nuovo dpcm

Dpcm e decreto legge Covid, ecco come sarà il Natale 2020

Il decreto legge Covid conferma la stretta del governo sulle festività per evitare una terza ondata. Conte ha presentato il nuovo Dpcm, valido dal 4 dicembre, che conferma lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio.
Dpcm e decreto legge Covid, ecco come sarà il Natale 2020

Dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto legge che vieta gli spostamenti nel periodo delle festività natalizie, il premier Conte ha annunciato le misure del Dpcm che entrerà in vigore dal 4 dicembre. Nel testo è specificato che “dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

come sarà la scuola
Come sarà la scuola che verrà

Come sarà la scuola che verrà

Il decreto legge Covid

All’interno del decreto legge Covid viene stabilito inoltre che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti.”

La riapertura delle scuole a gennaio

Si sta decidendo di confermare con il prossimo dpcm lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio. Dall’8 gennaio ritornerà in classe il 50% degli studenti delle superiori. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”.

Il Coprifuoco a Capodanno

A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come gli altri giorni. “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

E’ confermato il sistema in tre fasce. Con coprifuoco in tutta Italia alle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla alle 18. Poi nei venti giorni tra Natale e l’Epifania nessun ammorbidimento: anzi, i blocchi cresceranno, le misure si faranno ovunque più rigide. Il nuovo decreto, di due soli articoli, serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia.

Lo spostamento tra regioni durante le feste

Il decreto legge stabilisce che dal 21 dicembre non ci si potrà spostare tra Regioni e province autonome se non per lavoro, salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione. Sull’interpretazione di queste eccezioni si dibatterà ancora nelle prossime ore con le Regioni. E anche su misure di dettaglio come quella di far chiudere i ristoranti degli alberghi la notte del 31 dicembre o sulle deroghe alla quarantena per chi rientri dall’estero, su cui si è dibattuto a lungo.

La decisione delle Regioni

Nelle prossime ore spetterà alle Regioni esprimere un giudizio sulle misure del governo. Nella serata di ieri prima Michele Emiliano, in un’intervista tv, poi Giovanni Toti sui social, hanno criticato la scelta di “chiudere” i Comuni: “Non c’è buonsenso ma non senso”, attacca il presidente ligure, “se vostra mamma vive sola a Laigueglia ma voi abitate ad Alassio, scordatevi di trascorrere il pranzo di Natale con lei”.

© Riproduzione Riservata
Commenti