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Maturità 2026: i grandi temi d’attualità e i classici latini più assegnati e che potrebbero uscire

Maturità 2026: scopri l’analisi dei temi più ricorrenti nelle tracce d’esame, tra tecnologia e Costituzione, e i grandi classici latini più proposti dal Ministero, come Seneca.

Maturità 2026 i grandi temi d’attualità e i classici latini più assegnati e che potrebbero uscire

Il conto alla rovescia per la Maturità 2026 è già iniziato nelle menti e nei cuori di migliaia di studenti italiani. Se in un nostro precedente articolo abbiamo già esplorato i 10 autori della letteratura italiana che rappresentano i “fedelissimi” della Prima Prova, oggi vogliamo allargare lo sguardo. L’Esame di Stato, infatti, rappresenta una vera e propria bussola per comprendere quali siano le urgenze, le riflessioni e i valori che la società odierna chiede ai suoi giovani di analizzare.

Maturità 2026: temi e argomenti più ricorrenti

A venirci in aiuto in questa indagine è il portale Skuola.net, che ha passato al setaccio il database del Ministero analizzando ben 168 diverse proposte di tracce di Italiano dal 2000 a oggi, e 51 tracce di Latino dal dopoguerra in avanti. Il risultato è una mappa affascinante dei “pattern” ricorrenti scelti da Viale Trastevere. Scopriamo insieme quali sono i temi dominanti per le tipologie argomentative e di attualità, e quali sono i grandi classici latini che potrebbero attendere i maturandi del Liceo Classico.

Il trionfo della tecnologia: da Gutenberg all’iperconnessione

Scorrendo le tracce argomentative e di attualità (le famose Tipologie B e C) dal 2000 ai giorni nostri, emerge un vincitore assoluto. La medaglia d’oro va senza dubbio ai temi che ruotano attorno alla tecnologia, ai social network e alla digitalizzazione, tematica apparsa in ben 15 occasioni. Ciò che risulta davvero affascinante è osservare l’evoluzione di queste tracce, che di fatto tracciano la storia recente della nostra evoluzione sociale e comunicativa.

Agli albori del nuovo millennio, nel 2000, si chiedeva agli studenti di riflettere sul passaggio “da Gutenberg al libro elettronico”. Nel 2008 il focus si è spostato sui primi SMS e sulle email. Arrivando ai giorni nostri, le richieste si sono fatte più intime e psicologiche, esplorando il concetto di iperconnessione nel 2022, per poi passare all’elogio dell’attesa ai tempi di WhatsApp nel 2023. Fino ad arrivare a un tema di estrema e pungente attualità: l’indignazione come vero e proprio motore dei social network, traccia proposta nel 2025.

La memoria storica e l’impegno civile: guerre e Costituzione

Al secondo posto dei macro-argomenti più assegnati dal Ministero troviamo la grande Storia del Novecento. Le tracce sulle Guerre del ‘900, sui Totalitarismi e sulla Guerra Fredda sono comparse ben 12 volte, a dimostrazione di quanto sia vitale per le nuove generazioni mantenere viva la memoria del passato per decifrare le tensioni del presente. Subito dietro, sul terzo gradino di questo podio concettuale, si piazza un blocco tematico fondamentale per la formazione del cittadino: Costituzione, Legalità, Mafia e Diritti, con 11 apparizioni complessive.

Questo filone ha visto spesso una forte declinazione sulla riflessione civica e sull’antimafia, spingendo i maturandi a celebrare il sacrificio di martiri dello Stato come Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 2019 e Paolo Borsellino nel 2025. Appena fuori dal podio, ma comunque ricorrente, troviamo il tema dell’Europa e del suo complesso cammino di integrazione, che vanta ben 7 apparizioni, l’ultima delle quali risalente al 2018.

L’ecologia e la passione per gli anniversari

Un altro dato emblematico riguarda la transizione del tema dell’Ecologia, uscito 6 volte in totale. Se all’inizio degli anni Duemila la natura veniva trattata in una chiave prevalentemente poetico-letteraria, negli ultimi anni è diventata un’emergenza scientifica a tutti gli effetti. Non a caso, recentemente è stata affrontata attraverso i testi rigorosi del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi nel 2022 o del filosofo evoluzionista Telmo Pievani nel 2025.

I dati confermano inoltre che il Ministero dell’Istruzione e del Merito nutre un “debole clamoroso” per gli anniversari storici e per i cosiddetti “anni tondi”. Ne sono un esempio lampante le tracce passate dedicate al 60esimo anniversario della Costituzione Italiana, ai 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino e all’inizio della Grande Guerra. I maturandi del 2026 faranno bene a dare un’occhiata al calendario storico.

La Seconda Prova del Classico: il duopolio dei grandi maestri latini

Spostando l’attenzione sulla tanto temuta seconda prova del Liceo Classico, che per la Maturità 2026 torna a essere incentrata sulla versione di Latino, la storia ci racconta di un evidente ed epico “duopolio”. Prendendo in considerazione le statistiche dal 1949 a oggi, il maestro indiscusso della prosa latina all’esame è Cicerone, proposto ben 17 volte. È tallonato a brevissima distanza da Seneca, fermo a quota 16. Le altre voci immortali della classicità sono nettamente più staccate: Tacito conta 5 uscite, Quintiliano 3 e Plinio il Giovane 2.

Tuttavia, se restringiamo il raggio d’azione analizzando solamente gli ultimi 25 anni, è il filosofo stoico Seneca a dominare la scena, potendo vantare ben 5 Maturità all’attivo, seguito da Cicerone e Tacito con 3 apparizioni ciascuno. Quali sono dunque i pronostici per i classicisti del 2026? Dato che Cicerone è stato l’autore della prova del 2025, le sue chance si abbassano drasticamente.

Per chi cerca di prevedere le mosse del Ministero, i nomi da tenere d’occhio sono proprio i già citati maestri: Seneca, grande assente dal 2023, e lo storico Tacito, che manca dai banchi d’esame dal 2019. E se il Ministero volesse stupire tutti? Le possibili sorprese storiche portano il nome del retore Quintiliano, che manca dal 2013, o di Plinio il Giovane, definito il vero “recordman di latitanza” poiché non compare in una traccia d’esame dall’ormai lontano 1992.