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Toto-tracce Maturità 2026: Verga insidia il Vate, Pirandello e l’Intelligenza Artificiale

Manca meno di un mese al fischio d’inizio della Maturità 2026 e, come ogni anno, impazza il “toto-tracce”: i ragazzi oscillano tra la sicurezza dei grandi classici e il timore di un “outsider” imprevedibile.

Maturità 2026 parte il toto-tracce tra il sogno di D’Annunzio e l'ombra dell'Intelligenza Artificiale

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Manca ormai un mese scarso al 18 giugno, il giorno in cui migliaia di studenti siederanno dietro i banchi per affrontare la prima prova scritta dell’esame di Stato. Come ogni anno, questo periodo di attesa è scandito dall’immancabile “toto-tracce”, un rito collettivo che unisce ansie, speranze, intuizioni letterarie e strategie di ripasso dell’ultimo minuto.

Maturità 2026: il toto-tracce degli studenti

A fotografare con precisione gli umori, le aspettative e i pensieri dei maturandi ci pensa il tradizionale monitoraggio mensile di Skuola.net, condotto su un campione di circa 1.000 studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Ciò che emerge è un quadro affascinante: un ritorno ai grandi classici della nostra letteratura, un forte interesse per le ricorrenze storiche del nostro Paese e una profonda riflessione sulle sfide tecnologiche ed esistenziali del nostro tempo.

L’Ottocento e il Novecento letterario: Verga sorpassa D’Annunzio, Pirandello è una certezza

Per la Tipologia A (analisi del testo), i ragazzi sembrano orientarsi verso autori “classici” ma fortemente legati a temi esistenziali e identitari. Nelle ultime settimane si è assistito a un vero e proprio cambio della guardia tra i prosatori dell’Ottocento, l’oggetto eventuale del primo testo d’esame.

Se nella precedente rilevazione Gabriele D’Annunzio dominava i pronostici, oggi lo scettro passa a Giovanni Verga, indicato dal 31% degli intervistati. Il “Vate” perde quota e scivola al secondo posto con il 25% delle preferenze , probabilmente frenato dalla consapevolezza che l’autore abruzzese non è mai stato proposto nella Maturità moderna. Resta stabile Alessandro Manzoni attorno al 15%, mentre si registra la crescita di Carlo Collodi (che passa dal 6% al 10%), spinto dalle celebrazioni per il bicentenario della nascita del papà di Pinocchio.

Sul fronte della poesia ottocentesca, la situazione appare più consolidata. Giovanni Pascoli mantiene saldamente la leadership con il 21% dei voti. Alle sue spalle accorcia sensibilmente le distanze Giacomo Leopardi, che sale dal 16% al 19% , mentre crolla nettamente Ugo Foscolo, che dimezza quasi le sue preferenze scendendo dall’15% all’8%. Anche in questo ambito D’Annunzio subisce un lieve calo, fermandosi al 16%.

Spostandoci nel Novecento, Luigi Pirandello si conferma il grande favorito per la prosa raccogliendo il 20% delle preferenze. Su di lui pesa l’effetto dei grandi anniversari tondi del 2026: ricorrono infatti i 90 anni dalla morte e i 100 anni dalla pubblicazione del capolavoro Uno, nessuno e centomila. Nonostante Pirandello sia già comparso nelle tracce del vicino 2024, il fascino della sua crisi d’identità continua a ingolosire gli studenti-scommettitori.

Dietro di lui resistono Italo Svevo (15%), Italo Calvino (12%) e Primo Levi (11%) , mentre fa prove tecniche di risalita Elsa Morante (7%), che rappresenterebbe un’assoluta novità storica per l’analisi del testo alla Maturità. Per la poesia del Secolo Breve, Giuseppe Ungaretti rafforza la propria leadership salendo al 20%, seguito a ruota da Eugenio Montale al 18%. Umberto Saba e Filippo Tommaso Marinetti si attestano entrambi all’11% , mentre perde quota Alda Merini, ora al 6%.

Storia e ricorrenze: l’ombra della Mafia e l’orgoglio della Repubblica

La Tipologia B, dedicata al testo argomentativo, offre da sempre lo spunto ideale per legare la cultura alla memoria storica del nostro Paese. L’anniversario che i maturandi ritengono più “spendibile” dal Ministero resta quello degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dal referendum istituzionale del 1946, indicato dal 34% degli intervistati. Un anniversario fondamentale che segna l’introduzione del suffragio universale e l’avvio dell’Assemblea Costituente.

