Maturità 2026: parte il toto-tracce tra il sogno di D’Annunzio e l’ombra dell’Intelligenza Artificiale
Mancano solo due mesi al fischio d’inizio della Maturità 2026 e, come ogni anno, si apre ufficialmente la stagione del “toto-tracce”: i ragazzi oscillano tra la sicurezza dei grandi classici e il timore di un “outsider” imprevedibile.

Il conto alla rovescia per l’esame di Stato è ufficialmente iniziato. A circa due mesi dal fatidico giorno, la consueta fibrillazione tra i banchi di scuola si traduce nel tradizionale “toto-tracce”, la scommessa collettiva su quali autori e tematiche varcheranno la soglia del Ministero dell’Istruzione e del Merito per finire sul banco dei candidati.
Maturità 2026: al via il toto-tracce degli studenti
L’indagine condotta dal portale Skuola.net, basata sulle opinioni di 600 maturandi, delinea un quadro affascinante dove il desiderio di sicurezza letteraria si scontra con la cruda realtà della statistica e la complessità dell’attualità globale.
L’analisi del testo: il sogno di un ritorno del “Vate”
Per quanto riguarda la tipologia A, l’analisi del testo, gli studenti italiani sembrano soffrire di una sorta di “nostalgia del classico”, puntando su figure iconiche che spesso, però, sfidano la logica delle probabilità ministeriali. In cima alla lista dei desideri per la prosa dell’Ottocento svetta ancora una volta Gabriele D’Annunzio, indicato dal 29% dei ragazzi. Il “Vate” rappresenta il grande assente delle sessioni ordinarie del nuovo millennio, essendo apparso solo in una prova suppletiva nel 2023.
Subito dopo D’Annunzio, troviamo Giovanni Verga al 28%. Tuttavia, per l’autore de I Malavoglia, le chance reali appaiono minime: è stato già protagonista della Maturità 2022 con la novella Nedda. Più distaccato appare Alessandro Manzoni, che raccoglie il 18% delle preferenze.
Spostandoci sulla prosa del Novecento, il nome di Luigi Pirandello domina incontrastato con il 20% dei consensi. Anche in questo caso, però, il cuore degli studenti sembra ignorare il calendario: Pirandello è stato proposto appena nel 2024 con un brano dai Quaderni di Serafino Gubbio operatore. Molto più probabili, secondo un calcolo di assenza prolungata, potrebbero essere i ritorni di Italo Svevo (mancante dal 2009), Primo Levi (fermo al 2010) o Italo Calvino (assente dal 2015).
La poesia tra certezze e possibili sorprese
Sul fronte lirico, i maturandi si rifugiano nell’ermetismo e nei simboli della nostra tradizione. Giuseppe Ungaretti è il favorito assoluto per il Novecento con il 18%. Nonostante sia l’autore più “frequentato” dal Ministero (con quattro apparizioni negli ultimi vent’anni, l’ultima nel 2024), il suo fascino resta immutato. Al secondo posto troviamo Eugenio Montale al 15%, la cui ultima apparizione risale al 2012, rendendo una sua riproposizione un’ipotesi decisamente concreta.
Per la poesia dell’Ottocento, è Giovanni Pascoli a guidare i pronostici con il 20%, seguito da D’Annunzio al 17% e da un Giacomo Leopardi (16%) che ancora attende la sua prima “chiamata” ufficiale nel nuovo millennio. È interessante notare come quasi 9 studenti su 10 siano pronti all’eventualità di un “outsider” o di un autore contemporaneo poco affrontato nei programmi ministeriali.
Gli 80 anni della Repubblica: una traccia di cittadinanza
Se la letteratura è il terreno del sogno, il testo argomentativo (Tipologia B) è quello della riflessione storica e civile. Il 2026 è un anno denso di ricorrenze, ma una su tutte sembra mettere d’accordo i maturandi: gli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana e del suffragio universale femminile. Ben il 33% degli intervistati scommette su questo tema, che unisce storia nazionale ed Educazione civica.
Oltre alla nascita della Repubblica, emergono altri anniversari dal forte impatto emotivo e sociale: i 40 anni dall’inizio del maxi-processo contro la Mafia, un tema che ciclicamente torna a scuotere le coscienze studentesche; i 25 anni dagli attacchi dell’11 settembre alle Torri Gemelle, evento spartiacque della storia contemporanea; il centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento; gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, figura cardine non solo religiosa ma anche letteraria e storica.
L’urgenza dell’attualità: Intelligenza Artificiale e pace
L’ultima sezione dell’esame, quella dedicata al tema di attualità, vede l’Intelligenza Artificiale come protagonista assoluta. Gli studenti sono divisi tra chi vorrebbe analizzare il rapporto tra giovani, social network e IA (19%) e chi preferirebbe un focus sulle nuove frontiere tecnologiche in senso più ampio (12%).
Tuttavia, al di sopra della tecnologia, emerge un bisogno profondo di riflessione sul presente. L’escalation dei conflitti globali e delle crisi internazionali pesa sul pronostico del 18% dei maturandi. Questo dato si traduce in un desiderio quasi unanime: la Pace è indicata dal 20% dei ragazzi come il tema esistenziale che vorrebbero trovare nel plico ministeriale, seguita dal bisogno di guardare al Futuro (17%) e dall’importanza della Memoria (13%).
Come sottolineato da Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, le scelte degli studenti rivelano una profonda necessità di usare la Maturità come uno spazio per elaborare le ansie globali e le complessità del mondo moderno. Che si tratti della prosa di Pirandello o delle sfide poste dall’algoritmo, i ragazzi del 2026 cercano tracce che parlino della loro identità di cittadini in un mondo in continua trasformazione.
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