatore”, ritratto di chi è invischiato nel mondo del gioco d’azzardo ma vuole uscirne.

Leggiamo assieme i versi finali del sublime componimento poetico di Giacomo Leopardi “Inno ai Patriarchi” sulla felicità ormai perduta nel tempo.

Leggiamo questi versi di Giovanni Pascoli, che compongono le prime due strofe della poesia “Povero Dono”, testo cupo con una luce in fondo.