Tiene saldamente il secondo posto il tema della legalità con l’anniversario del maxi-processo alla Mafia (stabile al 12%). Al contrario, perde progressivamente forza l’ipotesi di una traccia collegata ai 25 anni dall’11 settembre (che scende dal 13% al 9%) , insidiata dal ricordo del disastro nucleare di Chernobyl a 40 anni dall’evento, che stuzzica la fantasia del 10% degli studenti.

Tra le figure storiche e culturali, oltre al citato Pirandello che balza al 24% nelle preferenze generali sulle ricorrenze , spicca prepotentemente San Francesco d’Assisi: a 800 anni dalla sua morte, il 18% degli studenti scommette sul “francescanesimo”. In un’epoca complessa come quella attuale, i ragazzi leggono in questa figura un modo potente e universale per parlare di pace. Avanza anche Grazia Deledda (12% nei pronostici), a un secolo dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura , mentre arretra Umberto Eco, che scivola dal 6% al 4%.

L’attualità e i temi esistenziali: lo specchio digitale della Generazione Z

Se c’è un ambito in cui i trend sono cambiati in modo evidente rispetto ad aprile, questo è la Tipologia C, ovvero il tema di attualità. I ragazzi si stanno progressivamente allontanando dai grandi conflitti internazionali e dalle crisi geopolitiche, un tema che crolla bruscamente dal 18% all’11% nelle loro aspettative. I maturandi sembrano convinti che il Ministero premierà tematiche più vicine alla loro quotidianità e al loro vissuto interiore.

A dominare incontrastata la scena è la tecnologia: il tema “Giovani, social e IA” sale al 21% delle preferenze diventando l’argomento più quotato in assoluto , affiancato dalla voce specifica “Intelligenza artificiale e nuove frontiere tecnologiche” (16%). I ragazzi sentono il bisogno di interrogarsi su come l’identità digitale stia trasformando le relazioni umane, lo studio e il lavoro. Non mancano comunque riflessioni su problematiche sociali stringenti come la violenza sulle donne, la parità di genere e il disagio giovanile (tutte al 9%) , o sulle aspettative della Gen Z verso il mondo professionale (8%).

Quando si passa ad analizzare i grandi temi esistenziali, la “pace” resta il faro assoluto nelle aspettative degli studenti (stabile al 20%). Calano le riflessioni sul futuro e sulla rabbia (entrambe a -3%), lasciando spazio a un piccolo ma significativo incremento per i temi legati all’amore, all’amicizia e al ruolo salvifico dell’arte (+2-3%).

Il totoesame diventa una “materia” di discussione in classe

Infine, quasi 4 studenti su 10 raccontano di parlare ‘spesso’ con i professori delle possibili tracce della Maturità. A testimonianza di come la Maturità non sia sempre più un percorso emotivo che unisce studenti e docenti. Il monitoraggio di Skuola.net rivela infatti che il toto-tracce non è più un passatempo confinato al mondo del web o alle discussioni online.

Al contrario, è entrato a pieno titolo nelle aule scolastiche: ben 3 maturandi su 4 commentano regolarmente le varie ipotesi con i propri insegnanti. Oltre al 40% che ne parla con frequenza , un ulteriore 35% affronta l’argomento “ogni tanto”. Solo per un esiguo 26% il toto-tracce rimane un argomento che non viene mai sfiorato tra le mura della classe.

L’attenzione verso i pronostici resta comprensibilmente alta: quasi il 60% dei ragazzi segue le indiscrezioni con interesse ma senza farci troppo affidamento, mentre 1 su 5 ammette di considerarle con estrema attenzione per orientare gli ultimi sforzi sui libri. In fondo, a un mese dalla prima prova, ogni indizio sembra utile per riordinare le idee e finalizzare le ultime letture. Sarà poi, come ogni anno, il Ministero ad avere l’ultima e insindacabile parola il prossimo 18 giugno. Fino ad allora, ai ragazzi non resta che continuare a studiare e viaggiare tra le pagine dei grandi autori della nostra letteratura.

Maturità 2026, tutte le novità spiegate dal Ministro Valditara