,

“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne

“C’è ancora domani” di Paola Cortellesi è un film di successo, dovuto anche all’evento storico a cui fa riferimento la pellicola: il primo voto su scala nazionale delle donne (il suffragio femminile) che avvenne proprio il 2 giugno 1946, data in cui in Italia festeggiamo la Festa della Repubblica.

C'è ancora domani, il 2 giugno e il voto delle donne

Quando il trailer di “C’è ancora domani” ha cominciato a circolare sul web, in molti si sono chiesti, incuriositi, se l’esordio alla regia di Paola Cortellesi sarebbe stato interessante e piacevole.

A distanza di oltre due anni dal suo debutto al cinema nell’ottobre 2023, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi ha smesso di essere un semplice “caso cinematografico” per trasformarsi in un pilastro della nostra memoria collettiva. Oggi, 2 giugno 2026, mentre l’Italia celebra l’80° anniversario della Repubblica e del primo storico voto alle donne, “C’è ancora domani” torna a riempire le piazze e le scuole d’Italia. Non più solo come il film più visto in Italia nel 2023, premiato al Roma Film Festival, vincitore di 6 David di Donatello, tra cui Miglior attrice protagonista proprio per la Cortellesi nei panni di Delia, ma come un manifesto internazionale di emancipazione, capace di trionfare persino in Cina ai Golden Rooster Awards. Ecco perché, a ottant’anni da quel 1946, la storia di Delia parla ancora a tutti noi.

Un manifesto di emancipazione dovuto all’evento storico a cui fa riferimento la pellicola: il primo voto su scala nazionale delle donne (il suffragio femminile) che avvenne proprio il 2 giugno 1946, data in cui in Italia festeggiamo la Festa della Repubblica.

Perché “C’è ancora domani” merita di essere visto

Ma andiamo a scoprire subito qualche informazione in più sul film di Paola Cortellesi e sul perché valga assolutamente la pena vederlo.

È un mix di generi

Quando Paola Cortellesi ha raccontato “C’è ancora domani”, ha sottolineato la natura multiforme del suo primo esperimento alla regia. Il film, ve ne accorgerete sin dai primi minuti di proiezione, è un felice mix di generi, in cui dramma, commedia, giallo e perfino musical si fondono insieme dando vita a un prodotto intrigante e versatile, interessante per chiunque si trovi a vederlo al cinema.

mix di generi
“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne 7

È una storia che parla di tutti noi

Con “C’è ancora domani”, Paola Cortellesi mette in scena uno spaccato di vita della Roma del dopoguerra, eppure non ci sentiamo mai troppo distanti da ciò che viene raccontato nella pellicola.

La storia di Delia, protagonista del film impersonata proprio da Cortellesi, è la storia di tante e tante donne in Italia – e nel resto del mondo -; le leggi che regnano nella comunità del quartiere di Delia sono le stesse che si avvicendano di generazione in generazione anche nelle nostre città, seppur con metodi e tempi diversi.

Così accade che, sebbene lo scarto temporale sia notevole, ci rivediamo proiettati nelle storie dei personaggi di “C’è ancora domani”, e ci chiediamo se il domani sia già qui o se ancora lo stiamo aspettando.

parla di tutti noi
“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne 8

È un film profondo

E da qui, veniamo al prossimo, importante punto. “C’è ancora domani” non è puro intrattenimento: tutt’altro.

Guardando il film di Paola Cortellesi si sorride, si ride e si piange, si empatizza coi personaggi; si spera e ci si dispera con loro. Ma non finisce qui. Ogni dettaglio presente nella sceneggiatura è un tassello pronto a funzionare in un disegno più grande, progettato per indurre a riflessioni profonde, talvolta più amare di quanto vorremmo, sul mondo in cui viviamo oggi.

Ci sembrano distanti anni luce da noi, le vicende di Delia, Ivano e Marcella, che si proiettano in modo diverso anche in altri ambienti della società romana. Poi, superando il filtro del bianco e nero e della “modernità” che mettiamo fra noi e le storie raccontate, comprendiamo che tante cose non sono ancora cambiate, e che Cortellesi ha messo su un film che racconta tanto di noi, oggi.

Dalle relazioni tossiche al disincanto prodotto dallo scarto fra sogno e realtà, dalla denuncia sociale alla tematica femminile… “C’è ancora domani” si interroga e ci interroga.

fa riflettere
“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne 9

È un film di qualità

Ve ne renderete conto sin dalle prime scene. Girato in bianco e nero, accuratamente pensato nei minimi dettagli, “C’è ancora domani” è un film con cui Paola Cortellesi dimostra grande amore per il cinema ma anche grande consapevolezza di sé e del suo progetto.

