The Odyssey di Christopher Nolan, dopo il trionfo di Oppenheimer, il regista britannico torna con un progetto che unisce uno dei testi fondativi della cultura occidentale a un’ambizione tecnica senza precedenti, trasformando il viaggio di Ulisse in un kolossal pensato per essere vissuto sul grande schermo.
L’attesa che circonda il film non nasce soltanto dal prestigio del suo autore o dal cast internazionale, ma anche dal modo in cui è stato realizzato. Nolan ha infatti inseguito per anni il sogno di girare un lungometraggio interamente con cineprese IMAX, spingendo la tecnologia oltre i suoi limiti. Il risultato è un’opera concepita espressamente per la sala cinematografica e per i grandi formati.
Se state programmando di vedere The Odyssey, ecco tutto quello che vale la pena sapere prima di prendere posto in poltrona.
Di cosa parla The Odyssey
Il film è l’adattamento dell’Odissea, il poema attribuito a Omero che, insieme all’Iliade, rappresenta una delle opere più influenti della letteratura mondiale.
La vicenda segue il lungo ritorno di Ulisse verso Itaca dopo la conclusione della guerra di Troia. Quello che dovrebbe essere un viaggio di pochi giorni si trasforma in un’odissea lunga dieci anni, durante la quale l’eroe affronta prove sempre più difficili.
Sul suo cammino incontra il Ciclope Polifemo, sfida le Sirene, attraversa lo stretto dominato da Scilla e Cariddi, viene trattenuto da Circe e dalla ninfa Calipso, mentre in patria Penelope continua ad attenderlo e il figlio Telemaco cresce cercando di difendere il regno dagli arroganti pretendenti della madre.
È una storia di avventura, ma anche di identità, nostalgia, famiglia e desiderio di ritrovare il proprio posto nel mondo. Dopo quasi tremila anni continua a essere raccontata perché affronta domande che appartengono ancora all’esperienza umana.
Christopher Nolan e il suo progetto più ambizioso
Per Christopher Nolan adattare l’Odissea significa confrontarsi con uno dei racconti più importanti della civiltà occidentale.
Il regista ha scelto di raccontare il viaggio di Ulisse privilegiando ancora una volta la concretezza delle riprese dal vero. Le scene sono state girate in numerosi paesaggi naturali, tra Grecia, Sicilia, Scozia, Islanda e Marocco, evitando il più possibile scenografie virtuali e affidandosi agli effetti pratici, una cifra stilistica che caratterizza il suo cinema da sempre.
L’obiettivo dichiarato era restituire allo spettatore la sensazione di affrontare davvero un mondo sconosciuto, in cui il mare, le montagne e le isole diventano parte integrante della narrazione.
Un cast corale per il mito di Ulisse
Ad accompagnare Nolan c’è un cast tra i più ricchi degli ultimi anni.
Matt Damon interpreta Ulisse, mentre Tom Holland veste i panni di Telemaco. Accanto a loro troviamo Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron, Lupita Nyong’o, Jon Bernthal, Benny Safdie e molti altri interpreti che danno vita ai personaggi del poema.
Come spesso accade nei film del regista britannico, ogni ruolo è stato affidato a interpreti capaci di dare profondità psicologica anche ai personaggi secondari, trasformando il mito in un racconto corale.
Quanto dura il film?
The Odyssey ha una durata di 172 minuti, pari a 2 ore e 52 minuti. Secondo diverse ricostruzioni, Nolan aveva inizialmente immaginato un film ancora più lungo, ma i limiti tecnici della proiezione IMAX su pellicola hanno contribuito a definire il montaggio finale.
Pur trattandosi di una durata importante, è perfettamente in linea con gli ultimi lavori del regista, da Interstellar a Oppenheimer.
Perché tutti parlano dell’IMAX?
È probabilmente l’aspetto più rivoluzionario del progetto.
