Baciami (1935) di Jacques Prevért, poesia sul potere dell’amore contro tutte le difficoltà

Può l’amore sconfiggere tutte le difficoltà? Scoprilo leggendo i versi di “Baciami”, la poesia di Jacques Prevért che svela il potere magico dell’amore.

Baciami (1935) di Jacques Prevért, poesia sul potere dell'amore contro tutte le difficoltà

Baciami (Embrasse-Moi) di Jacques Prévert è una poesia che mette in scena l’amore tra una ragazza e un ragazzo, costretti ad affrontare la miseria a Parigi. L’amore, un bacio, diventa il mezzo per liberarsi dalla condizione in cui i due quindicenni sono costretti a vivere. È il modo per non “soffocare” davanti alla povertà e alla costrizione di vivere in un luogo disastrato.

Questa opera nasce originariamente come una canzone, scritta da Prévert per la cantante francese Marianne Oswald, che nel mese di aprile del 1935 la registrò con la musica di Wal-Berg. La sua natura musicale è evidente nel ritmo della lirica, costruita su ripetizioni e refrain che martellano l’anima. Embrasse-Moi è stata interpretata anche da icone come Édith Piaf nel 1940 e da Juliette Gréco nel 2012. Solo nel 1963 fu pubblicata come poesia nella raccolta Histoires et d’autres histoires (in Italia Storie ed altre storie, edita da Guanda).

Leggiamo questo splendida poesia sull’amore di Jacques Prévert, magari chiudendo gli occhi e immaginandoci di essere con questi due ragazzi di Parigi, come un vero e proprio film.

Baciami di Jacques Prévert

In un quartiere della ville Lumiére
Dove fa sempre buio e manca l’aria
E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Lei era sulle scale
Lui accanto a lei e lei accanto a lui
Faceva notte
C’era un odore di zolfo
Perché nel pomeriggio avevano ucciso le cimici
E lei gli diceva
“È buio qui
Manca l’aria”

E d’inverno come d’estate è sempre inverno
Il sole del buon Dio non brilla da noi
Ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi.

“Stringimi tra le braccia
Baciami
Baciami a lungo
Baciami
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Qui si crepa di tutto
Dal caldo e dal freddo
Si gela si soffoca
Manca l’aria

Se tu smettessi di baciarmi
Credo che morirei soffocata
Hai quindici anni ne ho quindici anch’io
In due ne abbiamo trenta
A trent’anni non si è più ragazzi
Abbiamo l’età per lavorare
Avremo pure diritto di baciarci
Più tardi sarà troppo tardi
La nostra vita è ora
Baciami!".

Embrasse-moi, Jacques Prévert

C’était dans un quartier de la ville lumière
Où il fait toujours noir
Où il n’y a jamais d’air
Et l’hiver comme l’été là c’est toujours l’hiver
Elle était dans l’escalier
Lui à côté d’elle elle à côté de lui

C’était la nuit
Ça sentait le soufre
Car on avait tué des punaises dans l’après-midi
Et elle lui disait
Ici il fait noir
Il n’y a pas d’air
L’hiver comme l’été c’est toujours l’hiver
Le soleil du bon Dieu ne brille pas de notr’ côté
Il a bien trop à faire dans les riches quartiers
“Serre-moi dans tes bras
Embrasse-moi
Embrasse-moi longtemps
Embrasse-moi
Plus tard il sera trop tard
Notre vie c’est maintenant

Ici on crèv de tout
De chaud de froid
On gèle on étouffe
On n’a pas d’air
Si tu cessais de m’embrasser
Il me semble que j’ mourrais étouffée
T’as quinze ans j’ai quinze ans
A nous deux on a trente
A trente ans on n’est plus des enfants
On a bien l’âge de travailler
On a bien celui de s’embrasser
Plus tard il sera trop tard
Notre vie c’est maintenant
Embrasse-moi!”

L’amore per volare via dalla miseria

Il messaggio centrale di Baciami risiede nella convinzione incrollabile di Prévert che l’amore sia l’unico contropotere efficace contro l’ingiustizia del mondo.

Nel “mondo di Prévert”, la società è spesso grigia, burocratica e oppressiva. In questo scenario, i ragazzi che si amano diventano “anarchici del cuore”: il loro bacio non è solo un gesto romantico, ma un atto di insubordinazione contro la miseria.

I temi portanti della lirica riflettono perfettamente la poetica dell’autore:

La denuncia sociale
Il contrasto tra la Parigi dei ricchi e quella dei poveri, dove persino il sole sembra fare una discriminazione di classe.

L’infanzia negata
Il tema dei giovani costretti a diventare adulti precocemente (i quindicenni che già devono lavorare), un argomento caro a Prévert che ha sempre difeso la libertà dell’infanzia.

Il Realismo Poetico
La capacità di estrarre la bellezza dal fango, nobilitando elementi crudi come l’odore di zolfo e le case fatiscenti.

Il Tempo (Chronos)
L’urgenza del “qui e ora”, che rifiuta le promesse di un futuro lontano per rifugiarsi nell’intensità del presente.

Una poesia che fa spiccare il volo dal buio dell’esistenza

La poesia si apre con una prima strofa che è un’antitesi brutale. Prévert ci proietta “In un quartiere della ville Lumiére / dove fa sempre buio e manca l’aria”. Parigi, la città delle luci, viene spogliata del suo splendore per rivelare la sua faccia più cupa: un luogo dove il tempo è congelato in un “eterno inverno”, metafora di una povertà che non concede tregua né cambio di stagione.

