Ulisse o Odisseo: qual è il nome corretto per l’eroe di Itaca?

Ulisse o Odisseo? Se vi siete mai trovati a sfogliare un’edizione moderna dell’Odissea o a guardare l’adattamento cinematografico di Christopher Nolan, vi sarete sicuramente imbattuti in un dualismo che dura da secoli. Il re di Itaca, l’uomo dal multiforme ingegno che ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia e ha navigato per dieci anni…

Ulisse o Odisseo qual è il nome corretto per l'eroe di Itaca

Ulisse o Odisseo? Se vi siete mai trovati a sfogliare un’edizione moderna dell’Odissea o a guardare l’adattamento cinematografico di Christopher Nolan, vi sarete sicuramente imbattuti in un dualismo che dura da secoli. Il re di Itaca, l’uomo dal multiforme ingegno che ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia e ha navigato per dieci anni prima di ritrovare la sua patria, ha due identità nominali ben distinte: Ulisse e Odisseo.

Ma qual è il nome più corretto da utilizzare in italiano? Per rispondere a questa domanda dobbiamo compiere un viaggio nel tempo e nello spazio, muovendoci tra la filologia greca, l’eredità dell’Impero Romano e la secolare tradizione della letteratura italiana.

Odisseo: il rigore della fonte greca

Dal punto di vista puramente filologico e originario, il “vero” nome dell’eroe è Odisseo. Deriva dal greco antico Odysseus (᾿Οδυσσεύς) ed è il nome con cui il poeta Omero ha battezzato il protagonista del suo poema epico. L’etimologia stessa del nome è profondamente legata al destino del personaggio nel poema:Molti studiosi e lo stesso testo omerico collegano il nome al verbo greco odýssomai, che significa “essere adirato” o “odiare”.

In questo senso, Odisseo può essere tradotto come “l’odiato” (in particolare dal dio del mare Poseidone, che ne ostacola costantemente il ritorno) o colui che, a sua volta, è portatore di una sofferenza che genera collera. Nelle traduzioni contemporanee più autorevoli dell’Odissea in lingua italiana (come quelle celebri di Rosa Calzecchi Onesti o di Maria Grazia Ciani), si preferisce utilizzare Odisseo.

Questa scelta serve a preservare la purezza dell’universo mitologico greco e a mantenere intatto il legame testuale immediato con il titolo dell’opera: l’Odissea è, letteralmente, “la storia di Odisseo”. Un piccolo dettaglio riguarda la pronuncia: se vogliamo seguire la tradizione latina classica (e la preferenza dell’Enciclopedia Treccani), l’accento cade sulla prima “i”, quindi Odìsseo. Tuttavia, nell’uso comune e accademico si è diffusa molto anche la pronuncia Odissèo, che ricalca l’accentazione greca moderna.

Ulisse: la scorciatoia latina che ha fatto la storia

Se Odisseo è il nome originale, come siamo arrivati a Ulisse? La risposta risiede nella straordinaria opera di assimilazione culturale compiuta dal mondo romano. Nel III secolo avanti Cristo, il letterato Livio Andronico tradusse l’Odissea in latino (l’Odusia) per renderla accessibile al pubblico romano. Nel farlo, non utilizzò la traslitterazione diretta del nome greco, ma adattò una variante dialettale e italica già esistente, trasformando Odysseus nel latino Ulixes (o Ulysses). La transizione fonetica da “D” a “L” era un fenomeno linguistico comune in epoca arcaica. Da quel momento, la cultura occidentale ha adottato la versione latina.

Grandi autori come Virgilio nell’Eneide, Ovidio, Cicerone e Seneca hanno sempre scritto di Ulixes. Quando l’Impero Romano è crollato e l’Europa è entrata nel Medioevo, la conoscenza del greco antico è quasi del tutto scomparsa in Occidente, mentre il latino è rimasto la lingua della cultura. Di conseguenza, quando i padri della lingua italiana hanno dovuto fare riferimento all’eroe di Itaca, non potevano che attingere alle fonti latine.

Il caso più clamoroso è quello di Dante Alighieri: nel Canto XXVI dell’Inferno, parlando della folle impresa dell’eroe oltre le Colonne d’Ercole, Dante introduce lo splendido personaggio di Ulisse, ignorando del tutto la variante Odisseo poiché non aveva accesso diretto ai testi omerici originali.

Ulisse o Odisseo: qual è la scelta migliore in italiano?

La risposta breve è: entrambi sono corretti, ma dipendono strettamente dal contesto in cui vi trovate. Non esiste un errore, bensì una sfumatura di intenzione comunicativa.

Se state scrivendo un saggio o un articolo focalizzato sull’opera di Omero e sulla mitologia ellenica pura, utilizzare Odisseo vi darà un tono più rigoroso e scientifico. Al contrario, se state parlando dell’archetipo del viaggiatore, dell’uomo moderno, o se state citando la letteratura italiana ed europea (dall’Ulisse di James Joyce a quello di Umberto Saba), Ulisse è senza dubbio il termine più naturale, evocativo e radicato nel nostro immaginario collettivo.

In sintesi, usare Odisseo significa guardare l’eroe con gli occhi di chi lo ha creato; usare Ulisse significa abbracciarlo con gli occhi della cultura che lo ha tramandato fino a noi.