Il film si costruisce su due binari opposti: un filo temporale perfettamente delineato dalla scelta stilistica del bianco e nero e dall’ambientazione storicizzata incontra alcuni dettagli stranianti, come la colonna sonora e il mix di generi. Il risultato è una pellicola di qualità, che ci spiazza in diversi momenti.

omaggio al cinema
“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne 10

È una pellicola sorprendente

Veniamo quindi all’ultima ragione per cui vale la pena di andare al cinema per vedere “C’è ancora domani”.

Il film di Paola Cortellesi vi sorprenderà. Lo farà per la sua grazia, per l’ironia che fa da chiave di volta all’intero impianto ma, soprattutto, lo farà perché non comprenderete la portata di “C’è ancora domani” se non nell’ultimo fotogramma che chiude la pellicola.

Ci teniamo a non rivelarvi troppo per non rovinarvi la sorpresa. Vi diciamo soltanto che con quest’opera prima Cortellesi ha trattato un tema che di rado è presente nel cinema italiano. Lo ha fatto con voce nuova e alternativa; sorprendendoci, facendoci riflettere su cosa davvero sia importante nelle nostre vite, di singoli e di membri di una comunità.

sorprendente
“C’è ancora domani”, il 2 giugno e il voto delle donne 11

Un successo che ha travolto i confini: il trionfo in Francia e in Cina

Se all’indomani della sua uscita il film era celebrato come un orgogio nazionale (consacrato da ben 6 David di Donatello), il biennio successivo ha visto l’opera di Cortellesi conquistare i mercati internazionali di oltre 120 Paesi, con un incasso globale che ha sfiorato i 50 milioni di dollari.

In Francia, la pellicola è diventata il film italiano di maggior successo dell’ultimo decennio, superando le 585.000 presenze e battendo i record di colossi del nostro cinema d’autore. Ma la sorpresa più grande è arrivata dall’Asia: alla fine del 2025, il film ha vissuto una vera e propria seconda giovinezza artistica in Cina, dove ha conquistato il prestigioso Golden Rooster Award (l’equivalente cinese degli Oscar) come Miglior film in lingua straniera e il Golden Panda Award.

Le recensioni stellari sulle piattaforme culturali asiatiche come Douban (con punteggi superiori a 9.3/10) confermano che il tema del patriarcato, della violenza domestica e del riscatto femminile trattato da Cortellesi non era solo una “storia romana”, ma un messaggio universale capace di commuovere e far riflettere culture profondamente diverse dalla nostra.

Il ponte culturale: tre libri per continuare il viaggio di Delia

Il cinema è da sempre un’estensione della letteratura, una pagina bianca che prende vita sullo schermo. Se avete amato la sensibilità, la durezza e la speranza del film di Paola Cortellesi, vi consigliamo tre letture fondamentali per approfondire le stesse tematiche e comprendere l’Italia di ieri e di oggi:

“Una donna” di Sibilla Aleramo

Pubblicato nel 1906, è considerato il primo romanzo femminista italiano. Un’opera autobiografica potente che racconta la dolorosa ma necessaria presa di coscienza di una donna che decide di ribellarsi alla violenza domestica e alle catene del matrimonio patriarcale. Il legame ideale con la Delia cinematografica è indissolubile.

“La Storia” di Elsa Morante

Per ritrovare quella Roma del secondo dopoguerra, drammatica, povera ma brulicante di vita. Elsa Morante racconta la grande Storia attraverso gli occhi dei “piccoli”, degli umili, delle madri che cercano di proteggere i propri figli dalle macerie del conflitto, con la stessa dignità e lo stesso neorealismo magico che Cortellesi evoca attraverso il bianco e nero.

“Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg

Un affresco straordinario della vita quotidiana italiana a cavallo della guerra. Tra le mura di casa si consumano i piccoli e grandi drammi di un’epoca, raccontati attraverso i modi di dire, i silenzi e le abitudini di una famiglia. Una lettura perfetta per capire il contesto sociale in cui le donne del 1946 hanno trovato la forza di fare la Storia.

A ottant’anni da quel primo voto, “C’è ancora domani” continua a ricordarci che i diritti non vanno mai dati per scontati e che la strada per l’uguaglianza richiede, oggi come allora, il coraggio di una matita in mano e la testa ben alta.