Nel giorno della Liberazione e in cui si celebra la Resistenza, la letteratura torna a farsi bussola per interpretare il presente attraverso la voce di uno dei più autorevoli narratori contemporanei: Marco Balzano.
Lo scrittore milanese, recentemente nominato curatore di BookCity Milano 2026, ha tracciato un percorso attraverso cinque opere fondamentali che spogliano la Resistenza dalla retorica per restituirne l’urgenza umana, il dubbio e il sacrificio.
I libri sulla Resistenza estremamente attuali scelti da Marco Balzano
I romanzi e le testimonianze scelti da Balzano mostrano come la Resistenza sia stata vissuta in modi differenti: come dubbio e senso di colpa, come dolore privato che diventa scelta pubblica, come slancio ideale, come sacrificio familiare, come esperienza quotidiana di giovani impreparati ma determinati. In questo sta la loro attualità: ognuno di questi libri illumina un volto diverso della Liberazione e, insieme, compone una narrazione corale della nascita dell’Italia democratica. Ma analizziamo più nel dettaglio i libri sulla Resistenza ancora oggi contemporanei scelti dall’autore.
“La casa in collina” di Cesare Pavese
Tra i titoli proposti c’è “La casa in collina” di Cesare Pavese, uno dei romanzi più intensi sul rapporto tra individuo e Storia. Ambientato tra Torino e la collina nei mesi della guerra, il libro segue Corrado, professore che osserva il crollo del mondo intorno a sé senza riuscire a prendere davvero parte alla lotta. Pavese affida a questo personaggio inquieto e appartato il dramma di chi si sente spettatore colpevole, incapace di trasformare la coscienza in azione. Ne nasce una riflessione amara sulla paura, sulla responsabilità e sulla ferita morale lasciata dalla guerra.
“L’Agnese va a morire” di Renata Viganò
Accanto a Pavese, Renata Viganò con “L’Agnese va a morire” porta al centro della scena una figura femminile popolare e indimenticabile. Agnese è una lavandaia, una donna semplice, che dopo la perdita del marito entra nel movimento partigiano. Il romanzo racconta la Resistenza dal basso, nella sua concretezza quotidiana, mettendo in luce la durezza della guerra ma anche la forza silenziosa di chi sceglie di non piegarsi. È un libro che restituisce pieno rilievo al contributo delle donne e delle persone comuni, spesso rimaste ai margini dei racconti ufficiali.
“Una questione privata” di Beppe Fenoglio
Con “Una questione privata” di Beppe Fenoglio, la lotta partigiana si intreccia invece alla dimensione più personale e struggente. Il protagonista Milton, giovane partigiano, attraversa la guerra sospinto anche da un’ossessione amorosa che rende il romanzo unico nel panorama resistenziale. Fenoglio mostra come, anche nel cuore del conflitto, continuino a pesare i sentimenti, i desideri, le gelosie, le fragilità. Proprio questa fusione di vicenda privata e tragedia storica rende il libro una delle opere più alte sulla Resistenza, lontana da ogni schema eroico e restituita nella sua verità più umana.
“I miei sette figli” di Alcide Cervi
Un’altra prospettiva ancora è quella di “I miei sette figli” di Alcide Cervi, testimonianza-simbolo. Attraverso la voce del padre dei fratelli Cervi, fucilati dai fascisti nel 1943, racconta un dolore immenso che non si chiude nel lutto privato ma si trasforma in memoria collettiva e responsabilità civile. La vicenda della famiglia Cervi è diventata uno dei nuclei più forti dell’immaginario resistenziale italiano: non solo per la tragedia che la segna, ma per la forza morale con cui quella perdita viene consegnata alla storia del Paese.
“I piccoli maestri” di Luigi Meneghello
Chiude il percorso “I piccoli maestri” di Luigi Meneghello, racconto autobiografico della Resistenza vissuta da un gruppo di giovani studenti vicentini. Questo è un testo del 1964, quindi vent’anni dopo i fatti raccontati. Qui il tono cambia ancora: Meneghello è uno scrittore ironico e antimaterico; c’è forse più disincanto. I suoi partigiani non sono eroi scolpiti nel marmo, ma ragazzi intelligenti, impreparati, spesso goffi, che si misurano con una realtà più grande di loro.
Una bibliografia per la libertà
Secondo Balzano, rileggere oggi questi testi significa confrontarsi con la responsabilità individuale. Un viaggio che parte dall’inquietudine de “La casa in collina” di Cesare Pavese, dove il protagonista Corrado incarna il dramma dello spettatore colpevole, e prosegue con il fango e la concretezza de “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, tributo necessario al ruolo delle donne e degli umili nella lotta partigiana.
Il canone di Balzano non dimentica la dimensione intima: “Una questione privata” di Beppe Fenoglio trasforma la guerra in un paesaggio dell’anima dove l’amore si intreccia al conflitto, mentre la testimonianza di Alcide Cervi ne “I miei sette figli” eleva il lutto privato a pilastro della memoria collettiva. Infine, lo sguardo si fa ironico e disincantato con “I piccoli maestri” di Luigi Meneghello, che racconta la Resistenza di un gruppo di studenti vicentini, restituendoci partigiani distanti dall’eroismo classico: giovani, spesso goffi e impreparati, ma profondamente determinati.
L’evento al Cinema di Bellano
Di questo “itinerario della memoria” e del valore odierno della libertà si parlerà approfonditamente sabato 25 aprile presso il Cinema di Bellano. L’incontro, dal titolo “I 5 libri della nostra Resistenza”, vedrà Marco Balzano protagonista di un atteso ritorno sul palco lariano dopo il successo della sua partecipazione nel 2022.
L’appuntamento fa parte della rassegna “Il bello dell’Orrido”, curata da Armando Besio e inserita nel progetto BAC Bellano Arte Cultura. Un’occasione per dialogare con un autore che, da “L’ultimo arrivato” (Premio Campiello 2015) al recente successo di “Bambino” (Einaudi), ha sempre messo al centro della sua opera il rapporto tra l’individuo e i grandi smottamenti della Storia.
