Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026 con “L’immensa distrazione”

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026 con “L’immensa distrazione”, un’intensa saga familiare fra drammi umani e la grande Storia del Novecento.

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026 con L'immensa distrazione

Lo scrittore sardo Marcello Fois con 83 voti è stato incoronato vincitore assoluto della sessantaquattresima edizione del Premio Campiello. La tanto attesa cerimonia conclusiva ha avuto luogo sabato 3 ottobre 2026 alle ore 18, in una cornice ricca di fascino e di storia.

Per la primissima volta nell’intera storia del Premio Campiello, l’elegante e attesa serata finale si è svolta all’interno della prestigiosa e rinomata sede del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. Si è trattato di un incontro ideale e profondamente simbolico tra la grande letteratura e il grande schermo, celebrando l’unione di due linguaggi artistici che da sempre dialogano, si ispirano a vicenda e si parlano intimamente.

“L’immensa distrazione” di Marcello Fois

Il vero e proprio momento culminante della cerimonia veneziana ha visto come protagonista assoluto il romanzo vincitore di Marcello Fois, intitolato “L’immensa distrazione” e pubblicato da Giulio Einaudi Editore. Con quest’opera, l’autore ha saputo affascinare il pubblico e convincere la giuria popolare, aggiudicandosi la prestigiosa e iconica “vera da pozzo”, che da decenni costituisce l’inconfondibile simbolo di eccellenza del Premio Campiello. Fois ha dedicato la vittoria alla sua celebre concittadina sarda Michela Murgia, definita “una donna resiliente”.

La narrazione prende avvio all’alba del 21 febbraio 2017, quando il novantacinquenne Ettore Manfredini si risveglia avendo appena esalato l’ultimo respiro, ritrovandosi nella casa adiacente al macello che ha rappresentato il centro nevralgico della sua esistenza. Da questa inedita prospettiva post-mortem, il protagonista si trasforma in un narratore onnisciente capace di giudicare lucidamente le spietate dinamiche relazionali della propria famiglia. Attraverso il distacco che questa eccezionale condizione concede, Fois tesse un arazzo dal respiro epico in cui i drammi personali dei Manfredini si intrecciano inesorabilmente con la grande Storia del Novecento italiano, attraversando la Grande Guerra, il Fascismo, l’Olocausto e gli anni di piombo delle Brigate Rosse.

La cinquina finalista: una sfida di alto livello

A contendere fino all’ultimo la vittoria a Marcello Fois c’erano altri quattro straordinari autori, che insieme formavano la prestigiosa cinquina della sessantaquattresima edizione del Campiello. In lizza per il riconoscimento c’erano infatti Ermanno Cavazzoni, autore del libro “Storia di un’amicizia” edito da Quodlibet (32 voti), e Valeria Parrella con il suo amato romanzo “La ragazzina” (33 voti) pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli. A completare la formidabile selezione vi erano Alcide Pierantozzi con l’opera intitolata “Lo sbilico” (80 voti), uscita sempre per i tipi di Giulio Einaudi Editore, e l’autrice Elena Varvello con il volume intitolato “La vita sempre” (54 voti) , edito da Ugo Guanda Editore.

Tutti questi cinque brillanti finalisti erano stati precedentemente votati e selezionati lo scorso 29 maggio dalla Giuria dei Letterati. Questa importante e qualificata giuria, sapientemente presieduta quest’anno da Roberto Cicutto, si era riunita all’interno della storica e suggestiva Aula Magna Galileo Galilei di Palazzo del Bo, presso l’Università degli Studi di Padova. Il loro difficile e oneroso compito è stato quello di estrapolare questa rosa di cinque titoli eccellenti partendo da un vastissimo gruppo di ben 62 libri, che erano stati regolarmente ammessi al concorso letterario dal Comitato Tecnico.

La voce dei lettori: la giuria dei trecento znonimi

Come vuole la rigida e affascinante tradizione del Premio Campiello, a decretare il vincitore assoluto tra i magnifici cinque finalisti è stata l’indipendente Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Questa peculiare e fondamentale giuria è composta da trecento persone accuratamente selezionate, le quali appartengono a diverse fasce d’età, esercitano professioni differenti tra loro e provengono da molteplici e disparate aree geografiche di tutta Italia.

