Una notte, un condominio, persone che si sfiorano senza sapere fino a che punto le vite degli altri finiranno per toccare la propria. Succederà questa notte, il nuovo film di Nanni Moretti, arriverà nelle sale italiane il 3 dicembre 2026 con 01 Distribution e segna l’incontro tra il cinema del regista romano e la narrativa di Eshkol Nevo, uno degli scrittori israeliani più letti degli ultimi anni. Il film è inoltre stato selezionato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove arriverà prima dell’uscita commerciale.
Il punto di partenza è Legami, raccolta pubblicata in Italia da Gramma Feltrinelli nel 2024 nella traduzione di Raffaella Scardi. Non siamo quindi davanti alla trasposizione lineare di un romanzo, ma a un’operazione più sottile: Moretti, insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, ha costruito la sceneggiatura a partire dall’universo relazionale di Nevo e, in particolare, dal racconto Lev Raev. Filmitalia accredita infatti il film come adattamento della raccolta Legami e specificamente di quel racconto.
È un dettaglio importante, perché Legami è già nel titolo una dichiarazione di poetica. Il libro non racconta una sola relazione, ma molte forme del desiderio, dell’amicizia, della famiglia, della perdita e della possibilità di ricominciare. E proprio questo sembra essere il terreno su cui Moretti ha scelto di lavorare.
“Legami”, il libro di Eshkol Nevo da cui nasce il film
Pubblicato in Italia nel 2024, Legami raccoglie storie nelle quali Eshkol Nevo torna ai temi che attraversano gran parte della sua opera: le relazioni come luogo di felicità e insieme di instabilità, il desiderio come forza che rompe gli equilibri, la famiglia come spazio nel quale ci si protegge e ci si ferisce.
Feltrinelli presenta la raccolta come un insieme di storie in cui passioni, amicizie, rapporti familiari e tradimenti fanno emergere la possibilità di un nuovo inizio. Nei racconti compaiono una relazione messa alla prova dalla malattia, il rapporto tra un padre e un figlio, un amore perduto che può forse riaprirsi e una proposta capace di mettere in crisi norme e convenzioni.
Il filo comune non sta quindi in una trama condivisa, ma in una domanda: che cosa fanno le persone quando ciò che desiderano entra in conflitto con la vita che hanno costruito?
Da La stanza del figlio a Mia madre, fino a Il sol dell’avvenire, il regista ha spesso osservato persone che devono rinegoziare il rapporto con chi amano quando qualcosa incrina l’ordine delle loro vite. Non necessariamente attraverso eventi eccezionali: spesso basta una conversazione, una distanza, una decisione rimandata troppo a lungo.
L’incontro con Nevo, da questo punto di vista, appare quasi naturale.
Cosa sappiamo di “Succederà questa notte”
Il film dura 103 minuti ed è una coproduzione tra Italia, Francia e Spagna. Nel cast figurano Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e lo stesso Nanni Moretti.
Louis Garrel interpreta Matteo, mentre Jasmine Trinca è Greta. La presenza di Trinca ha anche un valore particolare nella storia del cinema di Moretti: l’attrice torna infatti a lavorare con lui venticinque anni dopo La stanza del figlio, film che segnò uno dei momenti più importanti della sua carriera iniziale.
La logline ufficiale scelta dalla Biennale è essenziale: “Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?”. Una frase che già suggerisce il centro emotivo del film: l’attesa, la possibilità che qualcosa accada, il momento nel quale desiderio e realtà smettono di poter rimanere separati.
La cornice narrativa concentra le relazioni all’interno di uno spazio abitato, un condominio, nell’arco di una notte. Ed è proprio la scelta del tempo ristretto a trasformare ogni esitazione in qualcosa di urgente: quello che normalmente potrebbe essere rinviato per mesi sembra improvvisamente dover trovare una risposta prima del mattino.
Dal racconto al cinema: Moretti non adatta una trama, ma un modo di guardare le relazioni
È forse qui che Succederà questa notte si distingue da molti adattamenti letterari.
Quando si porta un romanzo sullo schermo, il confronto tende inevitabilmente a concentrarsi su ciò che è stato tagliato, spostato o modificato. In questo caso, invece, la raccolta di Nevo offre una materia più fluida. Il cinema può prendere da Legami soprattutto una sensibilità.
Nevo costruisce i propri personaggi attraverso ambivalenze. Una relazione può essere sincera e contemporaneamente insufficiente. Una scelta può liberare qualcuno e ferire qualcun altro. Il desiderio non arriva quasi mai ordinatamente nel momento giusto.
Il titolo italiano della raccolta coglie perfettamente questa dimensione: un legame non è soltanto qualcosa che unisce. È anche qualcosa che trattiene.
Amare significa appartenere a una rete di responsabilità, ricordi, promesse e aspettative. E ogni cambiamento individuale modifica inevitabilmente la vita di qualcun altro.
La notte raccontata da Moretti sembra nascere proprio dentro questa tensione.
Il desiderio, grande protagonista di Eshkol Nevo
Feltrinelli individua nel desiderio uno dei nuclei principali di Legami: una forza che può apparire gioiosa oppure perturbante, che alimenta le relazioni oppure le mette in crisi e che spesso costringe i personaggi a prendere decisioni.
Ma il desiderio in Nevo raramente coincide con il semplice voler ottenere qualcosa è piuttosto ciò che rivela una mancanza.