Nella seconda strofa, l’inquadratura si stringe sui protagonisti. Sono “sulle scale”, un non-luogo che diventa il loro unico rifugio. Qui il realismo di Prévert si fa crudo: non c’è romanticismo aulico, ma “un odore di zolfo / perché nel pomeriggio avevano ucciso le cimici”. Questo dettaglio sensoriale serve a ricordarci che l’amore di questi ragazzi non sboccia tra i profumi di un giardino, ma tra i veleni della disinfestazione e lo squallore della miseria urbana.

Proseguendo nella terza strofa, la ragazza prende la parola per una denuncia sociale amarissima. Afferma che “Il sole del buon Dio non brilla da noi / Ha fin troppo lavoro nei quartieri ricchi”. In questi versi, Prévert personifica il sole come un impiegato al servizio dei potenti; persino la luce naturale diventa un privilegio di classe negato a chi vive nei bassifondi.

La quarta e quinta strofa segnano il momento dell’urgenza. Il bacio non è più un desiderio, ma una necessità biologica. La ragazza grida “Baciami / Più tardi sarà troppo tardi”, consapevole che la miseria divora il tempo. In un luogo dove “si crepa di tutto / dal caldo e dal freddo”, l’amore fisico è l’unica respirazione artificiale possibile: “Se tu smettessi di baciarmi / credo che morirei soffocata”. Il bacio è letteralmente l’ossigeno che manca nel quartiere.

La sesta strofa è un capolavoro di logica popolare e civile. I ragazzi fanno una somma aritmetica delle loro vite: “Hai quindici anni ne ho quindici anch’io / In due ne abbiamo trenta / A trent’anni non si è più ragazzi”. Prévert denuncia qui la fine precoce dell’infanzia; se la società li considera pronti per essere sfruttati (“Abbiamo l’età per lavorare”), allora loro rivendicano il diritto di essere adulti nel sentimento (“Avremo pure diritto di baciarci”). È un atto di ribellione sindacale del cuore.

Infine, la settima strofa chiude il cerchio tornando sul mantra esistenziale di Prévert: “La nostra vita è ora / Baciami!”. Non esiste un futuro garantito, esiste solo l’istante strappato al buio. Il punto esclamativo finale è il sigillo di chi ha deciso di volare via dalla miseria, non scappando fisicamente, ma rifugiandosi nell’unica verità inattaccabile: l’altro.

Una poesia che ha fatto sognare generazioni

Baciami è una poesia che ha fatto sognare generazioni. Jaques Prévert è il poeta francese che ha scritto dell’amore in ogni sua declinazione: dalla celebre poesia “I ragazzi che si amano” a tutto un repertorio di liriche che sono diventate un inno all’amore.

Per Prévert l’Amore è l’unica salvezza del mondo. Non si tratta di un amore semplice e privo di ostacoli, ma quello del poeta è un amore ricco di sfaccettature, ma comunque sempre ricercato.

Le poesie di Prévert sono venute alla luce sotto l’influenza del surrealismo. Prévert passa nella sua poesia dal gioco attento dell’intelligenza al controllo della sensibilità, dall’uso scanzonato dell’ironia ad una semplicità di espressione che a volte può sembrare sfiorare la banalità.

Egli partecipa in modo sentimentale ai climi poetici affrontati ma anche con rigorosa obbedienza ad un simbolismo di alta scuola francese, sempre alla ricerca di un ritmo che non si discosta mai dal linguaggio comune.

La poesia prevertiana è di una facilità pericolosa perché ricca di ritmi interni, di giochi di parole, di diverse situazioni psicologiche che sono lo specchio di questo grande poeta francese.

L’Amore come Ultima Trincea dell’Umano

In ultima analisi, Baciami non è soltanto il racconto poetico di un momento rubato alla povertà, ma un vero e proprio manifesto di resistenza esistenziale. Jacques Prévert ci insegna che la vera cultura non è quella accademica, né quella custodita nei salotti dei “quartieri ricchi” baciati dal sole; la vera cultura dell’umano nasce nelle scale buie, nel coraggio di chi, pur non avendo nulla, rivendica la propria dignità attraverso il sentimento.

In un’epoca come la nostra, che troppo spesso appare asfittica, dominata da logiche di profitto o da una crescente intolleranza, il messaggio di Prévert risuona come un monito necessario e attualissimo. La “mancanza d’aria” di cui parlano i due ragazzi di Parigi è la stessa asfissia spirituale che proviamo oggi quando permettiamo all’odio o all’indifferenza di soffocare l’empatia.

L’amore descritto in questa lirica è una scelta politica e civile:

È ribellione contro il destino: laddove la società ha già deciso che quei ragazzi saranno solo “carne da lavoro”, il bacio dichiara la loro libertà di essere umani.

È il trionfo del “Qui e Ora”: contro un futuro che minaccia di essere solo una ripetizione della miseria, la passione vissuta nel presente diventa l’unica terra ferma su cui poggiare i piedi.

È ossigeno contro lo zolfo: Prévert ci dimostra che l’uomo ha la capacità innata di trasformare il degrado in poesia, estraendo la bellezza persino dal fango della quotidianità.

Chiudere gli occhi e immaginare questi due quindicenni significa, in fondo, ritrovare quella parte di noi che non si arrende al “disastro annunciato” dei sentimenti negativi. Baciami ci ricorda che la passione non è un lusso, ma una necessità biologica e sociale. È l’unica bussola che abbiamo per orientarci nel buio e l’unico modo per garantire che il domani non sia solo un altro inverno infinito, ma una nuova, luminosa primavera dell’anima.

Solo attraverso questa approccio alla vita, che mette l’abbraccio dell’altro davanti a ogni barriera, possiamo sperare di cambiare le cose. Perché se è vero che si può “crepare di tutto”, è altrettanto vero che solo amando si ricomincia, finalmente, a respirare. Questa è la nostra convinzione: l’amore è l’unica forza capace di far spiccare il volo a un mondo che ha dimenticato come si guarda verso l’alto.