The Odyssey è infatti il primo lungometraggio della storia girato interamente con cineprese IMAX su pellicola, un traguardo raggiunto grazie allo sviluppo di nuove macchine da presa, più leggere e soprattutto molto più silenziose rispetto alle precedenti. Questa innovazione ha permesso di registrare dialoghi complessi senza rinunciare alla qualità d’immagine che caratterizza il formato.
Per realizzare il film sono stati utilizzati oltre 610 chilometri di pellicola IMAX da 70 mm, un dato che rende l’idea dell’enorme lavoro produttivo dietro al progetto.
Qual è il formato migliore per vedere il film?
Non tutte le sale offriranno la stessa esperienza visiva. IMAX 70 mm
È il formato per cui Nolan ha concepito il film. Garantisce la massima qualità dell’immagine, uno schermo gigantesco e un rapporto d’aspetto che permette di vedere l’intero fotogramma pensato dal regista. È anche il formato più raro e ricercato dagli appassionati.
IMAX Laser
Rappresenta la migliore alternativa quando non è disponibile la proiezione su pellicola 70 mm. Offre comunque un’immagine molto luminosa, un contrasto elevato e un’esperienza immersiva.
Sale Premium (Dolby Cinema e altri grandi formati)
Anche le sale premium dotate di sistemi audio avanzati e schermi di grandi dimensioni permettono di apprezzare al meglio la spettacolarità del film, soprattutto nelle sequenze marine e nei grandi scenari naturali.
Sala tradizionale
Il film rimane perfettamente godibile anche in una normale sala cinematografica. Tuttavia, parte dell’ampiezza dell’immagine e dell’impatto visivo pensati da Nolan inevitabilmente si riducono.
Quando esce e dove sarà distribuito?
In Italia The Odyssey arriva nelle sale il 16 luglio 2026, mentre negli Stati Uniti debutta il giorno successivo.
La distribuzione interesserà sia i circuiti tradizionali sia le sale IMAX e gli altri formati premium disponibili sul territorio. Le prevendite hanno registrato un forte interesse già nelle settimane precedenti all’uscita, soprattutto per le proiezioni nei grandi formati.
Serve aver letto l’Odissea?
La risposta è no. Conoscere il poema di Omero permette certamente di cogliere riferimenti, simboli e sfumature dei personaggi, ma il film è stato pensato anche per chi si avvicina per la prima volta alla storia di Ulisse.
Sapere chi siano Penelope, Telemaco, Polifemo o Circe può arricchire l’esperienza, ma non rappresenta un requisito indispensabile. Come ogni grande adattamento cinematografico, anche quello di Nolan punta a funzionare prima di tutto come racconto autonomo.
Perché è già considerato un evento cinematografico?
Prima ancora della sua uscita, The Odyssey è diventato un caso nel mondo del cinema.
L’uso esclusivo delle nuove cineprese IMAX, il ritorno di Nolan dopo il successo di Oppenheimer, le riprese in numerose location internazionali e l’enorme curiosità degli appassionati hanno trasformato il film in uno degli eventi cinematografici più discussi degli ultimi anni. In diversi Paesi le proiezioni IMAX sono andate rapidamente esaurite, con spettatori disposti a percorrere centinaia di chilometri pur di vedere il film nel formato preferito dal regista.
Un viaggio che nasce dalla letteratura e arriva al cinema
L’Odissea è sopravvissuta per quasi tre millenni perché continua a raccontare qualcosa di profondamente umano: il desiderio di tornare, la fatica del viaggio, la ricerca della propria identità e la forza dei legami familiari.
Con The Odyssey, Christopher Nolan non porta semplicemente sullo schermo un classico della letteratura, ma prova a trasformarlo in un’esperienza cinematografica totale, sfruttando ogni possibilità offerta dalla tecnologia senza perdere il contatto con la materia originaria del racconto.
Per questo motivo, prima ancora di chiedersi se il film sarà fedele a Omero, vale la pena prepararsi a viverlo nel modo in cui è stato immaginato: su uno schermo il più grande possibile, lasciandosi trasportare da un viaggio che continua ad affascinare lettori e spettatori da quasi tremila anni.
