Perché “Toppi – Le profondità verticali” è una mostra imperdibile per chi ama il fumetto e l’arte

L’esposizione rende omaggio a Sergio Toppi, un artista forse meno noto al grande pubblico, ma unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti, capace di ispirare generazioni di autori, in Italia e all’estero.

Perché Toppi – Le profondità verticali è una mostra imperdibile per chi ama il fumetto e l'arte

Aperta fino al 4 ottobre 2026, il Palazzo del Fumetto di Pordenone ospita “Toppi – Le profondità verticali”, una grande mostra dedicata a Sergio Toppi, tra i più influenti, innovativi e geniali autori del fumetto e dell’illustrazione italiani. Curata da Luca Raffaelli, con Michel Jans e Francesco Verni, l’esposizione rende omaggio a un artista forse meno noto al grande pubblico rispetto ad altri protagonisti del fumetto italiano, ma unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti per l’originalità del suo segno grafico, l’uso espressivo del colore e una concezione della tavola che ha ispirato generazioni di autori, in Italia e all’estero.

Sergio Toppi: un artista poliedrico tra arte e vignette

La mostra presenta oltre cento tavole originali e si sviluppa attraverso un percorso cronologico e tematico, frutto di un approfondito lavoro di ricerca critica sui tratti distintivi dell’opera di Toppi, che curava con tecnica maniacale ogni dettaglio. Nella prima sala sono esposte 17 tavole che introducono il visitatore alle principali caratteristiche del suo linguaggio artistico, mettendo in luce la forza espressiva e la complessità del suo pensiero.

Il percorso prosegue poi con una sezione biografica che ripercorre le tappe della sua formazione e della sua maturazione artistica. Ai piani superiori vengono presentati gli originali di tre fumetti completi, due dei quali realizzati a colori.

“Ho attraversato mille anni” e “Il tesoro di Yazid” e uno in bianco e nero “Sato”, insieme a una selezione di illustrazioni e alle piccole sculture che Toppi realizzava personalmente, testimonianza della sua straordinaria versatilità che si è espressa anche nella serie dei Tarocchi per Scarabeo e nella creazione di soldatini in plastilina, vere e proprie piccole sculture.

Uno dei momenti più coinvolgenti dell’esposizione è rappresentato dalla proiezione in grande formato di una storia completa, che immerge il visitatore in un’atmosfera onirica e permette di esplorare da vicino la ricchezza compositiva e narrativa delle tavole originali.

La fascinazione per l’Oriente

Una sezione è dedicata inoltre al profondo interesse di Toppi per il Giappone, tema ricorrente nella sua produzione artistica e fonte di ispirazione per numerose opere. Emerge nelle soluzioni grafiche, nei paesaggi minimal, nelle narrazioni delle storie di samurai Il dialogo con l’Oriente prosegue anche nelle altre sezioni del Museo del Palazzo del Fumetto a Villa Galvani, dove, tra cassetti e ante che si aprono a più livelli, il visitatore può ripercorrere la storia del fumetto dalle pagine domenicali di fine Ottocento al manga, da Topolino a Diabolik.

Toppi: dal Corriere dei Piccoli a Carosello

Nato a Milano nel 1932 e scomparso nel 2012, Sergio Toppi iniziò la propria carriera nello studio dei Fratelli Pagot, collaborando anche alla realizzazione dei celebri Caroselli di Calimero. In seguito lavorò per il Corriere dei Piccoli e collaborò con importanti sceneggiatori, tra cui Mino Milani.

Dopo gli esordi nel fumetto realistico, Toppi sviluppò un linguaggio completamente personale, superando la tradizionale gabbia della tavola. Le sue composizioni libere e dinamiche trasformano il fumetto in un’esperienza visiva di grande forza evocativa, capace di coinvolgere il lettore in un ritmo narrativo contemplativo e quasi ipnotico. Nel corso della sua carriera collaborò con alcune delle più importanti testate italiane, tra cui Candido, Corriere dei Piccoli ( dove, tra le tante vignette, disegna le storie di Pietro Micca) Il Messaggero dei Ragazzi e Il Giornalino, oltre a pubblicare illustrazioni su quotidiani come Corriere della Sera e Il Messaggero.

Le sue opere comparvero anche su riviste di riferimento del fumetto, come L’Eternauta e Orient Express. Autore apprezzato a livello internazionale, Toppi ha ottenuto particolare successo in Francia, dove ha pubblicato con editori come Larousse e Mosquito, contribuendo a consolidare la sua reputazione come uno dei grandi maestri del fumetto mondiale.