Una frase di C.S. Lewis ci spiega come chiudere col passato e vivere appieno il presente

Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo scegliere il finale. La lezione di C.S. Lewis per superare i fallimenti e vivere il presente con coraggio.

Una frase di C.S. Lewis ci spiega come chiudere col passato e vivere appieno il presente

Tutti sanno, almeno teoricamente, quanto sia importante il momento presente. Tuttavia, dal punto di vista pratico, davvero poche persone vivono con consapevolezza ogni singola giornata che questa vita ci offre. Molti personaggi influenti, tra i quali diversi celebri scrittori, hanno espresso il loro punto di vista in merito ai 3 grandi archi temporali che ricoprono la nostra intera vita: il passato, il presente e il futuro.

Tra i tanti aforismi esistenti, quello dello scrittore britannico Clive Staples Lewis rappresenta, a nostro avviso, il più semplice e persuasivo. Ecco qua la sua citazione:

“Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale”.

Queste parole, per quanto possano sembrare semplici, celano in realtà un profondo significato. Lo scrittore, infatti, tramite questo suo urlo silenzioso ha tentato di farci aprire gli occhi.

Questo perché, molte volte, sprechiamo il nostro tempo a piangerci addosso, a rimuginare sui dolori del passato senza capire che, così facendo, perpetueremo all’infinito le nostre sofferenze, influenzando negativamente il nostro presente ed il nostro futuro.

L’inutilità di piangersi addosso

Lo scrittore – noto al grande pubblico per capolavori senza tempo come Le cronache di Narnia – attraverso questo suo urlo silenzioso ha tentato di farci aprire gli occhi su una delle trappole mentali più comuni in cui la psiche umana tende a incappare. Molte volte, infatti, sprechiamo il nostro tempo prezioso a piangerci addosso, a rimuginare all’infinito sui dolori, sui rimorsi e sugli errori del passato, senza renderci conto che, agendo in questo modo, non facciamo altro che perpetuare le nostre sofferenze e bloccare la nostra evoluzione.

Lasciamo che i fantasmi di ciò che è stato proiettino un’ombra lunga e scura, influenzando irrimediabilmente e negativamente tanto il nostro presente quanto il nostro futuro. Rimaniamo testardamente ancorati a un capitolo del libro che è già stato scritto e inchiostrato, dimenticando che le innumerevoli pagine successive sono ancora intonse, candide, e aspettano solo la nostra penna per prendere forma.

Il fallimento va accettato e trasformato in trampolino di lancio

Il primo e fondamentale passo per mettere in pratica questo inestimabile insegnamento è imparare ad accettare il fallimento, smettendo di considerarlo un tabù o una condanna definitiva. Bisogna sapersi perdonare e saper accogliere le sconfitte con maturità e consapevolezza. La vita, per sua stessa natura imprevedibile, non può regalare esclusivamente successi, trionfi e percorsi privi di ostacoli; l’esistenza è un tragitto spesso accidentato e, inevitabilmente, alcune volte si può anche cadere in modo rovinoso.

Tuttavia, di fronte a questi inciampi, non dobbiamo mai perdere di vista noi stessi o sminuire il nostro valore intrinseco. Spesso ci capita di sentirci inadatti, sbagliati, inadeguati, non all’altezza delle sfide e dei sogni che avevamo, o schiacciati dalle aspettative che la società in cui viviamo ci impone. Ma è proprio qui che il messaggio di Lewis interviene per salvarci: basta cambiare la nostra prospettiva, il nostro punto di vista e il nostro peculiare modo di interpretare gli eventi. Solo in questo modo il fallimento cessa di essere uno scoglio insormontabile e si trasforma nel nostro miglior alleato e maestro di vita.

Ogni delusione ci mostra una verità basilare e illuminante: forse non abbiamo avuto abbastanza coraggio, forse non ci abbiamo creduto fino in fondo, oppure le circostanze richiedevano semplicemente una strategia diversa e più matura. Nella vita reale, niente che valga la pena di essere vissuto si ottiene mai con estrema facilità. Se tutto fosse regalato e immediato, una volta raggiunto l’agognato traguardo non riusciremmo a sentirci orgogliosi e appagati. Accettare la caduta è essenziale, poiché pone le solide fondamenta per ripartire con nuova linfa vitale, scoprendo l’incredibile forza della nostra resilienza.