A garanzia dell’assoluta e totale imparzialità del voto, i nomi di questi trecento giurati rimangono rigorosamente e gelosamente segreti fino allo svolgimento della serata conclusiva. Questo meccanismo di voto popolare e anonimo rappresenta uno degli elementi più distintivi e amati del Premio fin dalla sua lontana prima edizione inaugurata nel 1963, e ha l’obiettivo preciso di tutelare in ogni circostanza l’indipendenza e l’assoluta trasparenza di giudizio della manifestazione.

Una serata di spettacolo tra parole, musica e TV

L’evento svoltosi al Palazzo del Cinema è stato un autentico evento di spettacolo in grado di unire magistralmente la grande letteratura, la musica dal vivo e l’intrattenimento di assoluta qualità. Un appuntamento davvero speciale che, proprio per la serata finale di quest’anno, ha potuto beneficiare dell’importante e proficua collaborazione televisiva con Sky.

La conduzione dell’intero show è stata affidata alla sapiente guida di Alessio Viola, stimato giornalista e storico volto noto di Sky TG24, accompagnato sul palco per la primissima volta dall’autrice e performer satirica Arianna Porcelli Safonov. Quest’ultima ha saputo impreziosire e vivacizzare la cerimonia affiancando Viola con il suo noto e pungente taglio dissacrante.

La raffinata parte musicale dell’evento è stata affidata alla bravissima cantautrice e regista Margherita Vicario, un talento cristallino che proprio nel 2025 è stata insignita di ben tre premi David di Donatello per la realizzazione del suo acclamato film d’esordio intitolato “Gloria!”.

Ad accompagnare le suggestive note musicali c’erano naturalmente le parole, grazie alla preziosa presenza di Matteo Caccia. L’autore, conduttore radiofonico e anch’egli componente di spicco della Giuria dei Letterati, ha donato la sua voce inconfondibile per leggere ed interpretare alcuni intensi estratti delle opere dei cinque romanzi finalisti.

Per tutti coloro che non hanno potuto vivere la magia dal vivo, l’intera cerimonia televisiva sarà regolarmente trasmessa sabato 10 ottobre su Sky Arte alle ore 23, su Sky Documentaries alle ore 19.45, in comodo streaming on demand sulla piattaforma NOW, e anche in chiaro sul canale Cielo durante la seconda serata.

I premi collaterali: esordienti, giovani e riconoscimenti alla carriera

Nel corso della magnifica e intensa serata veneziana, è stato dato il giusto ed ampio spazio anche a tutti gli altri significativi e ambiti riconoscimenti che sono orgogliosamente promossi dalla Fondazione Il Campiello. In particolare, il Premio Campiello Opera Prima, uno speciale riconoscimento che fin dall’anno 2004 viene regolarmente assegnato a un promettente autore giunto al proprio esordio nel complesso mondo letterario, è stato attribuito quest’anno alla scrittrice Nadeesha Uyangoda per il suo eccellente libro di debutto intitolato “Acqua sporca”, pubblicato da Giulio Einaudi Editore.

L’altrettanto prestigioso Premio Fondazione Il Campiello, un vero e proprio e meritatissimo riconoscimento alla luminosa carriera letteraria che è stato originariamente istituito nel 2010, quest’anno è stato invece doverosamente assegnato all’amatissimo scrittore Domenico Starnone. Fra gli altri importanti premi giovanili che erano già stati assegnati nei mesi precedenti e poi celebrati durante questo evento, figurano anche il Campiello Junior, che ha premiato lo straordinario talento degli autori Rosella Postorino e Daniele Mencarelli, e l’attesissima 31ª edizione del premio Campiello Giovani.

Questa ambita categoria giovanile è stata vinta dal brillante Matteo Ghisleri grazie alla stesura del notevole e profondo racconto intitolato “Ricalcolo percorso”. Il giovane talento Ghisleri era stato accuratamente scelto dalla Giuria dei Letterati, sempre presieduta da Roberto Cicutto, venendo poi ufficialmente proclamato come vincitore lo scorso 18 settembre, in occasione della bellissima giornata conclusiva dedicata alle nuove generazioni che si è svolta nel moderno Campus di H-FARM situato a Roncade.