Ci sono momenti della storia che ancora non sono stati raccontati a dovere. Per colmare certe lacune, per fortuna, escono preziose pubblicazioni in libreria come “Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica”, l’ultima fatica letteraria di Serena Dandini, edito da Einaudi nella collana Stile Libero Big.
Con la sua inconfondibile cifra stilistica, capace di mescolare un rigore documentaristico inappuntabile a un’ironia arguta e profondamente empatica, l’autrice ci prende per mano e ci riporta a un momento cruciale della nostra storia: il 2 giugno 1946. Un giorno in cui l’Italia ha scelto la Repubblica e in cui le donne hanno votato per la prima volta, cambiando per sempre il destino del Paese.
“Paura non abbiamo” di Serena Dandini
Attraverso quella che la stessa Dandini definisce un’ “affettuosa genealogia”, il libro riporta alla luce le vite, le passioni e le incredibili battaglie delle 21 Madri costituenti (su ben 556 deputati complessivi) che hanno preso parte all’Assemblea Costituente. Donne straordinarie, eppure troppo spesso relegate a semplici note a piè di pagina nei manuali scolastici.
Il cuore del saggio pulsa attorno a quel nucleo ristretto di pioniere. Erano ventuno, pochissime rispetto alla controparte maschile, eppure la loro voce è stata tonante. Provenivano da mondi opposti, avevano vissuti antitetici e militavano in partiti profondamente diversi: cattoliche, comuniste, socialiste. Ma di fronte alla necessità di ricostruire un’Italia devastata dalle macerie della guerra e del fascismo, queste donne hanno saputo fare squadra, trovando un’alleanza trasversale straordinaria per i diritti civili e l’uguaglianza di genere.
Accanto alle ventuno Madri della Costituzione, tra cui spiccano figure indimenticabili come Teresa Noce, Nilde Iotti, Lina Merlin o Maria Federici, Serena Dandini tesse una tela più ampia. Nel libro trovano infatti spazio anche le intellettuali, le staffette partigiane e le artiste che hanno preparato il terreno prima di quel fatidico 1946, così come le donne che ne hanno raccolto il testimone negli anni successivi. È un viaggio corale in cui la Storia con la “S” maiuscola si intreccia con i dettagli intimi, i sacrifici quotidiani e la straordinaria determinazione di chi ha dovuto lottare il doppio per sedersi agli stessi tavoli degli uomini.
Cosa ci insegna questo libro
Prima di tutto, “Paura non abbiamo” ci insegna che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte. Spesso diamo per scontate conquiste fondamentali – come l’uguaglianza giuridica, il suffragio universale, la parità sul lavoro – dimenticando che dietro ognuna di esse c’è stato il sangue, il sudore e il coraggio di donne che hanno osato sfidare le convenzioni dell’epoca. Ricordare le loro battaglie diventa lo strumento principale per difendere il nostro presente.
In secondo luogo, il libro ci insegna il valore del compromesso alto e del dialogo. In un’epoca contemporanea dominata dalla polarizzazione e dallo scontro ideologico sterile, l’esempio delle Madri costituenti è rivoluzionario. Pur partendo da posizioni politiche diametralmente opposte, quelle ventuno donne seppero mettere da parte le bandiere di partito per un bene superiore: la dignità della donna e il futuro democratico della nazione. Hanno scritto insieme gli articoli più illuminati della nostra Costituzione, dimostrando che la politica può e deve essere uno strumento di emancipazione collettiva.
Infine, ci insegna a sconfiggere la paura attraverso la solidarietà e l’azione. Il titolo stesso del volume risuona come un canto di resistenza: non è l’assenza di paura a muovere queste donne, ma la capacità di guardarla negli occhi e superarla insieme, forti di una visione comune.
Perché leggerlo oggi
Leggere “Paura non abbiamo” è un atto di consapevolezza necessario, un dono che facciamo a noi stessi come cittadini. Serena Dandini ha il dono raro di saper divulgare la storia senza mai risultare accademica o polverosa; al contrario, la sua narrazione è vibrante, pop, immediata e profondamente commovente.
Dovremmo leggere questo libro perché, come scrive l’autrice: “Sapere che prima di noi altre donne hanno pensato, osato, sbagliato, resistito è ciò che rende possibile immaginarsi altrove rispetto al posto che ci è stato assegnato”. È un’opera che cura l’amnesia storica e ci restituisce le nostre radici, ricordandoci da dove veniamo e, soprattutto, tracciando la strada per capire dove vogliamo andare.
Un saggio che si legge come un romanzo d’avventura e che ci sprona, oggi più che mai, a rimettere in circolo quella passione sociale che ha reso grande la nostra Repubblica.
