Una frase di Jacques Prévert ci insegna l’importanza dell’amore per ritrovare noi stessi

La frase del giorno è la parafrasi di un verso della poesia “Baciami”, tratta dalla raccolta “Storie e altre storie” di Jacques Prevert, pubblicata nel 1943

Una frase di Jacques Prévert ci insegna l'importanza dell'amore per ritrovare noi stessi

Celebre poeta e sceneggiatore francese, Jacques Prévert è considerato uno degli autori più capaci di raccontare i sentimenti umani, l’amore e la vita. Esiste una sua frase capace di oltrepassare le barriere del tempo, scavando direttamente nell’anima di chi le legge e offrendo chiavi di lettura inaspettate per affrontare la quotidianità.

La citazione in questione, perfetta per iniziare una giornata con consapevolezza, recita:

“La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro”.

Questa straordinaria riflessione sembrerebbe configurarsi quasi come un corollario filosofico legato a una delle sue composizioni più vibranti, la poesia “Baciami“. Il componimento fa parte della celebre raccolta “Storie e altre storie”, opera in cui Prévert racconta se stesso e l’epoca in cui vive.

Ma qual è il reale significato di queste parole? E, soprattutto, cosa ci insegna oggi questa profonda dichiarazione in un mondo sempre più frenetico e incentrato sull’esteriorità?

La poesia “Baciami” e l’urgenza di vivere

Per comprendere a fondo la portata di questa massima, è essenziale calarsi nell’atmosfera che il poeta dipinge nei suoi versi. Nella poesia “Baciami”, Prévert ci trasporta in un quartiere parigino buio, in cui manca l’aria e dove «d’inverno come d’estate è sempre inverno». È un ambiente di povertà, contrassegnato dall’assenza di luce e da un insopportabile odore di zolfo nell’aria, usato nel pomeriggio per uccidere le cimici. È un luogo ai margini, dove «il sole del buon Dio non brilla» perché ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi della città.

Eppure, proprio in questo scenario di profonda desolazione e soffocamento, due giovanissimi protagonisti trovano un’ancora di salvezza. Hanno soltanto quindici anni ciascuno, trenta in due: un’età in cui non si è più ragazzini e subentra il duro dovere di lavorare. Per questi due amanti, stringersi, baciarsi a lungo e amarsi non è solo un gesto romantico, ma un grido disperato di sopravvivenza contro una realtà in cui “si crepa di tutto”. L’imperativo per loro è assoluto: “La nostra vita è ora”, perché aspettare significa solo accorgersi che «più tardi sarà troppo tardi”.

La celebre frase “La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro” sembra espandere questa potente intuizione, spostando il centro nevralgico dell’esistenza dalle coordinate temporali a un’intima dimensione spaziale e spirituale.

La destrutturazione del tempo

La prima, grande lezione che questa frase ci regala è l’invito a smettere di rincorrere il tempo o di esserne succubi. Gli esseri umani hanno una naturale tendenza a vivere in modo frammentato lungo l’asse temporale. Molti trascorrono i propri giorni guardando perennemente “dietro”, intrappolati nelle catene della nostalgia, nei rimorsi e nei ricordi di ciò che è stato.

Altrettante persone vivono in uno stato proiettato in “avanti”, concentrate su un futuro carico di ansie e aspettative, in attesa che la felicità si manifesti solo al raggiungimento del prossimo traguardo. E persino quando cerchiamo di vivere “adesso”, l’oggi viene spesso consumato nella fretta superficiale, travolti dalla routine del presente.

Prévert distrugge questa dittatura del tempo cronologico. Ci ricorda che la nostra vera essenza non è misurabile dalle lancette dell’orologio. La vita, quella autentica, sfugge alle logiche del calendario perché possiede una sola dimora intoccabile: la nostra interiorità.

Jacques Prévert e l’elogio del mondo interiore

La seconda e fondamentale lezione riguarda la riscoperta della nostra personale ricchezza invisibile. Dire che la vita “è dentro” significa rivendicare che tutto ciò che ha un peso reale, ciò che determina la vera qualità della nostra esperienza umana, sorge spontaneamente dalla nostra anima.

Il mondo esterno, proprio come la gelida e buia Parigi descritta nella poesia, può presentarsi ostile e togliere il respiro. Tuttavia, Prévert sottolinea che le circostanze di vita non possono definire del tutto la nostra natura. Se al nostro interno custodiamo passioni profonde, sentimenti, spontaneità e una forza vitale, la nostra esistenza vince sulle avversità.

In questa prospettiva, la vita vera non si tiene a bada, non ha un tempo in cui può essere rimandata, ma si sprigiona dall’interno verso l’esterno. Non sono gli eventi esteriori a fare di noi ciò che siamo, ma è la forza del nostro mondo interiore a dare forma, significato e colore al mondo che ci circonda.

L’amore e la libertà come ancore di salvezza

L’insegnamento di Jacques Prévert si carica di una poetica rivoluzionaria. Il poeta credeva fortemente nell’amore come lo strumento privilegiato per salvare tanto se stessi quanto il mondo intero. Un amore che doveva essere vissuto in modo libero, spontaneo, privo di regole predefinite e schemi vincolanti.

L’idea che la vita sia custodita “dentro” di noi è un incitamento formidabile alla libertà emotiva. Ci sprona ad ascoltarci profondamente, a proteggere il nostro io più intimo dall’omologazione e dalla “stupidità” del mondo per riacquistare, giorno dopo giorno, la nostra dignità di esseri umani. In una società contemporanea dove l’esistenza sembra doversi misurare sulla base dell’apparire, queste parole ci ricordano che l’invisibile conta immensamente più del visibile.

Un dovere verso la felicità

Rileggere oggi questa frase non è solo un meraviglioso esercizio letterario, ma un vero invito all’azione. Prévert, uomo sentimentale e sincero, amava ripetere una massima luminosissima: “Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio”.

Quella felicità invocata dal poeta francese è a portata di mano, ma richiede il coraggio di voltare lo sguardo verso il nostro paesaggio interiore. La vita risiede lì, al sicuro, in attesa di esplodere in tutta la sua dirompente forza. Non occorre rincorrere il tempo o cercare ossessivamente conferme all’esterno. Basta fermarsi, ascoltare il proprio battito e lasciare fiorire ciò che portiamo celato dentro di noi.