Dal palcoscenico senza tempo del Teatro Romano di Benevento, in una serata di inizio giugno accarezzata dalla brezza serale e illuminata dalle stelle, è andato in scena l’annuncio dei finalisti del Premio Strega 2026. Sotto la sapiente, empatica e garbata conduzione di Stefano Coletta, affiancato dallo spoglio dei voti supervisionato dalla presidente di seggio, la straordinaria autrice Melania G. Mazzucco, abbiamo finalmente scoperto i nomi di coloro che proseguiranno il viaggio verso l’Olimpo letterario di quest’anno. E, come la migliore tradizione del Premio ci insegna, le sorprese e le forti emozioni non sono di certo mancate.
La sestina finalista del Premio Strega
Questa volta, il rito solenne della proclamazione ci ha regalato una clamorosa “sestina” e non la tradizionale cinquina a cui siamo spesso abituati. Da dodici si è lassati a sei titoli, sei universi narrativi in cui noi lettori non vediamo l’ora di tuffarci a capofitto. Ecco i nomi degli autori che si contenderanno la vittoria finale, in un crescendo di preferenze che ha tenuto tutti col fiato sospeso:
Michele Mari – I convitati di pietra (Einaudi) 280 voti
In testa alla classifica svetta un autore dal fascino colto e ineguagliabile, che guida la carica dei finalisti con una prosa magnetica.
Matteo Nucci – Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli) 242 voti
Un’opera che promette di mescolare sapientemente la profondità vertiginosa del pensiero filosofico con le corde universali e intime dei sentimenti umani.
Bianca Pitzorno – La sonnambula (Bompiani) 195 voti
Il terzo posto è occupato da una vera e propria signora della nostra letteratura, che dimostra ancora una volta la sua inesauribile e raffinata capacità narrativa.
Teresa Ciabatti – Donnaregina (Mondadori) 184 voti
L’inconfondibile, graffiante e coraggiosa penna di Ciabatti continua a scavare nelle profondità dell’animo umano.
Alcide Pierantozzi – Lo sbilico (Einaudi) 170 voti
Una voce potente e singolare capace di conquistare una fetta importantissima della giuria con una scrittura affilata.
Elena Rui – Vedove di Camus (L’orma) 163 voti
Il gioiello indipendente che entra di diritto in finale grazie alla forza della bibliodiversità.
Ma come mai, vi chiederete, siamo di fronte a una sestina? La risposta risiede in una delle regole più belle, democratiche e intelligenti del Premio Strega: l’articolo 7. Questa norma è stata pensata proprio per tutelare e valorizzare la pluralità di voci e la bibliodiversità. Poiché tra i primi cinque classificati non figuravano opere di editori medio-piccoli, ha avuto accesso di diritto alla finale il libro con il punteggio maggiore pubblicato da una realtà indipendente. Ecco dunque che la sestina si completa magnificamente con il talento di Elena Rui. Un autentico trionfo per l’editoria indipendente, che con tenacia e passione continua a donarci perle rare di inestimabile valore.
Un coro di lettori che abbraccia il mondo
Ciò che rende il Premio Strega una vera e ineguagliabile festa della lettura è la sua composita giuria, un meraviglioso mosaico umano fatto di passioni, esperienze e competenze eterogenee. Quest’anno hanno espresso la loro preferenza ben 677 votanti su 800 aventi diritto (pari all’84,6%). Un vero e proprio esercito di lettori forti! Non ci sono solo i 460 storici Amici della domenica a decretare il destino di queste pagine, ma un abbraccio globale che supera i confini nazionali per diventare internazionale.
Grazie alla preziosissima e instancabile collaborazione con 35 Istituti italiani di cultura sparsi per il mondo, 245 votanti dall’estero, tra cui studiosi, traduttori e innamorati perduti della lingua di Dante, hanno fatto sentire la loro autorevole voce. E in questa ottantesima edizione c’è una splendida novità che ci riempie di sano orgoglio patriottico: la nascita del Premio Strega Deutschland.
Un’iniziativa meravigliosa che ha coinvolto attivamente studenti e docenti di ben otto prestigiose università tedesche (da Lipsia a Düsseldorf, passando per Rostock), trasformando la nostra letteratura in un ponte culturale vivo e pulsante. L’opera più amata da questa giuria speciale riceverà un riconoscimento dedicato nel corso del prossimo autunno presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino. È la prova tangibile, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che i buoni libri non conoscono barriere e sanno parlare direttamente al cuore dell’Europa intera.
I prossimi appuntamenti con lo Strega Tour
Mentre salutiamo con profondo affetto e immensa stima gli altri validissimi autori in gara che non hanno raggiunto la finale – da Nadeesha Uyangoda a Maria Attanasio, da Ermanno Cavazzoni a Mauro Covacich, Marco Vichi e Christian Raimo, le cui opere resteranno in ogni caso un patrimonio prezioso di questa annata letteraria – per i sei finalisti inizia ora l’avventura più affascinante: lo Strega Tour.
Li attendono diciannove tappe che attraverseranno in lungo e in largo la nostra penisola, portando gli scrittori a contatto diretto con il loro pubblico, nelle piazze affollate e nelle librerie silenziose, lì dove la letteratura vive, respira e si alimenta della curiosità della gente. E non è tutto: il tour varcherà l’oceano per approdare perfino a Città del Messico. Un gemellaggio culturale straordinario, propedeutico alla partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla celebre Feria Internacional del Libro (FIL) di Guadalajara il prossimo dicembre.
Ora non ci resta che prendere un pennarello e segnare in rosso sul calendario una data magica e attesissima: l’8 luglio 2026. Sotto il cielo stellato dell’estate romana, nella cornice mozzafiato ed eterna di Piazza del Campidoglio, in diretta su Rai 3 con Pino Strabioli e Gloria Campaner, conosceremo finalmente il vincitore o la vincitrice assoluta di questa storica ottantesima edizione del Premio Strega.
Nel frattempo, il nostro invito è uno solo: leggete. Cercate questi sei libri nelle vostre librerie del cuore, sfogliateli, annusateli, lasciatevi rapire dalle loro storie. Perché il vero e unico vincitore del Premio Strega, in fondo, è sempre e soltanto chi legge.
