Dopo aver raccontato con successo l’Impero romano, la Bibbia e san Francesco, Aldo Cazzullo torna alle radici della nostra storia e della nostra identità con il suo nuovo libro, “Quando l’Italia rinacque”, pubblicato da HarperCollins Italia e dedicato a una delle stagioni più straordinarie della civiltà occidentale: il Rinascimento. Lo ha presentato per la prima volta a Pordenonelegge.
San Francesco, precursore del Rinascimento
“Nel Rinascimento per la prima ed unica volta l’Italia è al centro del mondo e precursore – spiega Cazzullo – è stato San Francesco e il suo testamento in cui afferma che il lavoro non serva ad arricchirsi, ma a mantenersi onestamente, a imitare l’attività creatrice e a restare umili in mezzo agli altri. E questo risulta straordinariamente attuale”.
“In San Francesco – aggiunge – Dante trova la sua lingua ,il rispetto per la donna, il disprezzo per il lavoro disonesto”. Ed è a partire da Dante, come è noto, che si pongono le basi della nostra lingua: è nell’Umanesimo però che ci sono i primi best seller in volgare e il long seller per eccellenza Orlando Furioso. Ma è sul mondo dell’arte che si sofferma il giornalista e in particolare sul confronto tra Leonardo e Michelangelo che non simpatizzarono fra loro, in quanto molto diversi: “Leonardo allude, Michelangelo afferra – dice Cazzullo – l’uno sussurra, l’altro grida, l’uno elegante l’altro vestito con lo stesso pastrano”.
Un viaggio da Michelangelo a Giordano Bruno
Il viaggio parte dalla saga dei Medici, protagonisti della Firenze del Quattrocento, e attraversa le vicende dei grandi artisti e intellettuali dell’epoca. Leonardo appare come il genio capace di intuire il mondo che verrà; Raffaello porta Gesù sulla Terra e trasforma la Madonna in una figura vicina e umana, nella quale ogni persona può riconoscere una madre; Michelangelo, che Cazzullo considera il più grande artista mai esistito, occupa un posto centrale nel racconto, con un intero capitolo dedicato al significato e ai misteri del Giudizio Universale.
C’è poi Cristoforo Colombo, presentato dall’autore come un nuovo Ulisse, l’uomo che attraversa l’oceano e apre all’umanità le porte di un Nuovo Mondo, destinato a prendere il nome da un altro grande italiano: Amerigo Vespucci. E ancora Ludovico Ariosto, capace con la fantasia dell’Orlando furioso di creare un universo letterario senza confini. Fino alle figure più drammatiche che segnano il tramonto di quella stagione: Giordano Bruno, Caravaggio e Galileo.
Attraverso le loro vite, le loro opere, le loro conquiste e le loro tragedie, Cazzullo racconta un’epoca irripetibile, nella quale arte, scienza, fede, letteratura e curiosità verso il mondo si incontrarono dando vita a una straordinaria stagione di creatività.
L’attualità del Rinascimento secondo Aldo Cazzullo
Il Rinascimento, sostiene Cazzullo, non è soltanto l’epoca delle grandi opere d’arte e dei capolavori che ancora oggi ammiriamo. È soprattutto una rivoluzione nel modo di concepire l’uomo. È l’affermazione dell’idea che ogni essere umano sia unico e irripetibile, dotato di una propria dignità e posto al centro dell’universo. Un’idea rappresentata simbolicamente dall’Uomo vitruviano di Leonardo, inscritto nel cerchio perfetto. E, nella prospettiva dell’Umanesimo cristiano, davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali e ciascuno può avere con Lui un rapporto diretto.
“Questa concezione dell’uomo – dice Cazzullo – oggi ha una straordinaria attualità, pensando soprattutto a un futuro nel quale la tecnologia potrebbe arrivare a mettere in discussione la centralità e la dignità della persona, fino all’ipotesi di un mondo «post-umano», nel quale il corpo e la mente dell’uomo potrebbero progressivamente essere sostituiti o integrati dalle macchine e dall’intelligenza artificiale”.
“Il Rinascimento non è – sostiene l’autore – solo una pagina fondamentale della storia dell’arte, ma consente di riscoprire le radici di un’idea di umanità che continua a interrogare il nostro presente e il nostro futuro, a partire da una riflessione sul valore della persona e sulla dignità dell’uomo”.

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