Non accontentarsi di una vita in bianco e nero

Oltre all’accettazione, c’è un altro pericolo strisciante da cui questa citazione ci mette severamente in guardia: la rassegnazione letargica. Anziché alzare la testa con ritrovata fierezza, rimboccarci le maniche e andare avanti, abbiamo troppo spesso il brutto e paralizzante vizio di fermarci, voltandoci incessantemente all’indietro per scrutare i rottami di ieri.

Anziché focalizzare le nostre energie fisiche e mentali nel trovare una soluzione pratica e creativa ai nostri problemi attuali, ci sforziamo inconsciamente di crearne di nuovi, complicando vertiginosamente la risalita. Tutto questo meccanismo di autosabotaggio accade perché ci fissiamo in maniera ossessiva sul passato, mettendo drammaticamente in secondo piano il nostro presente, che in fondo è l’unico vero spazio-tempo su cui abbiamo un reale margine di manovra.

Pensando in modo malinconico e continuo a ciò che abbiamo perso o sbagliato ieri, finiamo tragicamente per ignorare tutto ciò che di bello, di stimolante e di vitale sta sbocciando oggi sotto i nostri occhi. Non guariremo mai del tutto dalle profonde ferite del nostro vissuto se continueremo a rifiutare la cura che il presente ci offre generosamente.

Dimenticandoci di valorizzare il momento attuale, ogni singola sfumatura di questa vita verrà inesorabilmente cancellata e annullata. Ci ridurremo così a vivere un’esistenza monocromatica, grigia, abitudinaria e spenta, perdendo per sempre l’irripetibile opportunità di contemplare l’arcobaleno di colori, di emozioni e di incontri che dovrebbe illuminare e dare senso alla quotidianità di ognuno di noi.

La lezione: essere i veri padroni del proprio presente (e del proprio finale)

Arrivati al culmine di questa intima riflessione, la domanda da rivolgere a noi stessi diventa vitale: davvero preferisci restare immobile, seduto a una vecchia e arrugginita fermata del passato ad attendere un autobus che è già passato da anni, anziché alzarti con energia e salire su un nuovo treno pronto a condurti verso i tuoi sogni attuali? Davvero preferisci startene lì, rassegnato e in disparte, a guardare malinconicamente a terra i cocci di ciò che è andato in pezzi, piuttosto che sederti nel vagone della tua vita e ammirare panorami inediti e sorprendenti?

Tieni sempre bene a mente, incisa nel cuore, questa verità ineluttabile: il momento esatto per fare la differenza, per imprimere una svolta radicale alla tua narrativa personale, è oggi. Ieri è ormai decorso, ha esaurito il suo tempo ed è oggettivamente troppo tardi per modificarne persino una sola virgola. Ciò che ti resta di ieri è unicamente la lezione. Sfrutta quell’esperienza, quella preziosa saggezza acquisita sulla tua stessa pelle, per migliorare in maniera tangibile il tuo presente.

Come ci insegna magistralmente C.S. Lewis, non è mai, assolutamente mai troppo tardi per iniziare a cambiare la situazione in cui ti trovi incastrato. Sta soltanto a te, e a nessun altro, scegliere se rassegnarti passivamente alla mera sopravvivenza – col rischio di chiudere un giorno gli occhi con l’amara consapevolezza di non aver mai osato vivere fino in fondo – oppure aprire finalmente lo sguardo all’alba di un nuovo giorno. Non essere più uno schiavo incatenato ai rimpianti: ergiti a fiero padrone e custode del tuo presente.

Ricordati, oggi e in ogni istante che verrà, che sei solamente tu lo scrittore incontrastato, l’autore e il protagonista assoluto di questo strano, folle e meraviglioso libro chiamato vita. Non puoi tornare alla prima pagina per cambiarne l’inizio, ma puoi impugnare saldamente la penna, iniziare esattamente dal punto in cui sei ora, e decidere di scriverti un finale meraviglioso.