Rita Levi Montalcini è stata una delle figure più brillanti e significative del Novecento, non solo per il suo inestimabile contributo alla scienza, ma anche per la sua straordinaria levatura umana e morale. Neurologa, senatrice a vita e insignita del Premio Nobel per la Medicina nel 1986, ha lasciato un segno indelebile nella nostra società e nella cultura internazionale.
12 frasi di Rita Levi Montalcini per guardare alla vita con ottimismo
Per celebrare l’immensa eredità di questa grande scienziata e donna, abbiamo raccolto alcune delle sue citazioni più memorabili: pillole di saggezza da cui trarre ispirazione ogni giorno.
1. Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
2. A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra.
3. Bisogna dire ai giovani quanto sono stati fortunati a nascere in questo splendido Paese che è l’Italia.
4. Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace.
5. Chi ha la fortuna di possedere la fede si avvale di un sostegno impareggiabile in tutte le fasi del percorso vitale. Se si sostituisce a un Dio antropomorfo, che premia i buoni, l’imperativo inciso nel programma genetico dell’Homo sapiens che il bene ha un premio in se stesso, e il male ha il suo castigo, il laico e il credente troveranno la risposta.
6. C’è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c’è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento. Forse io sono una innata ottimista ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.
7. Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.
8. Credo di poter affermare che nella ricerca scientifica né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine il compito intrapreso siano fattori essenziali per la riuscita e per la soddisfazione personale. Nell’uno e nell’altro contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà: in tal modo possiamo affrontare i problemi che altri, più critici e più acuti, non affronterebbero.
9. Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.
10. Non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì.
11. Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella ‘zona grigia’ in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.
12. Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza.
Cosa ci insegnano queste frasi
Queste preziose parole ci trasmettono una profonda lezione di resilienza, ottimismo e dedizione totale. Rita Levi Montalcini ci insegna che la vera identità e la forza motrice di una persona risiedono nella sua mente, capace di trascendere gli inevitabili limiti e il declino del corpo fisico.
Ci invita a non temere mai i momenti bui, perché è proprio dalle difficoltà che spesso nasce il meglio, e ad affrontarle con leggerezza, “scrollandole di dosso” per vedere in ogni ostacolo l’opportunità di una rinascita. Le sue affermazioni si rivelano anche un potente manifesto per l’emancipazione femminile, ricordandoci che il futuro e la pace del mondo dipendono dalla leadership e dall’istruzione delle donne.
Infine, la scienziata ci ricorda che nella vita, così come nel lavoro, più della pura intelligenza conta la perseveranza, spronandoci a vivere con intensità per arricchire qualitativamente la nostra esistenza, aggiungendo sempre “vita ai giorni”.
Simbolo di perseveranza e intelligenza
Nata a Torino il 22 aprile del 1909 in una famiglia ebrea, è stata neurologa, accademica e senatrice a vita. Nel 1930 entrò nella scuola medica di Giuseppe Levi, cominciando gli studi sul sistema nervoso ed ebbe come compagni di studi futuri premi Nobel quali Salvador Luria e Renato Dulbecco. A causa delle leggi razziali del 1938, nel marzo del 1939 fu costretta a emigrare in Belgio.
Negli anni Cinquanta le sue straordinarie ricerche la portarono a scoprire il NGF (Nerve Growth Factor, il fattore di accrescimento della fibra nervosa), conquista scientifica fondamentale che le valse il Premio Nobel per la Medicina. Dopo una lunghissima carriera divisa tra gli Stati Uniti e l’Italia e una vita dedicata alla scienza e all’impegno sociale, si è spenta a Roma il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni.

Condividi questo articolo