12 frasi di Carlo Collodi che ci insegnano a diventare più “umani”

Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Carlo Collodi, giornalista e scrittore italiano conosciuto in tutto il mondo come il celebre ”papà” di Pinocchio

12 frasi di Carlo Collodi che ci insegnano a diventare più umani

Autori come Carlo Collodi, con la forza straordinaria della loro immaginazione, sono riusciti a valicare i confini del tempo e dello spazio, consegnando all’umanità dei veri e propri miti letterari. Pseudonimo del brillante giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, Collodi è conosciuto e amato in ogni angolo del globo come l’immortale “papà” di Pinocchio.

Quando il 26 ottobre del 1890 Carlo Collodi si spense a Firenze, forse non immaginava che quel suo burattino impertinente, intagliato in un semplice pezzo da catasta, sarebbe diventato una delle icone universali più celebri della letteratura mondiale.

Le avventure di Pinocchio è un vero e proprio romanzo di formazione che ha prodotto centinaia di edizioni, traduzioni in oltre 260 lingue e indimenticabili trasposizioni cinematografiche (dal capolavoro d’animazione Disney del 1940 allo sceneggiato di Luigi Comencini, fino alle più recenti pellicole di Roberto Benigni e Matteo Garrone).

La grandezza di Collodi risiede soprattutto, nelle pieghe delle sue parole, in quei dialoghi sagaci e in quelle massime che sono diventate saggezza popolare.

12 frasi di Carlo Collodi che ci esortano alla gentilezza, all’impegno e all’amore per ciò che facciamo

Per celebrare la genialità di Carlo Collodi, abbiamo raccolto le sue frasi più celebri. Parole che vi invitiamo a leggere, appuntare e custodire nel cuore.

1. C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

2. Grazia, spirito, coraggio, modestia, nobiltà di sangue, buon senso, tutte bellissime cose; ma che giovano questi doni della Provvidenza, se non si trova un compare o una comare, oppure, come si dice oggi, un buon diavolo che ci porti?

3. Si può correggere l’orgoglio, le bizze, la gola, la pigrizia; ma la conversione di un cuore invidioso e cattivo è una specie di miracolo.

4.Gli smeraldi, le perle, ed i diamanti | Abbaglian  gli occhi col vivo splendore; | Ma le dolci parole e i dolci pianti | Hanno spesso più forza e più valore.

5. La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.

6. Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!

7. Ricordati che i ragazzi che vogliono fare di loro capriccio e a modo loro, prima o poi se ne pentono.

8. Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto.

9. Vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo.

10. In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno.

11. Insegui ciò che ami, o finirai per amare ciò che trovi.

12. Grazia, spirito, coraggio, modestia, nobiltà di sangue, buon senso, tutte bellissime cose; ma che giovano questi doni della Provvidenza, se non si trova un compare o una comare, oppure, come si dice oggi, un buon diavolo che ci porti?

Cosa ci insegnano le frasi di Carlo Collodi? Un manuale per diventare “umani”

Se ci soffermiamo a leggere con attenzione le opere e gli aforismi dell’autore toscano, la domanda sorge spontanea: cosa ci insegnano queste frasi, a distanza di oltre un secolo?

La risposta è profonda e meravigliosamente attuale. Le citazioni di Collodi ci insegnano che il percorso per diventare esseri umani “veri” (esattamente come il burattino che sogna di diventare un bambino in carne ed ossa) è costellato di errori, tentazioni e prese di coscienza.

Queste frasi ci insegnano l’amaro sapore della disillusione, mettendoci in guardia dai “Gatti e le Volpi” della nostra vita quotidiana, coloro che promettono ricchezze facili celando l’inganno. Ci insegnano l’anatomia della menzogna, spiegandoci con spietata ironia che le bugie non portano lontano, perché hanno sempre “le gambe corte” o “il naso lungo”.

Ci ricordano, con una sensibilità toccante, che il dolore e la vera miseria sono un linguaggio universale, capace di essere compreso persino dai bambini più innocenti. Infine, l’insegnamento più grande: Collodi ci esorta alla gentilezza, all’impegno e all’amore per ciò che facciamo, perché senza compassione e senza coraggio si rischia di rimanere per sempre dei semplici, aridi pezzi di legno.