Latino: origine e significato della locuzione “per verba”

Tra le numerose espressioni in latino che continuano a essere impiegate nella lingua italiana, soprattutto nel linguaggio giuridico, amministrativo e notarile, “per verba” occupa un posto particolare. Si tratta di una locuzione breve ma ricca di significato, che richiama il valore della parola pronunciata e il ruolo che essa ha assunto nel diritto fin dall’antichità.…

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Tra le numerose espressioni in latino che continuano a essere impiegate nella lingua italiana, soprattutto nel linguaggio giuridico, amministrativo e notarile, “per verba” occupa un posto particolare. Si tratta di una locuzione breve ma ricca di significato, che richiama il valore della parola pronunciata e il ruolo che essa ha assunto nel diritto fin dall’antichità. Ancora oggi questa espressione viene utilizzata per indicare un atto, una dichiarazione o un accordo compiuto a parole, senza il ricorso a un documento scritto.

Dal latino all’italiano

La locuzione deriva direttamente dal latino. La preposizione per significa “attraverso”, “mediante”, mentre verba è il plurale di verbum, cioè “parola”. Letteralmente, quindi, per verba significa “mediante le parole”, “con le parole”, oppure “oralmente”.

Questa semplicità etimologica nasconde però una storia molto articolata, che affonda le radici nel diritto romano e si sviluppa poi attraverso il diritto medievale, quello canonico e infine quello moderno.

Nel mondo romano la parola possedeva un valore giuridico straordinario. Oggi siamo abituati a pensare che un contratto sia valido soltanto quando viene firmato, registrato o comunque formalizzato in un documento scritto. Per i Romani, invece, la situazione era spesso diversa. Molti negozi giuridici acquistavano piena efficacia proprio attraverso la pronuncia di formule verbali rigorosamente stabilite.

Il diritto romano distingueva infatti diverse categorie di contratti, e alcuni di essi erano definiti contratti verbali (contractus verbis). In questi casi non bastava l’accordo delle parti: era necessario pronunciare determinate parole secondo uno schema preciso. L’esempio più celebre è quello della stipulatio, il contratto verbale per eccellenza.

La stipulatio consisteva in una domanda formulata dal creditore e in una risposta immediata del debitore. Le formule dovevano corrispondere perfettamente. Se una parte chiedeva: “Promittis?” (“Prometti?”), l’altra doveva rispondere: “Promitto” (“Prometto”). Era proprio quella sequenza di parole a creare l’obbligazione giuridica.

In questo contesto appare evidente come il verbum, cioè la parola pronunciata, non fosse semplicemente un mezzo per comunicare una volontà già esistente, ma diventasse esso stesso il fatto giuridico capace di produrre effetti.

Da questa concezione nasce il valore della locuzione per verba, che indica appunto un atto compiuto attraverso la sola parola.

Con il passare dei secoli il diritto ha progressivamente attribuito maggiore importanza alla documentazione scritta. Tuttavia il principio secondo cui alcune manifestazioni di volontà possano essere validamente espresse oralmente non è mai scomparso.

Ancora oggi, infatti, numerosi contratti possono perfezionarsi semplicemente per verba, senza alcuna forma scritta.

Si pensi, ad esempio, a molte compravendite di modesto valore, agli accordi quotidiani tra privati o ai contratti conclusi verbalmente. Quando acquistiamo un giornale in edicola o ordiniamo un caffè al bar, stiamo in realtà concludendo un contratto che nasce proprio attraverso uno scambio di parole, anche se spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.

Naturalmente esistono numerose eccezioni.

Per gli atti di maggiore importanza il legislatore richiede una forma particolare, spesso scritta, talvolta addirittura autenticata da un notaio. La compravendita di un immobile, un testamento pubblico o determinati contratti societari non possono certamente essere conclusi per verba, proprio perché la legge pretende maggiori garanzie.

La distinzione tra atti orali e atti scritti costituisce ancora oggi uno degli elementi fondamentali del diritto civile.

