Meno rincorse, più tempo per la bellezza: l’estate, in particolare durante il mese di agosto, si conferma la stagione ideale per concedersi una pausa culturale di qualità. Che siate in viaggio lungo lo Stivale o semplicemente alla ricerca di una gita fuori porta nel fine settimana, il panorama espositivo italiano offre un calendario mai così ricco e sfaccettato. Tra grandi maestri del Novecento, installazioni immerse nella natura e icone del contemporaneo, abbiamo selezionato sette mostre imperdibili da inserire nel vostro itinerario estivo.
Le mostre da non perdere in Italia ad Agosto
L’estate è la stagione consacrata alle vacanze e alle opportunità di godere con calma le occasioni culturali che il nostro territorio offre in modo capillare e articolato: dalla fotografia al fumetto, dagli autori classici alle proposte dell’arte contemporanea italiana ed internazionale. Ecco sette occasioni a regola d’arte da non perdere ad agosto.
Al MAO di Torino: il Giappone di Hiroshige
Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino dedica una mostra che termina il 29 novembre 2026 a Utagawa Hiroshige, tra i massimi interpreti della stampa giapponese dell’Ottocento. Paesaggi da sogno / Dreamscapes ruota attorno alla celebre serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō”, il percorso che collegava Edo a Kyoto.
L’esposizione mette assieme una selezione di trentasei stampe create per restituire a chi lo guarda la dimensione immersiva, quasi “cinematografica”, di quel mondo fluttuante. Il percorso consente poi di allargre lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale del Giappone tra XVIII e XIX secolo.
A Ravello la ricerca di William Kentridge
La Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, presenta William Kentridge una mostra di opere di un artista per il quale musica, teatro e immagine sono componenti di un unico processo creativo. L’esposizione all’interno della 74ª edizione del Ravello Festival, fino al 5 settembre, consente di indagare uno degli aspetti più profondi e costitutivi della ricerca di William Kentridge, focalizzata sul rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro.
Disegni, video, installazioni, sculture e lavori uniti alla dimensione scenica e musicale dell’artista sono le tappe del percorso che si sviluppa tra le sale della villa e il giardino progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo, in un dialogo continuo tra spazio architettonico e paesaggio aperto.
Chiara Camoni nel paesaggio di Oasi Zegna
Fondazione Zegna a Biella fino al 22 novembre presenta a Casa Zegna Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice, mostra di Chiara Camoni a cura di Ilaria Bonacossa. Pensato in dialogo con il paesaggio di Oasi Zegna, il progetto mette insieme scultura, tessitura, ceramica e materiali naturali in un ambiente in cui arte, natura e memoria produttiva sono come parti di una stessa trama immersiva.
Terre, minerali, fibre vegetali e filati provenienti dal territorio si fanno così elementi vivi e attivi del processo creativo, dando forma a opere che sembrano emergere lentamente dal paesaggio stesso. La mostra trasforma Casa Zegna in uno spazio abitabile e relazionale, in cui il pubblico entra in contatto fisico e sensoriale con le opere, tra materia, gesti artigianali e memoria dei luoghi.
La bellezza secondo Robert Mapplethorpe
A Roma al Museo dell’Ara Pacis fino al 4 ottobre la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, curata da Denis Curti, presenta oltre 200 fotografie di Robert Mapplethorpe dedicate alla ricerca della perfezione formale e della bellezza classica. L’esposizione, grazie a ritratti, autoritratti, nature morte, fiori e celebri studi del corpo umano, illustra il rigore della composizione e la dimensione plastica della sua fotografia.
La mostra, per mezzo di una rilettura dell’opera di Mapplethorpe oltre la dimensione della provocazione, evidenzia il suo dialogo costante tra classicismo, sensualità e armonia formale, anche attraverso il confronto con sculture antiche dei Musei Capitolini. La tappa romana include inoltre materiali inediti legati ai soggiorni italiani dell’artista, sottolineando il rapporto tra la sua ricerca e l’immaginario artistico e archeologico italiano.
Francesco Clemente alla Triennale di Milano
Fino al 6 settembre la Triennale di Milano dedica una grande retrospettiva dal titolo In between a Francesco Clemente, curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr. La mostra attraversa oltre cinquant’anni di carriera con circa 70 opere, dalle prime prove degli anni Settanta fino ai lavori recenti, includendo autoritratti, ritratti, dipinti inediti e opere raramente esposte.
Al centro della ricerca di Clemente c’è la condizione dell’“in-between”: uno spazio di confine tra mondi, culture, identità e linguaggi, che percorre tutta la sua produzione, caratterizzata da metamorfosi, spiritualità e ibridazione culturale. Il percorso mette in luce la natura cosmopolita e sperimentale del suo lavoro, in grado di coniugare tradizioni occidentali e orientali, attraverso tecniche diverse, dal disegno alla pittura, costruendo un universo visivo fluido e in continua trasformazione.
Gino Severini a Cortona: Futurismo e tradizione
Il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, dedica una grande mostra internazionale al suo concittadino Gino Severini, tra i protagonisti del Futurismo e dell’arte del Novecento. L’esposizione, aperta fino al 1 novembre 2026, ricorda il sessantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, avvenuta a Parigi nel 1966. La mostra Gino Severini. Modernità come dialogo racconta il suo ruolo di mediatore tra mondi differenti: tra Italia e Francia, tra tradizione e innovazione, tra avanguardia e classicità. Il percorso restituisce in questo modo la complessità di una figura che ha saputo attraversare movimenti e linguaggi diversi.
Il fumetto arte di Andrea Pazienza al Maxxi di Roma
A Roma fino al 27 settembre il MAXXI dedica un’esposizione ad Andrea Pazienza, tra i più geniali disegnatori e fumettisti italiani, nel settantesimo anniversario della nascita. “Non sempre si muore” prende il titolo da un’intervista rilasciata dall’autore poco prima della sua morte, avvenuta nel 1988. Il percorso di mostra segue, in ordine cronologico, gli anni della formazione fino alle ultime opere.
Le tavole a fumetti si snodano in una sequenza di stanze che girano intorno a un nucleo animato da testi, illustrazioni e disegni pittorici, in cui viene presentato per la prima volta il murale eseguito dal vivo durante la Fiera del Fumetto a Napoli nel 1987.La mostra restituisce così lo sguardo lucido con cui Pazienza ha attraversato il suo tempo, tra tavole celebri e opere inedite. L’allestimento in un museo dedicato all’arte del XXI secolo sottolinea il pieno riconoscimento del fumetto d’autore come linguaggio artistico.

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