Tutto pronto a Mantova per il Festivaletteratura 2016

Mantova 2016, in programma dal 7 all’11 settembre l’edizione dei 20 anni del Festival della Letteratura. Tanti gli scrittori italiani e stranieri protagonisti
Tutto pronto a Mantova per il Festivaletteratura 2016

MANTOVA – Il Festival di Mantova, che per primo in Italia ha creato con la letteratura un’occasione di incontro e di confronto in più giorni, compie 20 anni. Per celebrare questa importante ricorrenza, la rassegna ha invitato alcuni dei grandi scrittori già ospitati nelle scorse edizioni, tra cui Julian Barnes, Jonathan Coe, Jay McInerney, Alain De Botton, a raccontare il libro che ha accompagnato i loro vent’anni,  permettendo a ciascuno di loro di prendere coscienza delle aspirazioni, dei sentimenti e delle paure che attraversano quell’età.

FORMAT DI SUCCESSO – Il successo dell’iniziativa, che ha visto crescere il pubblico da 15.000 presenze nel 1997 sino alle 130 mila della scorsa edizione, si deve al fatto che le distanze tra pubblico e autori, pur nel rispetto dei differenti ruoli, sono state annullate: in ogni incontro gli autori sono chiamati a mettersi in gioco di fronte a un pubblico che ascolta in maniera attiva, chiedendo e rilanciando. Per questo motivo negli anni  sono state sperimentati appuntamenti declinati in modi sempre più originali. Con blurandevù sono saliti sul palco a far domande agli autori ragazzi con meno di vent’anni, con le lavagne si sono portati in piazza esperti a spiegare i fondamenti delle proprie discipline, si è chiesto agli scrittori di donare una parola della propria lingua e ne è nato il vocabolario europeo, e ancora si è dato vita alle retrospettive sugli autori, ai translation slam, e a cento altre formule  riprese poi anche da altre manifestazioni in tutta Italia.

TEMI E AUTORI EDIZIONE 2016 – Il filo conduttore di Festivaletteratura resta la scrittura, e in questa edizione per molti narratori si tratta di una scrittura radicata nella vita: prima di tutto personale e identitaria, con memoir e microstorie, saghe familiari e auto-fiction. Nell’assenza di coordinate certe nella contemporaneità, la letteratura si offre per molti autori come uno strumento per trovare un posto nel mondo, per ricollocare la propria esperienza. Ecco arrivare al Festival autori come l’irlandese Edna O’Brien, i Premi Pulitzer americani Roger Rosenblatt e Philip Schultz, la vincitrice del Prix Goncourt Lydie Salvayre, Charlotte Rampling e Dany Laferrière, autore di romanzi d’impronta autobiografica e primo scrittore di origine haitiana a diventare accademico di Francia; la francese Linda Lê e l’irlandese Maggie O’Farrell che parleranno di maternità e la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico anglosassone.  Quest’anno inoltre Festivaletteratura inserisce in programma un focus dedicato  alla letteratura canadese, che dimostra avere grande vitalità nel panorama internazionale: oltre a Laferrière, saranno al Festival la poetessa e narratrice Jane Urquhart; Alan Bradley, affermato autore di storie di mistero; Frances Greenslade, scrittrice che di recente ha felicemente esordito nel romanzo e Allan Stratton, noto per i suoi libri rivolti al pubblico degli adolescenti.

La scrittura, che si radica nella realtà attuale, sarà rappresentata da poeti, narratori e intellettuali che daranno voce a esodi, frontiere, ridefinizioni identitarie, ma anche allo stato del nostro pianeta, ai cui cambiamenti climatici sono legate spesso le migrazioni dei popoli. Il Festival proporrà agli autori presenti di dedicare qualche minuto del proprio incontro per suggerire quale azione la letteratura può compiere per fare crescere una nuova sensibilità ambientale. Sui temi legati alle migrazioni interverranno più direttamente, tra gli altri, Gazmend Kapplani, Jenny Erpenbeck, Juan Villoro, l’algerino Boualem Sansal. Il Mediterraneo è il protagonista principale di questi  racconti, come  luogo  di  relazione e di  contagio  culturale  di cui parleranno per esempio  il francese Mathias Enard o Franco Cardini; ma si guarda anche più lontano, alla storia recente dell’America Latina con Juan Gabriel Vásquez e Paco Ignacio Taibo II o all’oriente del coreano Jung-Myung Lee.

DAL RACCONTO DEL REALE ALLA REALTA’ AUMENTATAStorie di videogame è la prima spedizione esplorativa che il Festival compie nelle forme di narrazione dell’universo videoludico. Nello spazio delle Cantine di Vincenzo Gonzaga sarà possibile entrare in mondi virtuali e conoscerne le strutture grazie a una serie di incontri, laboratori e “sessioni di avviamento critico” ai videogiochi.  Si rifletterà anche su questioni di filosofia, semiotica, estetica e libertà di espressione con i contributi di Isabelle Arvers, Andrea Babich, Matteo Bittanti, Fabio “Kenobit” Bortolotti, Andrea Dresseno, Riccardo Fassone, Gabriele Ferri, Stefano Gualeni, Mauro Salvador, Valentina Tanni e We Are Müesli e alla partecipazione straordinaria di Tullio Avoledo e Davide Morosinotto.  Sulle tematiche legate alle nuove tecnologie si aggiungono gli incontri con Alec Ross, già consigliere per l’innovazione di Hillary Clinton, e Evgenij Morozov.

LA FESTA CONTINUA ANCHE LA NOTTE – Nel chiostro del Museo Diocesano aprirà Festivaletteratura Music Hall, uno spazio in cui ritrovarsi dalle 22 in poi, per godersi la buona musica. Si alterneranno Banda Rulli Frulli, Bob Corn, Go Dugong, Dj Rocca, e altri gruppi della scena musicale indipendente italiana ed europea. Un concerto e un incontro celebreranno uno dei giganti del progressive rock inglese, Robert Wyatt, di cui sarà al Festival il biografo ufficiale Marcus O’Dair. Ogni giorno all’ora di pranzo, nella cornice del Teatro Bibiena, sarà invece offerto un momento di rinfresco musicale cameristico dai giovani maestri francesi dell’Hermès Quartet. Il programma sonoro del Festival prevede inoltre l’improbabile e stonata esibizione dell’orchestra Bogoncelli diretta da Paolo Nori; il concerto per due contrabbassi e slogan di protesta di Giuseppe Antonelli, Ferruccio Spinetti e Raffaello Pareti; la ricerca tra musica e matematica di Eugenia Cheng; lo spettacolo di Moni Ovadia su Enzo Jannacci; il confronto sull’interpretazione tra diritto e musica che vedrà Gustavo Zagrebelsky al pianoforte e Mario Brunello al violoncello; il duetto operistico tra Bruno Gambarotta e Giovanni Bietti; le Preghiere degli animali dell’Arca lette da Milena Vukotic e accompagnate al pianoforte da Angela Annese; la soirée son et lumière di Luca Scarlini su Sara Copia Sullam, il ritorno di Massimo Puglisi e naturalmente la serie serale delle lavagne musicali in piazza Mantegna.

 

Alessandra Pavan

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