Anche nel diritto canonico la parola pronunciata ha assunto per secoli un’importanza decisiva.

Il matrimonio, ad esempio, secondo la tradizione della Chiesa cattolica nasce essenzialmente dal consenso espresso dagli sposi, cioè dalla dichiarazione verbale con cui ciascuno accetta liberamente l’altro come marito o moglie.

Non è il sacerdote a creare il vincolo matrimoniale, ma sono gli sposi stessi attraverso le parole del consenso.

Anche in questo caso il valore della parola supera quello del semplice documento.

La locuzione per verba compare frequentemente anche nella dottrina giuridica moderna.

Quando un giurista scrive che una dichiarazione è stata resa per verba, intende semplicemente dire che essa è stata pronunciata oralmente e non affidata a un testo scritto.

L’espressione viene spesso utilizzata anche nei processi, per distinguere le dichiarazioni verbali da quelle documentali.

Si possono leggere formule come:

“L’accordo fu concluso per verba.”

oppure

“La rinuncia fu manifestata esclusivamente per verba.”

In questi casi la locuzione mantiene esattamente il significato originario latino. Ma il fascino di per verba non si esaurisce nel linguaggio tecnico. Essa richiama infatti un tema molto più ampio: il potere della parola. Prima ancora che esistesse la scrittura, le società umane fondavano la propria organizzazione sulla parola data. Le promesse, i giuramenti, i patti e gli accordi vivevano nella memoria collettiva e nell’onore personale.

La parola impegnava moralmente e socialmente chi la pronunciava. In molte culture tradizionali rompere una promessa orale equivaleva a perdere la propria credibilità per tutta la vita. La scrittura ha certamente reso più sicure le relazioni giuridiche, ma non ha cancellato del tutto questo valore simbolico della parola. Ancora oggi si dice comunemente che una persona “mantiene la parola” oppure che “vale più una stretta di mano di un contratto”.

Sono modi di dire che riflettono un’antica fiducia nella forza dell’impegno verbale. Naturalmente il diritto contemporaneo, proprio perché deve garantire certezza e tutela delle parti, non può affidarsi esclusivamente alla buona fede.

Per questo motivo la forma scritta è diventata progressivamente prevalente. Eppure la parola continua a conservare una funzione essenziale. Ogni contratto nasce comunque da un dialogo. Ogni processo si sviluppa attraverso dichiarazioni. Ogni mediazione si fonda sul confronto verbale. Perfino gli atti più solenni vengono spesso letti ad alta voce prima della sottoscrizione. In questo senso la parola rimane il primo strumento attraverso cui il diritto prende forma. La locuzione per verba ci ricorda anche quanto il latino continui a vivere nel lessico specialistico italiano.

Espressioni come de iure, de facto, ad hoc, ex lege, in itinere, pro tempore, motu proprio o per relationem sono tuttora largamente utilizzate perché consentono di esprimere concetti complessi con estrema precisione.

Anche per verba appartiene a questa famiglia di locuzioni che hanno attraversato i secoli senza perdere la loro efficacia.

Per verba significa semplicemente “mediante le parole”, “oralmente”, ma dietro questa apparente semplicità si cela una lunga storia culturale e giuridica. Dal diritto romano ai tribunali contemporanei, dalla teologia medievale al linguaggio notarile, questa espressione testimonia il valore che la civiltà occidentale ha attribuito alla parola pronunciata. Se oggi la forma scritta rappresenta nella maggior parte dei casi la principale garanzia dei rapporti giuridici, la parola continua comunque a essere il fondamento di ogni comunicazione umana.

La locuzione latina per verba ci ricorda dunque che parlare non significa soltanto emettere suoni, ma può voler dire assumere un impegno, manifestare una volontà, creare un vincolo e, talvolta, dare origine a effetti giuridici destinati a durare nel tempo. È la dimostrazione di come, fin dall’antichità, le parole non siano mai state considerate semplici strumenti del linguaggio, ma autentici atti capaci di incidere sulla realtà.