Il 2 giugno rappresenta una festa del popolo che trova nel “Presidente più amato dagli italiani” la sua massima incarnazione. Si, perché Sandro Pertini è stato il cuore pulsante, l’anima più calda e popolare della democrazia italiana. Le sue riflessioni sono stati veri e propri focolai di etica, libertà e passione civile.
Con il suo stile diretto, privo di filtri e intriso di una profonda poesia umana, Pertini ha saputo tradurre i massimi valori costituzionali in un sentimento universale, accessibile a chiunque e, prima di tutto, alle nuove generazioni.
10 frasi di Sandro Pertini che ci insegnano cos’è la passione civile e come trasmetterla ai giovani
Ecco dieci riflessioni storiche, tratte dai suoi discorsi presidenziali e dai suoi messaggi alla nazione, che racchiudono l’essenza della sua missione etica.
1. Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla.
Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979
2. La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile, che concede la libertà di morire di fame.
Messaggio di fine anno agli italiani
3. I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.
Discorso d’insediamento alla Presidenza della Repubblica
4. Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo.
5. È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature.
6. La corruzione è una nemica della democrazia tanto quanto il fascismo. Chi ruba il denaro pubblico ruba la speranza dei cittadini e calpesta la Costituzione.
Messaggio alla nazione contro i mali dello Stato
7. Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.
Messaggio di fine anno agli Italiani, 1981
8. Senza una cultura diffusa, la democrazia diventa un guscio vuoto in cui il popolo vota senza scegliere.
Incontro con gli studenti dell’Università di Firenze
9. Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, che ha dato prove supreme di civiltà e di sacrificio. Ha solo bisogno di essere guidato con onestà.
Intervista storica sulla Repubblica
10. Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature.
Gli uomini per essere liberi
11. L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo un portatore di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame.
Discorso d’insediamento alla Presidenza della Repubblica, 9 luglio 1978
12. I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.
Discorso d’insediamento alla Presidenza della Repubblica, 9 luglio 1978
13. Non vi può essere vera pace senza giustizia sociale, e non vi può essere giustizia sociale senza libertà.
Discorso al Parlamento Europeo, 1980
14. I corrotti e i disonesti offendono il popolo italiano, offendono i milioni di lavoratori che compiono ogni giorno il loro dovere. La corruzione va combattuta senza tregua perché uccide la fiducia nelle istituzioni.
Messaggio di fine anno agli italiani, 31 dicembre 1981
15. Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, che ha dato prove supreme di civiltà e di sacrificio. Ha solo bisogno che gli si parli con assoluta verità.
Discorso alle Camere
La lezione di Pertini: cosa ci insegnano queste frasi
Analizzare oggi il pensiero di Sandro Pertini significa immergersi in una pedagogia nazionale che non passa attraverso formule dottrinali, ma attraverso la forza della coerenza. Il suo è un linguaggio “pane e salame”: schietto, autentico, privo di quella retorica polverosa che spesso allontana i cittadini dalle istituzioni, ma proprio per questo straordinariamente denso di poesia civile.
Il fulcro del Pertini-pensiero, che emerge con forza in molte delle sue dichiarazioni più celebri, è il rifiuto di una libertà puramente formale. Per Pertini, la democrazia non si esaurisce nel diritto di voto se un cittadino è oppresso dal bisogno materiale o dalla disoccupazione. “La libertà di morire di fame” non è libertà. Questa visione unisce indissolubilmente i diritti civili a quelli sociali. Il suo totale rifiuto di ogni deriva autoritaria nasceva dalla sua esperienza personale: gli anni trascorsi in carcere e al confino sotto il fascismo gli avevano insegnato che la dittatura cancella la dignità. La Repubblica è per lui l’unico spazio in cui il riscatto dei lavoratori può compiersi.
Pertini non usava mezzi termini quando parlava della gestione della cosa pubblica. Nel suo storico messaggio del 1981, affrontò direttamente il cancro della corruzione. Per il Presidente partigiano, il politico che rubava o speculava commetteva un vero e proprio tradimento nei confronti del popolo e dei martiri della Resistenza. La trasparenza e l’onestà erano per lui i pilastri invisibili della democrazia: senza di essi, i cittadini perdono la fiducia nello Stato e l’intera impalcatura della Repubblica rischia il crollo. Parlare con “assoluta verità” al popolo era il suo primo comandamento etico.
I giovani sono stati il grande, immenso amore politico di Sandro Pertini. A loro non si rivolgeva mai con la superiorità del saggio o del moralista, ma con la complicità di chi sa che il futuro appartiene a chi ha il coraggio di essere intransigente contro le ingiustizie.
La frase simbolo sui giovani che “non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi” ha svuotato la figura del Capo dello Stato dalla sua austera distanza. Pertini aprì le porte del Quirinale ai ragazzi, esortandoli a non essere mai indifferenti, a studiare e a lottare per la pace. Oggi, che viviamo in un mondo che rischia spesso il cinismo, la figura di Pertini ci insegna che la parola ha valore solo se supportata dall’esempio concreto. Difendere la Repubblica, oggi, significa raccogliere quel testimone e far vivere la Costituzione attraverso l’impegno quotidiano.
