Look back, un manga di appena 144 pagine, due ragazze che scoprono di condividere la stessa passione e una storia capace di parlare di creazione artistica, amicizia, competizione, perdita e di tutte quelle domande che iniziano con un dolorosissimo “e se?”.
Look Back è una delle opere più intime di Tatsuki Fujimoto, autore conosciuto soprattutto per Chainsaw Man, e dopo essere diventato un apprezzato film d’animazione nel 2024 si prepara a compiere un secondo passaggio sullo schermo. Questa volta attraverso attori in carne e ossa e, soprattutto, attraverso lo sguardo di uno dei più importanti registi giapponesi contemporanei: Hirokazu Kore-eda.
Il live action di Look Back arriverà nei cinema giapponesi l’11 settembre 2026, dopo essere stato presentato in anteprima a Cannes il 15 maggio. Il film è inoltre tra i titoli in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Kore-eda concorrerà per il Leone d’Oro. Un incontro tra manga e cinema d’autore che sulla carta appare particolarmente felice, perché dietro la storia di Fujino e Kyomoto esiste esattamente quel territorio fatto di legami, assenze e memoria che Kore-eda esplora da decenni attraverso il suo cinema.
“Look Back”, il manga di Tatsuki Fujimoto da cui nasce il film
Pubblicato originariamente in Giappone nel 2021, Look Back è arrivato anche in Italia grazie a Star Comics in un volume unico di 144 pagine. La storia comincia durante gli anni della scuola elementare e inizialmente potrebbe sembrare quasi un racconto sulla rivalità. Fujino disegna delle strisce per il giornale scolastico e riceve continuamente i complimenti dei compagni. È brava, lo sa e quella capacità è diventata parte dell’immagine che possiede di se stessa. Tutto cambia quando sullo stesso giornale compaiono i disegni di Kyomoto, una coetanea che non frequenta la scuola ma possiede un talento sorprendente.
Il confronto con qualcuno più bravo di lei ferisce l’orgoglio di Fujino, ma allo stesso tempo la costringe a prendere sul serio ciò che fino a quel momento aveva fatto quasi naturalmente. Comincia a esercitarsi, studiare prospettiva, disegnare ossessivamente. Quella che nasce come competizione diventa quindi il motore della crescita artistica. Quando finalmente le due ragazze si incontrano, però, Fujino scopre che Kyomoto la ammira. La rivale immaginata diventa un’amica e il disegno, invece di dividerle, costruisce lo spazio nel quale le loro vite possono incontrarsi.
È qui che Look Back rivela progressivamente ciò che vuole davvero raccontare. Non semplicemente il desiderio di diventare mangaka, ma il rapporto quasi inspiegabile che un artista costruisce con ciò che crea. Perché continuiamo a disegnare, scrivere o inventare storie quando creare significa sacrificare ore, affrontare fallimenti e confrontarsi continuamente con qualcuno che sembra più bravo di noi? Fujimoto non offre una risposta teorica. La cerca nella vita delle sue protagoniste.
Fujino e Kyomoto: due ragazze, due modi di vivere il disegno
A interpretare Fujino sarà Natsuki Deguchi, già vista in Makanai, mentre la versione più giovane del personaggio è affidata a Furi Nanase. Kyomoto avrà invece il volto di Aju Makita, con Rokka Okada chiamata a interpretarla durante l’infanzia. Il film seguirà infatti le protagoniste attraverso momenti differenti della loro crescita, conservando uno degli elementi fondamentali del manga: osservare come il rapporto con il disegno cambi mentre cambiano anche loro.
Fujino e Kyomoto sono quasi complementari. Una è inizialmente più sicura di sé, competitiva e desiderosa di essere riconosciuta; l’altra vive ritirata dal mondo e trova nel disegno una forma attraverso cui esprimersi. Quando cominciano a lavorare insieme, l’arte permette a entrambe di attraversare confini che individualmente sembravano difficili da superare. Il talento non viene quindi raccontato come qualcosa che esiste isolatamente dentro una persona, ma come qualcosa che può crescere attraverso l’incontro con l’altro.
Proprio per questo Look Back riesce a parlare anche a chi non ha mai desiderato diventare mangaka. Dietro matite e tavole c’è una sensazione molto più universale: incontrare qualcuno che ci costringe a scoprire una parte di noi stessi che probabilmente sarebbe rimasta inesplorata.
Perché Hirokazu Kore-eda sembra il regista perfetto per “Look Back”
L’elemento più sorprendente del progetto resta naturalmente il nome dietro la macchina da presa. Hirokazu Kore-eda, vincitore della Palma d’Oro a Cannes con Un affare di famiglia, ha costruito una parte fondamentale del proprio cinema osservando ciò che accade alle persone quando i legami familiari, affettivi o sociali vengono messi alla prova. Per questo il suo incontro con Fujimoto è molto meno insolito di quanto possa sembrare.
