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L'appello

“Prima la scuola”, L’appello dei genitori alla ministra Azzolina

L'appello di oltre 1000 tra genitori, docenti, educatori, pediatri, psicologi, giornalisti per garantire diritto istruzione come altri Paesi europei

“Bilanciare il diritto alla salute con tutti gli altri diritti fondamentali, fra i quali quello
all’istruzione”: è questo l’appello contenuto in una lettera scritta alla ministra Azzolina da oltre 1000 tra genitori, docenti, educatori, pediatri, psicologi, giornalisti, già attivi nel comitato promotore di “un’ora d’aria” per i bambini italiani.

L’appello dei genitori

Con l’hasthag #PrimaLaScuola, si lancia un appello alla ministra dell’Istruzione per “garantire il diritto all’istruzione al pari degli altri Paesi europei. Progettare e organizzare la ripresa delle attività scolastiche in presenza almeno a settembre, e anche prima per i più piccoli”; “fornire un’informazione tempestiva chiara e aggiornata circa il lavoro di programmazione che il governo sta svolgendo sul tema”; “pianificare il prima possibile gli accorgimenti per la riapertura di tutte le scuole in sicurezza, anche in relazione alle diverse situazioni sociali ed epidemiologiche”;

“sin dalle prossime settimane, e comunque dalla cosiddetta fase 2, riaprire i servizi educativi  facoltativi alla prima infanzia, nidi e materne (l’anno scolastico per loro già si chiude a luglio), e le scuole primarie, eventualmente con gradualità (precedenza alle prime classi); nonché, se la situazione epidemiologica lo consentisse, prevedere, con gli opportuni accorgimenti di distanziamento (eventuali turni), la conclusione dell’anno
scolastico in aula anche per le classi che concludono un ciclo (quinta elementare, terza media e maturità)”.

La petizione

L’appello e la richiesta sono quelle di poi “lavorare a un piano di riapertura delle scuole e degli asili adeguato ai bisogni dei bambini e degli adolescenti. Oltre a un intervento finanziario importante per garantire tutto ciò”. La Petizione è già online all’indirizzo di Avaaz. Già molte le adesioni all’appello, non solo da parte di genitori, ma anche di docenti, educatori, pediatri, psicologi, giornalisti.

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