Muhammad Ali, la storia della boxe in mostra a Napoli

Muhammad Ali fu uno dei campioni della boxe che segnò la storia di questo sport, ed ora proprio a lui è dedicata l'importante rassegna Napoletana
Muhammad Ali, la storia della boxe in mostra a Napoli
Miami Beach, 1971. Allenamento nella palestra 5th Street Gym di Chris Dundee, fratello del manager Angelo. Chris Smith/Getty Images

MILANO – A Napoli arriva nelle sale del PAN una mostra dal titolo “Muhammad Ali” interamente dedicata, appunto, al grande campione della boxe Cassius Clay, conosciuto anche come Muhammad Ali, che raffigura la vita dell’atleta sia sul ring sia nella vita di tutti i giorni. Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta.

Sul ring e nella vita di tutti i giorni

Il PAN – Palazzo delle Arti Napoli rende omaggio dal con una mostra in programma dal 22 marzo al 16 giugno 2019, a Muhammad Ali, una delle figure sportive più famose e celebrate del XX secolo. La rassegna, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, organizzata da ViDi – Visit Different, curata da Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, presenta 100 immagini, provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali quali New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection che colgono Ali in situazioni e momenti fondamentali della sua vita non solo sportiva, ritraendo così a 360° un uomo che è stato capace di battersi con successo su ring diversi tra loro, quelli che gli hanno dato per tre volte il titolo mondiale dei pesi massimi, quello della lotta per i diritti civili dei neri americani, quello dell’integrazione.

New Orleans, settembre 1978: incontro con stampa e tifosi prima del match contro Leo Spinks che darà a Muhammad Ali il titolo mondiale per la terza volta. Chuck Fishman/Getty Images

La mostra, la storia

Il percorso espositivo, suddiviso in sezioni tematiche, inizia con le fotografie che celebrano le sue imprese pugilistiche più famose che lo portarono, unico nella storia, a conquistare tre titoli dei pesi massimi. Una sala del PAN è allestita come una palestra di pugilato, con un ring al centro su cui viene proiettato un video con gli spezzoni dei combattimenti più celebri sostenuti da Ali, cui fa da corollario una serie di rare fotografie scattate durante le sedute di allenamento, abbinata a poster originali e programmi di quelle memorabili riunioni pugilistiche. Una linea del tempo scandisce la cronologia dei suoi 61 combattimenti da professionista, tra il 1960 e il 1981, dopo la conquista della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960, quando ancora portava il nome Cassius Clay. Ad Ali sono sempre state riconosciute doti di comunicazione straordinarie, spesso dotate di una irresistibile ironia. Le sue citazioni più significative vengono così proiettate nelle sala che accoglie la sezione delle immagini scattate durante le fasi precedenti agli incontri, le conferenze stampa, le interviste televisive. Un uomo Ali apertamente schierato contro la guerra del Vietnam, leader contro ogni forma di razzismo, partecipante a molte manifestazioni a favore delle persone discriminate e meno fortunate; tutto ciò lo ha identificato come un autentico eroe popolare, riconosciuto e ammirato anche da buona parte dell’America bianca. A questo importante capitolo della vita di Ali è dedicata una intera sezione della mostra che prosegue con una sala che documenta il suo rapporto con i più piccoli, con cui ride e scherza, ed infine con i componenti della sua grande famiglia: la madre, il padre, il fratello, le quattro mogli e i nove figli. La mostra si chiude con una serie di immagini dedicate al coraggio. Immagini intense ed emozionanti per offrire una riflessione sulla forza, sulla fatica e sull’etica.

Las Vegas, 22 novembre 1965. Match contro Floyd Patterson che scivola durante il secondo round. Bettmnann/Getty Images

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