Look Back contiene alcuni temi che attraversano da sempre il cinema di Kore-eda: l’infanzia osservata senza idealizzazioni, il passare del tempo, il rapporto tra memoria e perdita, l’importanza dei piccoli gesti e soprattutto la domanda su che cosa rimanga di una persona nella vita di chi l’ha amata. Il regista dovrà confrontarsi con un manga nel quale Fujimoto utilizza anche le possibilità specifiche del fumetto, giocando con le tavole, con il tempo e con l’idea stessa di poter tornare indietro.
Il titolo possiede già questa ambiguità. “Look back” significa guardarsi indietro, ma in un’opera costruita intorno al disegno assume inevitabilmente anche un valore visivo. Guardare ciò che abbiamo fatto, ricordare chi eravamo quando lo abbiamo fatto e domandarci se, tornando indietro, sceglieremmo ancora la stessa strada.
Dal manga all’anime e ora al live action
Questa non sarà la prima trasformazione audiovisiva di Look Back. Nel 2024 il manga era già diventato un film d’animazione diretto da Kiyotaka Oshiyama, successivamente distribuito anche su Prime Video. L’esistenza di un adattamento animato molto vicino alla natura grafica dell’originale rende però ancora più interessante la scelta di realizzarne un live action.
Kore-eda non deve semplicemente trasformare delle vignette in immagini reali. Deve trovare una ragione cinematografica per raccontare nuovamente questa storia. Ed è probabilmente qui che si giocherà la differenza fondamentale tra i due adattamenti: vedere corpi reali disegnare, crescere e abitare gli stessi spazi può restituire una fisicità diversa al rapporto tra Fujino e Kyomoto.
Anche il lavoro tecnico sembra andare in questa direzione. La fotografia è affidata a Senzo Ueno, la direzione artistica a Shinsuke Kojima e i costumi a Sachiko Ito, mentre Yūta Bandō, già coinvolto in produzioni come BELLE e Kaiju No. 8, firma la musica. La produzione è curata da Daiju Koide per K2 Pictures.
“Look Back” in concorso a Venezia 83
Il percorso internazionale del film aggiunge un altro elemento importante. Dopo l’anteprima di maggio a Cannes, Look Back è stato selezionato per il Concorso della 83ª Mostra del Cinema di Venezia, dove Hirokazu Kore-eda sarà tra i registi in corsa per il Leone d’Oro.
È anche un passaggio significativo per il rapporto tra manga e cinema. Non perché il fumetto giapponese abbia bisogno della legittimazione di un festival cinematografico, ma perché dimostra quanto le storie nate nel manga possano ormai attraversare linguaggi e pubblici differenti senza essere necessariamente confinate all’interno di un unico circuito. Look Back parte da un one-shot di Fujimoto, diventa un film d’animazione, passa nelle mani di Kore-eda e arriva infine nella competizione principale di uno dei festival cinematografici più antichi e prestigiosi del mondo.
“Look Back” parla soprattutto del bisogno di creare
Dietro tutto questo rimane però una storia sorprendentemente piccola. Due ragazze. Dei fogli. Molte ore trascorse a disegnare. Il desiderio di essere abbastanza brave e la paura di non esserlo mai.
È forse questa la ragione per cui Look Back ha lasciato un segno così forte nonostante la sua brevità. Fujimoto parte dal mondo del manga per parlare della creazione in senso molto più ampio. Creare significa esporsi al confronto, desiderare il riconoscimento e contemporaneamente trascorrere moltissimo tempo da soli. Significa anche incontrare persone grazie a ciò che abbiamo fatto e accettare che quelle persone possano cambiare la direzione della nostra vita.
Poi arriva la domanda più dolorosa: se creare ci conduce anche verso la sofferenza, ne vale comunque la pena?
Il live action di Hirokazu Kore-eda avrà il difficile compito di conservare questa domanda senza trasformarla in una risposta troppo semplice. Il manga di Tatsuki Fujimoto, dopotutto, non parla soltanto di due ragazze che vogliono disegnare. Parla di ciò che rimane quando guardiamo indietro alla nostra vita e proviamo a individuare il momento preciso in cui un incontro, una scelta o persino un foglio disegnato hanno cambiato tutto.
Look Back arriverà nei cinema giapponesi l’11 settembre 2026. Al momento la fonte fornita non indica una data di uscita cinematografica italiana; il manga originale è invece disponibile in Italia in volume unico pubblicato da Star Comics.

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