Oltre 300 reperti provenienti da musei italiani e turchi, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia, racconteranno il mito di Enea e il legame tra Troia e Roma in una grande mostra internazionale ospitata dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 al Parco archeologico del Colosseo.
L’esposizione, dal titolo “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”, è promossa dal Ministero della Cultura nell’ambito della cooperazione culturale tra Italia e Turchia e rappresenta uno dei più importanti progetti espositivi mai dedicati alla città di Troia e alla sua eredità storica e mitologica.
Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico
La mostra nasce dall’accordo bilaterale firmato a Roma nell’aprile 2025 tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia Mehmet Nuri Ersoy, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo culturale tra i due Paesi.
A dicembre 2025 è seguito un accordo tecnico sottoscritto da Alfonsina Russo, capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, e Simone Quilici, direttore del Parco archeologico del Colosseo. Il progetto si inserisce nelle linee d’azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo e punta a valorizzare il patrimonio storico e archeologico come strumento di diplomazia culturale, sviluppo sostenibile e crescita socio-economica.
Dall’accordo fra Italia e Turchia una rilettura della fondazione di Roma
Cuore dell’esposizione saranno oltre 220 opere in prestito da 19 musei turchi, tra cui circa 50 reperti mai esposti prima al pubblico italiano. Il percorso sarà introdotto da una replica monumentale del Cavallo di Troia e metterà in dialogo testimonianze archeologiche del sito di Ilio con materiali legati alla diffusione del mito di Enea fino alla fondazione di Roma.
“Con questa iniziativa di diplomazia culturale – ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli – proiettiamo sulla scena internazionale la forza narrativa di un mito fondativo, restituendo la concretezza delle evidenze archeologiche di una civiltà originaria e generatrice”. Per Mehmet Nuri Ersoy, ministro turco della Cultura e del Turismo, “portare la storia epica di Troia al Colosseo significa rendere accessibile a un pubblico globale un patrimonio di valore universale e compiere un passo significativo nella cooperazione culturale internazionale”.
Quattro itinerari per approfondire il mito di Enea
La mostra si articolerà in quattro sezioni. La prima sarà dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia e offrirà anche uno sguardo sul mondo ittita e sulle culture dell’Anatolia del III e II millennio a.C. La seconda sezione affronterà il tema della Guerra di Troia dal punto di vista dei Troiani, con approfondimenti sui protagonisti del conflitto e sulla tradizione epica legata a Omero, fino alla caduta della città e alla fuga di Enea, futuro fondatore di Roma.
Il viaggio dell’eroe troiano, protagonista dell’Eneide, sarà invece al centro della terza parte del percorso, che intreccerà fonti letterarie (da Stesicoro a Virgilio) e documentazione archeologica, valorizzando siti dell’Italia meridionale, della Sicilia e del Lazio associati al passaggio di Enea. La sezione propone anche un quadro ricostruttivo del Lazio tra il XII e il IX secolo a.C., offrendo strumenti interpretativi per una contestualizzazione storica del mito.
La quarta e ultima sezione sarà dedicata al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, ricostruendo il processo attraverso cui i Romani elaborarono la propria origine troiana, poi consacrata in età augustea grazie all’opera di Virgilio. Viene ricostruito il quadro della Roma arcaica e approfondito il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana, elemento centrale nella costruzione dell’identità politica e ideologica della città.
La sezione si conclude con un focus sull’età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga che vede come protagonista Enea .Attraverso figure come Paride, Elena, Ettore, Achille, Cassandra, Enea e Romolo, la mostra proporrà un viaggio tra mito e storia lungo quasi tre millenni di civiltà mediterranea, con l’obiettivo di offrire al pubblico una lettura aggiornata e scientificamente fondata delle origini culturali condivise tra Anatolia e Roma.
