Morire per la cultura

L’ultimo saluto a Giulio Regeni, una vita spesa per la cultura

Ultimo addio oggi al ricercatore ucciso al Cairo, Giulio Regeni. Gremita la palestra per il funerale a Fiumicello.

MILANO – L’amministrazione comunale di Fiumicello ha studiato l’organizzazione nel dettaglio i funerali di Giulio Regeni, dottorando presso l’Università di Cambridge, che s’era recato a raccogliere dati per una tesi sull’economia dell’Egitto, dove ha perso la vita. Continuano le indagine per scoprire le circostanze della tragica scomparsa.

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L’ULTIMO SALUTO – I circa mille posti a disposizione sistemati nella palestra sono stati ben presto occupati ad esclusione di un settore centrale destinato ai parenti ed agli amici più stretti di Giulio. Un coro ha intonato alcuni inni, poi si e’ fermato in attesa dell’arrivo del feretro. All’esterno della palestra almeno altrettante mille persone sono in attesa e, comunque, non potrebbero entrare per mancanza di posti all’interno. Il servizio d’ordine e’ particolarmente rigoroso ma anche discreto. A Fiumicello tutti gli esercizi pubblici sono chiusi per lutto cittadino ad esclusione di bar e ristoranti, aperti proprio per servire da bere e mangiare per gli ospiti e i giornalisti venuti da fuori. Una ventina sarebbero gli amici di Giulio giunti tra ieri e oggi a Fiumicello. Molti di questi si sono trattenuti in un bar della piazza e poi hanno raggiunto la casa della famiglia Regeni prima dell’inizio della cerimonia. Mezz’ora prima dell’inizio della cerimonia è giunto il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini e è attesa a momenti la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

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LE PAROLE DELLA MADRE E DEGLI AMICI  – “Grazie Giulio, per avermi insegnato tante cose. Resta nel mio cuore l’ energia del tuo pensiero. Il tuo pensiero, per amare, comprendere, costruire tolleranza. Con affetto, la mamma”. È questo il messaggio di Paola Regeni, la mamma di Giulio, letto sull’altare da un ragazzo. E’ stata l’ultima di tante testimonianze di affetto durante i funerali. Il parroco, inoltre, ha definito il ragazzo”una persona speciale, per l’entusiasmo, per la voglia di conoscere” ricordando i concetti di libertà e di amicizia che aveva espresso.

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