In un panorama educativo in continua evoluzione, ci si interroga spesso sul futuro della lettura e sul ruolo formativo dei libri, in particolare del libro di testo, per le nuove generazioni. Una risposta chiara e profonda arriva direttamente dal mondo della scuola italiana, grazie all’indagine nazionale promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) intitolata “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe“, presentata il 27 maggio 2026 alla Camera dei deputati nell’ambito del convegno “Il Valore della Conoscenza”.
Questo studio mette in luce come il libro di testo, pur integrandosi con l’innovazione tecnologica, rimanga il cuore pulsante dei processi di apprendimento.
La centralità del libro di testo tra i banchi e a casa
La ricerca si basa sulle risposte di un campione rappresentativo a livello nazionale composto da 3.399 insegnanti italiani di scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, selezionati accuratamente a partire da un bacino iniziale di 5.274 docenti. L’obiettivo principale dell’indagine è stato quello di esaminare il valore effettivo che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo e ai materiali digitali ad esso collegati, sia durante l’insegnamento in aula sia nello studio a casa dello studente.
I risultati emersi confermano la centralità assoluta del volume cartaceo: il libro di testo è in assoluto il primo strumento utilizzato per lo sviluppo delle lezioni in aula per il 99% dei docenti italiani. Il suo valore si consolida ulteriormente tra le mura domestiche, dove l’81% degli insegnanti lo indica come lo strumento primario per lo studio individuale.
Nella valutazione complessiva dei docenti, il libro riceve un punteggio di gradimento pari a 8,5 punti, che sale a un significativo 8,7 punti quando si fa riferimento specifico allo studio a casa, configurandosi come un punto di riferimento imprescindibile per l’apprendimento degli studenti.
Questo legame profondo è avvalorato dal fatto che il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali allegati è perfettamente funzionale alle attuali modalità di apprendimento degli studenti.
Un grido d’allarme: come cambiano la qualità e il tempo dello studio
Nonostante l’alto valore riconosciuto ai manuali scolastici, l’indagine di AIE lancia un chiaro segnale d’allarme proveniente dal corpo docente. Quasi il 70% degli insegnanti (pari a due docenti su tre) dichiara che negli ultimi cinque anni i modi e i tempi di apprendimento degli studenti sono andati incontro a un netto peggioramento.
Analizzando i motivi principali di questa complessa trasformazione, i docenti hanno evidenziato tre fattori cruciali: in primis, la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale, indicata dal 72% degli intervistati. Segue la crescente difficoltà da parte degli studenti nell’affrontare la lettura e la comprensione di testi complessi, segnalata dal 58% del campione. Infine, troviamo l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale per svolgere i compiti assegnati a casa, un fenomeno rilevato dal 36% degli insegnanti.
Questo scenario desta forte preoccupazione per la qualità dell’apprendimento degli studenti. Come evidenziato dal presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, l’editoria scolastica riveste un ruolo fortemente strategico per il Paese. Di conseguenza, lo sforzo costante compiuto dalle imprese editoriali deve essere necessariamente accompagnato dalle Istituzioni con provvedimenti adeguati a sostegno del diritto allo studio e della sostenibilità economica del settore, poiché a essere in gioco è la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni.
L’Intelligenza Artificiale entra in classe: evoluzione dell’offerta editoriale
L’indagine esplora approfonditamente anche il rapporto tra la didattica tradizionale e le nuove tecnologie, dimostrando che l’Intelligenza Artificiale è già una realtà per gli insegnanti italiani. Il 74% dei docenti dichiara infatti di utilizzare correntemente strumenti di IA per preparare i propri materiali didattici. Inoltre, gli strumenti tecnologici realizzati direttamente dagli editori sono ritenuti utili dagli insegnanti, in particolar modo quelli che consentono lo sviluppo di test ed esercizi, apprezzati dall’80% dei docenti.
A testimonianza di questo connubio tra tradizione e innovazione, i dati dell’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale mostrano un panorama in evoluzione. Il catalogo scolastico attivo conta oggi 22.386 titoli (codici ISBN relativi ai libri di testo nelle modalità A, B e C), a cui corrispondono oltre 5 milioni (per l’esattezza 5.042.541) di contenuti digitali offerti, registrando un netto incremento rispetto ai 3,6 milioni dell’anno precedente. Per l’anno scolastico 2025/2026, la quasi totalità dei libri adottati (il 95,7%) rientra nella cosiddetta “Modalità B”, che combina il libro a stampa – centrale nei processi di apprendimento – con il formato digitale (e-book) e i contenuti didattici digitali integrativi, offerti senza alcun incremento di costo per le famiglie.
Sebbene l’e-book sia utilizzato in modo limitato dagli studenti, cresce costantemente l’utilizzo dei contenuti didattici digitali. Guardando al futuro prossimo, per l’anno scolastico 2026/27, gli editori che coprono il 90% delle adozioni scolastiche hanno rilasciato o stanno rilasciando strumenti di IA integrati.
In un ecosistema scolastico sempre più complesso, i libri di testo si confermano dunque strumenti culturali indispensabili per la formazione, custodi di una conoscenza rigorosa necessaria allo sviluppo del Paese.
