Abel Makkonen Tesfaye, universalmente noto come The Weeknd, è uno di quegli artisti capaci di riempire gli stadi e al tempo stesso ridisegnare da zero la geografia dell’intrattenimento dal vivo. Il suo ritorno a Milano rappresenta un vero e proprio pellegrinaggio culturale per una generazione che nelle sue melodie scure e avvolgenti ha trovato lo specchio delle proprie inquietudini e dei propri desideri.
Con il monumentale “After Hours Til Dawn Stadium Tour“, la superstar canadese porta allo Stadio San Siro di Milano uno spettacolo kolossal pensabile soltanto come un’opera d’arte totale, dove scenografia cinematografica, luci ipnotiche e narrazione concettuale si fondono in un’unica grande esperienza immersiva.
“After Hours Til Dawn Stadium Tour”: la trilogia della metamorfosi da “After Hours” a “Hurry Up Tomorrow”
Per comprendere appieno la portata culturale di questi concerti, è necessario leggere lo show attraverso la lente della grande narrativa pop contemporanea. Il tour celebra infatti il compimento di una trilogia concettuale ambiziosa, iniziata nel 2020 con l’oscurità edonistica di After Hours, proseguita nel 2022 con la stazione radiofonica purgatoriale di Dawn FM e coronata con il capitolo conclusivo Hurry Up Tomorrow.
In questo arco narrativo, il personaggio di “The Weeknd” affronta una vera e propria catarsi egoica. Se nei primi passi della sua carriera l’artista raccontava la notte, gli eccessi e l’isolamento della metropoli contemporanea con toni cupi e R&B, la sua evoluzione più recente lo ha consacrato ad architetto del synth-pop moderno. La transizione non ha però scalfito la sua autenticità lirica: nei suoi testi continuano a vibrare vulnerabilità, senso di colpa e una ricerca quasi spirituale di redenzione.
Le date del concerto a Milano
Il triplo appuntamento milanese allo Stadio San Siro (24, 25 e 26 luglio 2026) conferma il ruolo di Milano come capitale imprescindibile della grande musica internazionale. Per tre serate consecutive, la “Scala del Calcio” si tramuta in una cattedrale distopica dominata da strutture sceniche imponenti, sproporzionate ed evocative, che richiamano lo skyline di una città futuristica in rovina.
L’evento vede inoltre la presenza speciale di Playboi Carti in qualità di guest/opening act, a testimonianza di una contaminazione stilistica tra pop, trap e clubbing che travalica i tradizionali confini dei generi musicali.
Non manca, infine, una forte componente etica: attraverso la collaborazione con l’organizzazione Global Citizen e il World Food Programme delle Nazioni Unite, parte del ricavato di ciascun biglietto viene devoluto all’XO Humanitarian Fund per sostenere la lotta alla fame nel mondo.
La possibile scaletta: un viaggio tra passato, presente e futuro
Lo show di The Weeknd si struttura come un lungo flusso di coscienza senza soluzione di continuità. Le canzoni si susseguono spesso sotto forma di medley e frammenti sapientemente incastrati tra loro, garantendo un ritmo serrato che supera le trenta traccie.Ipotizzando la struttura dei concerti milanesi sulla base del percorso artistico del tour, ecco la possibile scaletta dell’evento:
1. Baptized in Fear
2. Open Hearts
3. Wake Me Up
4. After Hours
5. Starboy
6. Heartless
7. Faith
8. Cry for Me
9. São Paulo
10. Take My Breath
11. Sacrifice
12. How Do I Make You Love Me?
13. Can’t Feel My Face
14. Lost in the Fire
15. Often
16. Given Up on Me
17. I Was Never There
18. The Hills
19. Timeless
20. RATHER LIE
21. Creepin’
22. Niagara Falls
23. One of the Girls
24. Stargirl Interlude
25. Out of Time
26. I Feel It Coming
27. Die for You
28. Is There Someone Else?
29. Wicked Games
30. Call Out My Name
31. The Abyss
32. Professional
33. Save Your Tears
34. Less Than Zero
35. Blinding Lights
36. Without a Warning
37. House of Balloons
38. Moth to a Flame
The Weeknd: l’impronta di un’era
Assistere a un concerto di The Weeknd oggi significa testimoniare il momento culminante della carriera di una delle figure più influenti della cultura pop del XXI secolo. Tra la spinta propulsiva dei sintetizzatori anni ’80 e l’introspezione malinconica dei suoi testi, Abel Tesfaye riesce a trasformare uno stadio da oltre sessantamila persone in uno spazio intimo di condivisione emotiva. Milano si prepara così ad accogliere uno spettacolo destinato a rimanere impresso a lungo nella memoria collettiva degli appassionati di musica.
