Il caso

Il magistrato Alfonso Sabella scagiona Realiti sul caso Falcone e Borsellino

Realiti torna stasera alle 23.10 su Rai2 con un’intervista al magistrato Alfonso Sabella sul caso degli insulti a Falcone e Borsellino, ma la tv non deve trattare la mafia con leggerezza
Il magistrato Alfonso Sabella scagiona Realiti sul caso Falcone e Borsellino

Continua la saga di Realiti (Rai2), relativa alle forti polemiche suscitate dall’intervista di Enrico Lucci, nella prima puntata del programma, scaturite dopo le affermazioni del cantante neomelodico siciliano, Leonardo Zappalà nei confronti di Falcone e Borsellino. Lucci chiama ad intervenire una figura di primo piano nella lotta alla mafia, Alfonso Sabella, già sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo di Gian Carlo Caselli e oggi Assessore alla legalità del Comune di Roma con delega sul litorale di Ostia.

“Devo fare outing, ero venuto con un’idea e l’ho cambiata dopo aver visto il filmato”. Afferma Alfonso Sabella, intervistato da Enrico Lucci nella puntata di Realiti che va in onda stasera, 13 giugno, alle 23.10.  “Ero venuto qua – ha detto il magistrato – per dirti che eri stato debole di fronte ad una frase della gravità che abbiamo sentito tutti e che abbiamo visto tutti sul web e sui vari video che circolano adesso in rete. Però in riferimento alla storia era ampiamente sufficiente visto tutto quello che avevi detto prima a questo ragazzo”. “Secondo te è giusto raccontare questo mondo sommerso che esiste e che arriva a milioni di visualizzazioni e che ha gli adolescenti tra i suoi fans più importanti. Conviene farlo vedere questo mondo o conviene fare finta di niente altrimenti gli si dà più visibilità?”. Chiede Lucci.

E Sabella risponde: “Beh girare le spalle e mettere la testa sotto la sabbia, non credo sia una buona soluzione. Io posso dire che facendo un paragone… quanto male ha fatto alla lotta alla mafia il negare l’esistenza della mafia? A Roma per tanti anni si è girata la testa dall’altra parte, non si è visto che a Roma le mafie stavano attecchendo e si stavano ingrassando a spese dei cittadini e della collettività poi ci si è resi conto all’improvviso quando c’è stato un funerale un po’ kitsch come quello dei Casamonica ma in realtà averlo negato non ha fatto bene a questa città”.

Il video

Lucci ha difeso la memoria di Falcone e Borsellino. Nessuno può recriminare la buona fede del conduttore. Ma è stato sbagliato invitare Zappalà in trasmissione.

Per dovere di cronaca, Enrico Lucci aveva subito tentato di redarguire il ragazzo invitandolo a studiare la storia, mentre il consigliere regionale Emilio Borrelli si indignava per quanto appena ascoltato. Di fatto, però, è l’approccio al racconto che lascia dubbi sulla leggerezza con cui si è affrontato l’argomento.

La Tv e i media devono fare luce sui fenomeni mafiosi e in generale su tutti i temi legati al rispetto della legalità. Ma è lo stile autorale, l’approccio al problema da parte del programma Realiti e dello stesso Lucci, che va messo in discussione. Personaggi di tale tipologia non vanno fatti sedere su una poltrona di un talk show. Vanno oscurati totalmente, non meritano di attraversare le porte di qualsiasi emittente televisiva che si rispetti.

Il problema esiste e va raccontato denunciandolo con forza, senza bisogno di mandare in onda le immagini dei loro gesti celebrativi. Esiste un effetto emulazione, basta leggere il pensiero di Marshall McLuhan per capire quanto pericolose possono essere le immagini trasmesse dai media. I media celebrano sempre, e personaggi come Zappalà sguazzano nella visibilità avuta in Tv. Fanno opinione su un pubblico che condivide il loro modo di pensare. Puntano sul richiamo forte dell’ignoranza, seminano in questo contenitore tutto il loro successo.

Attenzione. Evitiamo di pensare che siano solo Enrico Lucci e Realiti a celebrare questo malcostume. Autorevoli media tutti i giorni continuano a sfoggiare i video con le gesta di questi criminali e di tanto altro malcostume nella logica di sviluppare contatti, raggiungere più utenti possibili. Forse è il caso d’indignarsi anche su questo, alzare l’indice, o meglio non cliccare più su tutto ciò che non ha niente con il rispetto del vivere civilmente.

Saro Trovato
Fondatore di Libreriamo

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