Si può desiderare una persona perché la relazione presente non basta più, desiderare di tornare indietro quando ormai è impossibile, oppure desiderare di cambiare senza avere il coraggio di compromettere ciò che esiste.
Il problema nasce dal fatto che il desiderio non rispetta necessariamente le strutture che abbiamo costruito.
Famiglie, coppie, amicizie, promesse: tutto può funzionare per anni e venire improvvisamente attraversato da qualcosa che non era previsto.
Per questo Succederà questa notte può diventare interessante anche senza grandi svolte narrative. A volte la vera tensione sta nel momento immediatamente precedente alla scelta.
Un condominio come piccolo laboratorio delle relazioni umane
Ambientare il film prevalentemente all’interno di un condominio permette inoltre a Moretti di lavorare su un modello narrativo che Nevo conosce molto bene: vite private separate soltanto da una parete.
Lo scrittore aveva già utilizzato in modo memorabile una struttura simile in Tre piani, romanzo in cui gli appartamenti di uno stesso edificio diventavano mondi emotivi differenti. Non a caso proprio Tre pianiera stato portato al cinema nel 2021 dallo stesso Moretti.
Succederà questa notte segna quindi un secondo incontro cinematografico tra Moretti ed Eshkol Nevo, anche se questa volta il regista parte da una raccolta di racconti anziché da un romanzo.
Il condominio è un luogo narrativamente perfetto perché produce una contraddizione: siamo vicinissimi agli altri e, nello stesso tempo, possiamo ignorare completamente ciò che accade nelle loro case.
Dietro una porta può esserci un matrimonio che sta finendo, una relazione appena nata, qualcuno che aspetta una telefonata, qualcuno che desidera andare via.
L’edificio diventa quasi una rappresentazione fisica dei legami: esistenze separate che continuano però a dipendere le une dalle altre.
Jasmine Trinca e Louis Garrel al centro di un cinema delle fragilità
La presenza di Jasmine Trinca e Louis Garrel suggerisce inoltre un film costruito molto sulle sfumature emotive.
Entrambi hanno lavorato spesso su personaggi incapaci di ridurre il sentimento a una risposta semplice. E il cinema di Moretti, quando si concentra sui rapporti affettivi, trova la propria forza proprio nei momenti in cui i personaggi non sanno ancora cosa dire. L’affetto può convivere con il desiderio di fuga.
La paura di perdere qualcuno può convivere con la consapevolezza di non voler più vivere nello stesso modo. La fedeltà può diventare protezione oppure inerzia.
Queste ambiguità appartengono profondamente alla scrittura di Nevo e potrebbero trovare nel linguaggio cinematografico di Moretti una forma particolarmente naturale.
Una storia sul ricominciare
Nella presentazione editoriale di Legami ritorna anche una seconda idea: la possibilità di ricominciare. Il desiderio, pur destabilizzante, può aprire una strada nuova proprio perché costringe i personaggi a smettere di vivere secondo una forma ormai esaurita. Ma ricominciare non significa necessariamente distruggere tutto.
Può voler dire guardare una persona in modo diverso, ammettere una fragilità, riconoscere qualcosa che fino a quel momento era stato taciuto.
Da qui acquista senso anche la frase scelta per presentare il film: “Succederà prima o poi?”.
Ci sono decisioni che possono essere rimandate a lungo, ma il rinvio non le elimina. Al contrario, può renderle sempre più presenti.
Una notte può allora diventare il momento in cui ciò che era rimasto sospeso finalmente prende forma.
“Succederà questa notte” passa prima da Venezia
Prima dell’arrivo nelle sale, il film sarà presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. La Biennale lo include ufficialmente nella selezione Venezia 83 e ne conferma cast, durata e produzione internazionale.
È anche un ritorno significativo per Moretti al concorso veneziano, mentre il film arriverà poi al pubblico italiano il 3 dicembre 2026, distribuito da 01 Distribution.
La sceneggiatura è firmata da Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella; la fotografia è di Francesco Di Giacomo, il montaggio di Clelio Benevento e le musiche sono composte da Alberto Iglesias.
Dal libro allo schermo, ancora una volta Eshkol Nevo incontra Nanni Moretti
Non è la prima volta che i due universi si incontrano, ed è probabilmente proprio questo a rendere Succederà questa notte più interessante del semplice adattamento di un bestseller.
Con Tre piani, Moretti aveva già preso la narrativa di Nevo e l’aveva trasferita da Israele a Roma, reinterpretandola attraverso il proprio cinema. Ora il rapporto diventa ancora più libero: una raccolta di racconti offre la possibilità di partire da personaggi, situazioni e soprattutto domande per costruire qualcosa di nuovo. Quelli che scegliamo, quelli che ereditiamo, quelli che vorremmo sciogliere e quelli che scopriamo di non essere pronti a perdere.
E forse è proprio per questo che racchiudere tutto dentro una notte funziona così bene: durante il giorno possiamo rimandare, lavorare, distrarci, mantenere intatte le abitudini. Di notte le cose diventano più difficili da nascondere.
Succederà questa notte arriverà nelle sale il 3 dicembre 2026. Prima ancora di sapere che cosa accadrà ai suoi personaggi, il punto sembra essere un altro: capire quanto a lungo una relazione possa restare uguale quando qualcuno comincia a desiderare una vita diversa.

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