C’è un momento nella vita delle donne in cui il rumore del mondo sembra farsi più ovattato, lasciando spazio a una melodia diversa. Dal ritmo serrato si passa a un suono più libero, come una canzone di cui non si ricordano le parole e che continua con un “la la la” spensierato. Da questa suggestione musicale nasce “Il tempo del la la la” (Mondadori), l’atteso esordio nella narrativa di Luciana Littizzetto, in libreria dal 21 aprile.
In libreria dal 21 aprile, il libro segna un punto di svolta nella carriera dell’autrice torinese: dopo anni passati a fotografare la realtà con la lente del monologo comico e del saggio ironico, Luciana Littizzetto sceglie la forma del romanzo corale per esplorare un territorio emotivo finora solo sfiorato.
“Il tempo del la la la” di Luciana Littizzetto
Sullo sfondo di una Torino vibrante, Lola, Maura e Ida si ritrovano ogni settimana nel loro bar di fiducia per condividere dubbi e confidenze. Lola è vicina ai sessant’anni e si sente sbiadire; Maura vive un matrimonio spento dall’abitudine; Ida è la più libera e spregiudicata del gruppo.
Nonostante le diverse fragilità, le tre amiche sono unite da un’inquietudine comune: la voglia di credere che i giochi non siano ancora finiti. Tra incontri inaspettati e ritorni del passato, le protagoniste imparano a lasciarsi sorprendere dalla vita, scoprendo che esiste ancora uno spazio per il desiderio e per un futuro tutto da immaginare. Un racconto corale che, con l’ironia tipica della Littizzetto, celebra la forza di sentirsi ancora vive e capaci di cambiare.
Chi sono le Queenager?
Al centro della narrazione troviamo tre donne, tre amiche, tre universi che si specchiano l’uno nell’altro: Lola, Maura e Ida. Sono diverse per temperamento e vissuto, ma unite da quel filo rosso invisibile che è l’amicizia femminile, fatta di confidenze sussurrate, silenzi compresi e una solidarietà che non ha bisogno di troppi preamboli.
Luciana Littizzetto le definisce con un neologismo brillante e quanto mai attuale: le “Queenager”.
“Un po’ queen e un po’ teenager: una categoria che sta prendendo forma, viva, scintillante e piena di una consapevolezza nuova.”
Sono donne che hanno attraversato tempeste, che portano addosso i segni del tempo ma che rifiutano di essere archiviate come “finite”. Sono adulte e imperfette, ma proprio in questa imperfezione trovano la forza di non farsi mettere ai margini del racconto della propria vita.
La “Diastole” dell’esistenza: quando il cuore torna ad aprirsi
La bellezza di questo romanzo risiede nella sua capacità di raccontare quella che la Littizzetto definisce una sorta di “diastole dell’esistenza”. Dopo una vita passata a stringere i denti, a trattenere le emozioni e a resistere alle pressioni esterne, arriva il tempo di espandersi.
È un tempo più largo, più ricettivo. Come nelle canzoni che citavamo in apertura, quando non tutto si lascia spiegare a parole, ci si muove in uno spazio indefinito dove l’imprevisto torna a essere una possibilità concreta. La Torino che fa da sfondo alla storia non è solo una cornice, ma una città viva che accompagna le protagoniste nel loro percorso di riscoperta, tra malinconia e desiderio.
Uno stile che unisce umorismo e verità sentimentale
Chi si aspetta solo la verve comica tipica di Luciana Littizzetto rimarrà piacevolmente sorpreso. Sebbene l’ironia sia il collante naturale della sua scrittura, in “Il tempo del la la la” emerge una voce nuova, più intima e profonda. L’autrice dimostra una sensibilità rara nel descrivere le fragilità e i piccoli eroismi quotidiani, costruendo una storia in cui è incredibilmente facile riconoscersi.
È un libro che parla di seconde possibilità, di quel passaggio friabile in cui si fanno i conti con ciò che si è state per decidere, finalmente, cosa si vuole ancora diventare.
Il debutto letterario di Luciana Littizzetto promette di essere uno dei casi editoriali della stagione, un invito a tutte le donne (e non solo) a non smettere mai di cantare il proprio personale “la la la”.
A proposito di Luciana Littizzetto, rileggi la lettera che scrisse indirizzata alla Rai
