Grottaglie, tour estivo alla scoperta della città delle ceramiche

La città di Grottaglie offre in estate eventi legati alla tradizione locale ed un vasto patrimonio culturale da visitare e scoprire. Un viaggio tra l’arte della ceramica e le ‘nchiosce storiche.

Grottaglie, tour estivo alla scoperta della città delle ceramiche

Incastonata nel cuore della Puglia, a pochi passi dalle gravine tarantine, sorge Grottaglie, una meta imprescindibile per chi desidera immergersi nell’anima più autentica del sud Italia. Conosciuta in tutto il mondo come la “Città delle Ceramiche”, Grottaglie offre al visitatore un itinerario affascinante che fonde arte, storia e sapori indimenticabili, in un labirinto di vicoli candidi che profumano di tradizione.

La storia della città di Grottaglie

Il nome “Grottaglie” deriva dal latino “Kriptalys” e dal greco “Κρυπταλύς”, a sottolineare la presenza di grotte (krypta, κρύπτα), in gran parte del suo territorio. L’origine di Grottaglie è negli insediamenti che si sono susseguiti nell’area sin dal Paleolitico, ed in particolare nell’area di Riggio e di Pezza Petrosa.

Grottaglie è ritenuta la terra d’origine del padre della letteratura latina Quinto Ennio. Difatti il poeta nacque a Rudiae, in Apulia e, secondo alcuni studiosi, questa località corrisponderebbe ad una delle cittadelle fortificate (appunto Rudiae e Mesocoro), distrutte dalle invasioni barbariche, i cui abitanti in fuga diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli.

I resti storici più importanti sono riconducibili al Medioevo, quando nelle profonde gravine prese maggior consistenza l’abitudine di vivere nelle grotte. Risalgono a questo periodo infatti non solo le abitazioni, ma anche le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque.

Viaggio culturale alla scoperta di Grottaglie: cosa visitare in estate

La città di Grottaglie offre in estate eventi legati alla tradizione locale ed un vasto patrimonio culturale da visitare e scoprire.

Castello Episcopio

Il castello Episcopio fu costruito alla fine del XIV secolo per volontà dell’arcivescovo di Taranto Giacomo d’Atri, il quale aveva realizzato anche le mura e la chiesa madre. Il nucleo originario, con mastio e settore orientale, fu in seguito ampliato e rimaneggiato, con una facciata di epoca barocca. La torre centrale, a pianta rettangolare, si eleva su tre piani.

Il Castello Episcopio è situato in prossimità del Quartiere delle Ceramiche, cioè la parte più antica della città, il Castello fu per secoli il simbolo del potere dei vescovi tarantini feudali. Oggi il castello risulta differenziato dalla presenza dell’antica Torre interna, alta oltre 28 metri, strutturata su 4 piani intermedi tra loro, dove avevano sede i vescovi.

Gravina del Fullonese

A ovest della città di Grottaglie, sorge la gravina del Fullonese, una gravina lunga quasi un chilometro e profonda 40 metri, ricca di grotte incavate nella roccia risalenti al 200.

La gravina è caratterizzata da una ricca vegetazione, profuma di macchia mediterranea grazie al timo, alla malva e ai cardi. È ricca di alberi da frutto, querce e ulivi.

La gravina comprendeva grotte-abitazioni disposto su più livelli, con tre chiese rupestri oltre al Cistrernone del Fullonese parte un sistema idraulico per la raccolta e conservazione dell’acqua.

Chiesa Madre

La Chiesa Madre fu costruita nel 1372, per volontà dell’arcivescovo Giacomo D’Atri, dell’architetto Domenico Di Martina. Creata in tardo stile romanico, dovrebbe essere un ampliamento di un edificio già esistente. Sulla facciata si trovano un oculo sul cui perimetro è inciso un intreccio di motivi vegetali, con dei bassorilievi raffiguranti Cristo in trono, l’Arcangelo Gabriele e la Vergine.

Sotto il portico, caratterizzato da un complesso intaglio a foglie d’acanto e retto da due colonnine ottagonali che poggiano su buoi sorretti da mensole, si apre l’ingresso anch’esso arricchito da un intreccio di motivi animali e vegetali.

Il Quartiere delle Ceramiche: l’arte modellata nel tufo

Il viaggio alla scoperta di Grottaglie non può non proseguire nel suo celebre Quartiere delle Ceramiche. Situato lungo la gravina di San Giorgio, questo quartiere è un unicum in Italia: decine di botteghe artigiane sono state letteralmente scavate nella roccia tufacea, creando un paesaggio rupestre di rara suggestione.

Qui, da secoli, sapienti figuli tramandano l’arte di modellare l’argilla, dando vita ai famosi “pumi” (simbolo di prosperità e fortuna), alle “capasoni” (grandi anfore per il vino e l’olio) e a raffinate ceramiche d’uso e d’arredo. Passeggiare tra queste botteghe significa poter ammirare gli artigiani al lavoro al tornio, scoprendo i segreti di un’arte che ha reso il nome della città celebre a livello internazionale.

Il centro storico e il fascino delle “‘Nchiosce”

Lasciandosi alle spalle le botteghe, ci si addentra nel cuore antico della città. Il centro storico di Grottaglie è un dedalo di viuzze lastricate, case imbiancate a calce e antichi palazzi nobiliari. Ma la vera particolarità urbanistica della città è rappresentata dalle “‘nchiosce”. Questi caratteristici vicoli bianchi, spesso ciechi e ricchi di fascino, rappresentavano in passato il fulcro della vita sociale del vicinato, veri e propri salotti a cielo aperto dove le famiglie si ritrovavano per condividere momenti di vita quotidiana. Oggi, queste pittoresche corti sono il simbolo dell’accoglienza grottagliese.

Proprio per valorizzare questo straordinario patrimonio architettonico e unirlo all’eccellenza culinaria pugliese, il centro storico ospita un appuntamento imperdibile: il 4 e 5 agosto 2026 tornerà la dodicesima edizione di “Orecchiette nelle ‘nchiosce”. Questo evento celebra l’orecchietta, considerato uno dei simboli più rappresentativi della tradizione gastronomica regionale.

Per l’occasione, i vicoli bianchi e le ‘nchiosce di Grottaglie si trasformeranno in un suggestivo ristorante a cielo aperto. I visitatori potranno intraprendere un viaggio nei sapori grazie a 12 chef pugliesi, i quali proporranno 13 diverse creazioni gastronomiche (inclusi piatti gluten free) sotto la supervisione del direttore esecutivo Salvatore Carlucci. Le proposte andranno dalla memoria della cucina povera, come le orecchiette alla “San Giuannidde” (con pomodorini, acciughe, capperi e mollica di pane fritta), a rivisitazioni originali come l’orecchietta al sapore di focaccia barese o con l’amatriciana di cozze.

A fare da cornice a queste due serate ci saranno spettacoli itineranti, musica dal vivo, e un’accurata selezione di etichette da parte di cantine vitivinicole e birrifici artigianali.

Un’esperienza a tutto tondo

Visitare Grottaglie significa compiere un viaggio sensoriale completo. Che si tratti di ammirare gli affreschi del Castello Episcopio, di acquistare una ceramica appena sfornata dai laboratori rupestri, o di perdersi tra le ‘nchiosce assaporando la regina della cucina pugliese, questa città regala emozioni autentiche. Un luogo dove l’arte del passato incontra la creatività del presente, offrendo un turismo culturale lento, consapevole e incredibilmente gustoso.

Photocredits: Adcalian