Frida e Diego

Frida Kahlo e Diego Rivera, storia di un amore folle

Frida Kahlo e Diego Rivera, la coppia più tormentata dell'arte fra battaglie, flirt, tradimenti e bizzarrie. Ecco la loro storia d'amore
Frida Kahlo e Diego Rivera, storia di un amore folle

MILANO – “Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego”. Così esordiva Frida Kahlo quando parlava del suo più grande amore, Diego Rivera.

L’amore tra Frida Kahlo e Diego Rivera

Frida e Diego si incontrarono per la prima volta nel 1922, quando Rivera stava dipingendo un murale sotto i ponteggi della Scuola Nazionale preparatoria. Sette anni dopo quel giorno, nel 1929, si sposarono. La loro storia è passata agli annali per il reciproco scambio artistico, l’intensità e le numerose bizzarrie di entrambi. Frida Kahlo e Diego Riveva convolarono a nozze due volte. Nel 1939 la Kahlo lo lasciò dopo aver scoperto l’ennesima sua infedeltà: Diego l’aveva tradita con sua sorella Cristina. Un anno dopo si risposavano però a San Francisco.

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Fu amore a prima vista, ma il loro rapporto  fu vessato dai reciproci tradimenti. Diego era un libertino, e la tradì numerose volte. Lei, in parte di conseguenza, ebbe rapporti con altri uomini e donne, tra i quali il rivoluzionario russo Lev Trotskij, il poeta Andrè Breton e la militante comunista e fotografa Tina Modotti. I tradimenti, però, non minarono mai definitivamente il loro amore. La stessa pittrice più volte dichiarò che più il marito la tradiva più lei era portata ad amarlo. Frida Kahlo era così: romantica, passionale, attaccata alla vita e all’amore.

Altri drammi resero più difficile la loro unione, come il desiderio irrealizzabile di una famiglia. La povera Frida, a causa dell’incidente, non riusciva a portare a termine le gravidanze, e abortì tre volte. Quando aveva diciotto anni, infatti, era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale tra l’autobus su cui viaggiava e un tram. In quell’occasione perse la vita il ragazzo di cui lei era innamorata, e lei stessa dovette subire più di 32 interventi chirurgici per sopravvivere.

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Un connubio indistruttibile

Gli altri, le altre, in fondo, non contavano quanto il loro amore, come disse la stessa pittrice in una lettera del 1935: «Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che tutte queste lettere, avventure con donne, insegnanti di “inglese”, modelle gitane, assistenti di “buona volontà”, le allieve interessate all’ “arte della pittura” e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani rappresentano soltanto dei flirt? Al fondo tu e io ci amiamo profondamente e per questo siamo in grado di sopportare innumerevoli avventure, colpi alle porte, imprecazioni, insulti, reclami internazionali – eppure ci ameremo sempre… Credo che dipenda dal fatto che sono un tantino stupida perché tutte queste cose sono successe e si sono ripetute per i sette anni che abbiamo vissuto insieme e tutte le arrabbiature da cui sono passata sono servite soltanto a farmi finalmente capire che ti amo più della mia stessa pelle e che, se anche tu non mi ami nello stesso modo, comunque in qualche modo mi ami. Non è così? Spero che sia sempre così e di tanto mi accontenterò. Amami un poco, io ti adoro, Frida» (23 luglio 1935).

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