“I piaceri” di Vitaliano Brancati, l’acuta e ironica riscoperta dell’opera alla Maturità 2026

Il testo della Maturità 2026: riscopriamo “I piaceri” di Brancati, un inno all’ironia e alla resistenza intima contro i dogmi del tempo. Un capolavoro da leggere oggi.

I piaceri di Vitaliano Brancati, l'acuta e ironica riscoperta dell'opera alla Maturità 2026

Il Ministero dell’Istruzione ha sorpreso e affascinato i candidati della Maturità 2026 inserendo tra le tracce della Tipologia A (Analisi del testo) un estratto di un’opera ingiustamente considerata “minore” o periferica nel panorama scolastico tradizionale: “I piaceri (parole all’orecchio)” di Vitaliano Brancati. Se da un lato il grande pubblico associa lo scrittore siciliano ai capolavori del “gallismo” come Il bell’Antonio o Don Giovanni in Sicilia, la scelta del Ministero ha riacceso i riflettori su una raccolta di prose straordinaria, pubblicata nel 1943 ma nata in gran parte sulle riviste letterarie tra il 1938 e gli anni centrali del secondo conflitto mondiale.

“I piaceri” di Vitaliano Brancati

“I piaceri” si presenta come una raccolta di dodici scritti descritti dall’autore stesso come “un misto di fatti e moralità, quasi dei racconti avventurosi”. Strutturato come un diario intimo o una confessione sussurrata, da cui il suggestivo sottotitolo parole all’orecchio, il libro esplora con apparente leggerezza frammenti di vita quotidiana, ricordi d’infanzia, fantasie personali e confessioni di vizi apparentemente innocui, come la gola, la pigrizia o la ricerca della rarità.

Tuttavia, sotto la superficie aneddotica si cela un’operazione letteraria di altissimo profilo. Molti critici hanno accostato la struttura e l’intento di Brancati alle “Operette morali” di Giacomo Leopardi, o alla prosa filosofico-satirica della Ginestra.

Brancati non si limita a elencare ciò che provoca diletto, ma scava nella natura etica del “piacere”, contrapponendolo alla rigidità e alla magniloquenza della retorica dominante del suo tempo. In un’epoca (quella del fascismo calante e della guerra) in cui lo Stato chiedeva ai cittadini sacrificio, austerità, eroismo bellico e sottomissione morale, Brancati rivendica il diritto all’umanissimo esercizio del dubbio, della fragilità, del vizio privato e della nostalgia.

Lo stile: la poetica del comico e l’ironia siciliana

L’arma segreta di Brancati, che gli studenti dell’esame di Stato hanno dovuto decodificare nelle ore di traccia, è un amalgama perfetto di analisi del costume, riflessione autobiografica e profondo sentimento del comico. La lingua di Brancati è nitida, elegante, percorsa da una sottile vena di malinconia che smorza il riso prima che diventi sguaiato.

L’ironia brancatiana non è mai distruttiva o nichilista; è un’ironia difensiva, profondamente legata alla sua identità siciliana. Come lo stesso autore amava ricordare, “una società provvista d’ironia, anche se del tutto scomparsa, sarà sempre moderna”.

Nel testo uscito alla Maturità emerge con forza la capacità dello scrittore di guardarsi allo specchio, ridendo dei propri difetti per mettere a nudo quelli di un’intera nazione. I suoi “piaceri” diventano un manifesto di microscopica resistenza: laddove il regime imponeva le adunate e l’estetica del corpo perfetto e marziale, Brancati celebra il piacere pigro della conversazione tra amici o la gola silenziosa consumata al riparo dal rumore del mondo.

La contemporaneità di Brancati

L’inclusione di questo testo nell’esame di Stato del 2026 risponde a una precisa urgenza culturale. In un presente storico dominato dall’iper-connessione, dall’ansia della performance sociale, dalla spettacolarizzazione del dolore e dalla costante esposizione pubblica dei propri successi, “I piaceri” sussurrano al lettore l’importanza della dimensione intima.

La traccia ministeriale ha invitato i giovani a riflettere su cosa significhi oggi preservare uno spazio personale di serenità, lontano dalle grandi narrazioni collettive o dagli algoritmi che quantificano la nostra felicità. Il “segreto” brancatiano, quel confidarsi all’orecchio del lettore, ristabilisce un patto di empatia e di vicinanza umana di cui la nostra società sente drammaticamente il bisogno.

Un libro da riscoprire

“I piaceri” di Vitaliano Brancati sono un vademecum di sopravvivenza spirituale. La Maturità 2026 ha avuto il merito di togliere la polvere da un gioiello editoriale troppo spesso dimenticato, dimostrando che i classici non sono monumenti immobili, ma voci capaci di parlarci ancora a distanza di decenni. Anche se avete fatto gli esami di Maturità già da tempo, vi consigliamo di recuperare questo volume, sfogliarlo con la stessa lentezza raccomandata dall’autore e riscoprire il valore rivoluzionario delle piccole cose.