“Sunburn”, il fumetto d’autore da leggere prima che l’estate finisca

Sunburn di Andi Watson e Simon Gane è il graphic novel perfetto per la fine dell’estate: una storia di crescita, amore e disillusione.

“Sunburn”, il fumetto d’autore da leggere prima che l’estate finisca

Sunburn, graphic novel scritto da Andi Watson e disegnato da Simon Gane, stato pubblicato in Italia da saldaPress, e porta il lettore su un’isola greca insieme a Rachel, adolescente inglese che vede nella vacanza lontano dalla propria famiglia la possibilità di sperimentare finalmente quella libertà adulta che fino a quel momento ha soltanto immaginato.

Il Mediterraneo, il sole, una coppia sofisticata e apparentemente molto più interessante dei suoi genitori, l’incontro con un ragazzo: gli ingredienti sembrano quelli di un’estate perfetta. Watson, però, utilizza proprio questa promessa per raccontare qualcosa di più sottile. Crescere significa anche scoprire che il mondo degli adulti osservato da lontano può sembrare molto più affascinante di quanto sia realmente. E che dietro alcune libertà si nascondono compromessi, segreti e ferite che comprendiamo soltanto quando cominciamo a guardarli senza più gli occhi dell’infanzia.

“Sunburn” di Andi Watson e Simon Gane, Saldapress

Rachel vive nella periferia inglese e sente di essere intrappolata in un’esistenza monotona. Anche l’estate organizzata dalla sua famiglia sembra destinata a ripetere qualcosa che conosce già, finché i Warner, amici dei suoi genitori, non le propongono di trascorrere le vacanze insieme a loro su un’isola della Grecia.

Per Rachel è l’occasione che aspettava. Andarsene significa sottrarsi per qualche settimana alla quotidianità e soprattutto essere finalmente considerata abbastanza grande da poter vivere lontano dai genitori. I Warner rappresentano inoltre tutto ciò che la sua famiglia non sembra essere: sono glamour, sofisticati, disinvolti. Accanto a loro la vita adulta appare libera dalle regole e dalle piccole costrizioni che Rachel associa alla propria casa.

Poi arriva Benjamin, un ragazzo della sua età, e quella vacanza sembra trasformarsi definitivamente nell’estate che ogni adolescente vorrebbe ricordare.

Soltanto che le estati perfette esistono soprattutto finché non cominciamo a guardarle troppo da vicino.

Il sole della Grecia e le ombre degli adulti

Il titolo scelto da Watson è particolarmente efficace. Sunburn significa “scottatura solare” e racchiude già qualcosa della storia di Rachel: il sole che inizialmente rappresenta piacere, libertà e scoperta può diventare qualcosa che brucia e lascia un segno sulla pelle.

Anche l’isola segue la stessa trasformazione. All’inizio appare come il contrario della periferia inglese dalla quale Rachel desidera fuggire. Il paesaggio mediterraneo promette una vita differente, più luminosa e spontanea. Ma in una comunità nella quale tutti conoscono gli affari degli altri diventa sempre più difficile mantenere nascosto ciò che dovrebbe rimanere segreto.

L’idillio comincia così a incrinarsi e il passaggio all’età adulta di Rachel avviene proprio attraverso la perdita di alcune illusioni.

Watson utilizza un meccanismo tipico dei grandi racconti di formazione: non fa crescere la protagonista semplicemente aggiungendo nuove esperienze alla sua vita, ma sottraendole progressivamente alcune certezze. Rachel desidera essere trattata da adulta senza conoscere ancora davvero il prezzo della vita adulta.

Quando crescere significa smettere di idealizzare gli adulti

Da bambini immaginiamo spesso che gli adulti sappiano esattamente quello che stanno facendo. L’adolescenza comincia a incrinare questa convinzione. Arriva un momento nel quale genitori, amici di famiglia e persone fino ad allora percepite come figure solide diventano semplicemente esseri umani, con desideri, contraddizioni ed errori.

È uno dei passaggi più dolorosi della crescita perché comporta una doppia perdita. Non soltanto scopriamo che gli adulti possono sbagliare, ma comprendiamo che presto toccherà a noi diventare come loro senza possedere necessariamente risposte migliori.

Rachel parte per la Grecia proprio perché vuole essere considerata grande. I Warner le sembrano inizialmente la dimostrazione che diventare adulti possa significare conquistare una libertà quasi assoluta. Il progressivo emergere dei loro segreti rende quella libertà molto più ambigua.

Il viaggio assume allora un significato diverso. Rachel non sta semplicemente trascorrendo una vacanza lontana da casa: sta oltrepassando uno dei confini invisibili dell’adolescenza.

Un graphic novel che racconta l’estate attraverso i suoi contrasti

In Sunburn la componente visiva è fondamentale. I disegni di Simon Gane accompagnano il racconto di Watson costruendo un Mediterraneo nel quale la luminosità del paesaggio convive con ciò che i personaggi cercano di nascondere. Il contrasto fra l’apparenza della vacanza e la sua progressiva trasformazione diventa parte stessa del racconto.

È anche ciò che rende il fumetto particolarmente adatto alle ultime settimane estive. Agosto sta finendo, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi e ciò che poche settimane prima sembrava ancora lontano comincia ad assumere il sapore di qualcosa che stiamo per lasciare.

Sunburn racconta esattamente quella sensazione, trasformandola in una storia di formazione.

Il sole rimane, il mare rimane, l’isola continua a essere bellissima. È Rachel a non poterla più guardare nello stesso modo.

Leggere “Sunburn” prima che finisca l’estate

Forse ricordiamo così bene alcune estati della nostra adolescenza proprio perché sono state piccole fratture temporali. Per qualche settimana la scuola scompariva, le abitudini venivano sospese e sembrava possibile provare una versione differente di noi stessi. Poi settembre arrivava comunque, ma chi tornava alla vita precedente non coincideva perfettamente con chi era partito.

Andi Watson e Simon Gane raccontano questo passaggio attraverso una storia che parla di sentimenti e disillusioni senza separare le due cose. L’amore, la libertà e il desiderio di crescere conservano il loro fascino anche quando mostrano le proprie conseguenze.

Ed è forse qui che Sunburn trova il significato più bello del proprio titolo. Una scottatura esiste perché prima ci siamo esposti al sole. Fa male, rimane per qualche tempo sulla pelle, ma racconta anche che siamo stati fuori, abbiamo vissuto qualcosa, ci siamo lasciati raggiungere dalla luce.

Rachel desiderava un’estate capace di spezzare la monotonia della sua vita. La ottiene, anche se non nel modo che aveva immaginato. E quando l’estate finisce porta con sé qualcosa che nessuna vacanza perfetta avrebbe potuto darle: uno sguardo nuovo sul mondo e su se stessa.