E’ morto Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006

Carlo Azeglio Ciampi fu un Presidente che, come Sandro Pertini, ebbe sempre un alto indice di gradimento popolare. Era nato a Livorno, il 20 dicembre del 1920
E' morto Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006

MILANO – Si è spento a Roma all’età di 95 anni Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica. Era nato a Livorno, il 20 dicembre del 1920.

UOMO DELLE ISTITUZIONI – Diversi  i ruoli istituzionali ricoperti: Ciampi è stato governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994), Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica (1996-1997), quindi Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (1998-1999). Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo Presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d’Italia, preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. Fino ad oggi era Governatore onorario della Banca d’Italia.

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PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – Il 13 maggio 1999 Ciampi venne eletto Presidente della Repubblica alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010). Come Capo dello Stato, cercò di trasmettere agli italiani quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell’Inno di Mameli e nella bandiera tricolore. Ciampi fu un Presidente che, come Sandro Pertini, ebbe sempre un alto indice di gradimento popolare nei sondaggi fatti dai vari Istituti italiani, con una media oscillante tra il 70 e l’80% (il minimo si registrò con il 67% nel nord-est del Paese), rimanendo sempre, perciò, una delle figure nelle quali gli italiani riponevano la loro fiducia e che rafforzava, con la sua figura istituzionale, lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica. Il 3 maggio 2006, a conclusione del suo mandato da Presidente della Repubblica, con una nota ufficiale dal Quirinale Ciampi confermò la sua indisponibilità a un settennato-bis: i motivi che lo spinsero a quella decisione furono l’età avanzata e la convinzione che “il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato”.

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