Viaggio a Barcellona attraverso i romanzi di Carlos Ruiz Zafón

Attraverso i libri del celebre scrittore spagnolo, è possibile ricostruire un itinerario turistico alla scoperta dei luoghi suggestivi di Barcellona

Viaggio a Barcellona attraverso i romanzi di Carlos Ruiz Zafón

Ci sono città che vivono due volte: una nella realtà, accarezzate dalla luce del sole, e un’altra, ben più profonda e intrisa di mistero, tra le pagine dei grandi romanzi. Una di queste è senza dubbio Barcellona. Per chi considera la letteratura non solo un passatempo ma un vero e proprio stile di vita, esplorare queste “città di carta” è un’esperienza che tocca le corde dell’anima.

Carlos Ruiz Zafón ci ha lasciati il 19 giugno 2020 all’età di 55 anni, eppure le parole dei suoi libri continuano a echeggiare immortali nei vicoli della sua amata Barcellona. Per lo scrittore spagnolo, autore di capolavori indimenticabili come L’ombra del vento e il Il labirinto degli spiriti, il capoluogo catalano non è mai stato un semplice sfondo. Al contrario, Barcellona si erge a vera e propria protagonista, una creatura viva che respira, seduce e nasconde inconfessabili segreti.

Viaggio a Barcellona sulle tracce dei romanzi di Carlos Ruiz Zafón

Vogliamo accompagnarvi in un viaggio magico. Allacciate le scarpe comode e preparatevi a camminare tra inchiostro e architettura gotica: ecco un itinerario alla scoperta dei luoghi di Barcellona indissolubilmente legati ai romanzi di Zafón.

Il Cimitero dei Libri Dimenticati: Carrer de l’Arc del Teatre

Qualsiasi itinerario zafoniano che si rispetti non può che partire dal cuore del mistero. Il Cimitero dei Libri Dimenticati, fulcro dell’omonima quadrilogia, è un’immensa biblioteca labirintica che vive nella fantasia dello scrittore, ma il suo ingresso si ispira a un luogo tangibile.

Si tratta di Carrer de l’Arc del Teatre, uno stretto e ombroso vicolo che si snoda al termine de Las Ramblas, nel ventre del quartiere Raval. Chiudendo gli occhi, sembra quasi di vedere il giovane Daniel Sempere che, tenuto per mano dal padre alle prime luci dell’alba, varca le porte di questo tempio segreto per salvare dall’oblio il libro che cambierà per sempre il suo destino.

Els Quatre Gats: Tra caffè, intellettuali e librai

A pochi passi dal trambusto cittadino, in Calle Montsió, sorge Els Quatre Gats, una storica taverna fondata alla fine dell’Ottocento. Divenuta ben presto un pilastro della vita culturale barcellonese (frequentata, tra gli altri, da un giovanissimo Pablo Picasso), questa caffetteria è un palcoscenico fondamentale. Proprio tra i suoi tavolini in legno e le atmosfere fumose, Daniel Sempere incontra Gustavo Barceló, l’eccentrico libraio antiquario a cui il ragazzo si rivolge per scoprire la verità sull’enigmatico Julián Carax.

Plaza Real: Primi amori e incontri inaspettati

Con le sue palme svettanti e i lampioni disegnati da Antoni Gaudí, Plaza Real è una delle piazze più eleganti e malinconiche della città. Nelle pagine de L’ombra del vento, questo è il luogo in cui il cuore di Daniel batte forte per la prima volta: qui si reca, infatti, per leggere ad alta voce alla bellissima e cieca Clara, nipote di Don Gustavo Barceló. Ma la piazza è anche il teatro di un altro incontro destinato a segnare la storia della letteratura: quello con Fermín Romero de Torres, un loquace mendicante dal passato tragico che diventerà il miglior amico di Daniel e la colonna portante della libreria Sempere.

Santa Maria del Mar: I misteri de “Il gioco dell’angelo”

Costruita tra il 1329 e il 1383, la maestosa basilica di Santa Maria del Mar è un gioiello di architettura gotica, eretta pietra su pietra dal popolo del quartiere della Ribera. Nei romanzi di Zafón, l’imponenza di questo luogo si tinge di sfumature mistiche. È all’ombra di queste navate che si snodano le vicende de Il gioco dell’angelo. Attraverso questa chiesa, il tormentato protagonista David Martín si avvicinerà alla risoluzione dell’enigma nascosto nel maledetto volume “Lux Aeterna”, in una vertiginosa discesa nell’oscurità dell’animo umano.

Las Ramblas, il Barrio Gótico e il Raval

Impossibile visitare Barcellona senza passeggiare per la Rambla. Questa celebre arteria, percorsa ogni anno da milioni di viaggiatori, nei romanzi diventa la linea di demarcazione tra due mondi: il Barrio Gótico e il Raval. È in queste strade labirintiche e adiacenti che i protagonisti dello scrittore spagnolo si inseguono, si perdono e si innamorano, in una città che si svela essere tanto luminosa di giorno quanto sinistra, brumosa e affascinante di notte.

Montjuïc: Tra memoria e prigionia

Dominando la città da sud-ovest, la collina del Montjuïc ospita due luoghi di capitale importanza per la cosmologia zafoniana. Il primo è il cimitero monumentale (dove nella realtà riposa il grande artista Joan Miró): qui si trova la lapide della madre di Daniel Sempere, un luogo di struggente memoria. Sulla sommità della collina, invece, si erge il cupo Castello di Montjuïc, che ne Il prigioniero del cielo diventa il terribile carcere in cui viene rinchiuso Fermín Romero de Torres, dal quale ordirà una fuga rocambolesca in perfetto stile “Conte di Montecristo”.

Tibidabo: L’alta borghesia e le atmosfere di “Marina”

Spostandoci verso la parte alta della metropoli, le pendici del Tibidabo offrono uno scenario completamente diverso. Tra i viali eleganti, come l’Avenida del Tibidabo, si affacciano palazzi signorili e ville moderniste, alcune meravigliosamente decadenti. È qui che prende vita Marina, uno dei romanzi più intimisti e amati dell’autore. In questi luoghi sospesi nel tempo, Óscar Drai e Marina Blau si conoscono e iniziano un’avventura ai confini del reale, inseguendo una misteriosa donna vestita di velluto nero scorta tra le tombe del vicino Cimitero di Sarrià, per poi perdersi lungo il Paseo de la Bonanova.

Villa Helius e l’Ateneu Barcelonès: I rifugi della mente

Non possiamo concludere senza citare due luoghi simbolo della società catalana dell’epoca. Il primo è Villa Helius, situata all’incrocio tra Calle Panamá e Calle Abadesa Olzet. Ancora oggi esistente, questa dimora di fine Ottocento è stata scelta da Zafón per ospitare il Conte Pedro Vidal, l’ambiguo mentore di David Martín. Il secondo è l’Ateneu Barcelonès, con il suo magnifico giardino interno e la biblioteca silente, uno dei rifugi preferiti in cui l’intelletto barcellonese si incontra, offrendo riparo dalle tempeste del mondo esterno.

Viaggiare attraverso le pagine di un libro è un privilegio immenso, ma poter camminare fisicamente nei luoghi che hanno ispirato quelle stesse storie è magia pura. Carlos Ruiz Zafón ci ha fatto un dono inestimabile: ci ha regalato una lente speciale con cui guardare Barcellona. Non più solo la città del sole, della movida e del mare, ma una metropoli letteraria avvolta dalla nebbia, intrisa di romanticismo e piena di segreti celati dietro vecchi portoni.