Maria Anna Patti (@Casalettori), “Un tweet vale più di una recensione”

Intervista a chi gestisce uno dei profili twitter letterari più virali
Maria Anna Patti (@Casalettori),
Maria Anna Patti (@Casalettori), "Un tweet vale più di una recensione". Intervista a chi gestisce uno dei profili twitter letterari più virali

MILANO – “Il passaparola relativo ad un libro è fondamentale, vale più di una recensione su un importante giornale.” Parola di Maria Anna Patti, 58 anni, biologa siciliana ma soprattutto appassionata di libri, tanto da far nascere dalla sua libera e spontanea passione per i libri un profilo Twitter diventato in breve tempo vero e proprio punto di riferimento per gli “amanti dei libri in 140 caratteri”: parliamo di @CasaLettori, nato nel febbraio 2014 quasi per gioco e che oggi conta oltre 31mila follower. Conosciamo meglio Maria Anna Patti, la quale, nonostante viva ad Alcamo (Trapani) distante 70 km dalla libreria più vicina, attraverso i social network è riuscita ad avvicinarsi sempre più ai libri, e ad avvicinare nuovi lettori, affascinati dai suoi tweet ed interessati ai suoi hashtag, sempre in tendenza!

Come nasce la tua passione i libri e la lettura?

Legata al fatto che da bambina, nonostante i miei genitori fossero laureati, il libro era visto come una cosa quasi pericolosa. A 15 anni ho iniziato a fare piccoli lavoretti pur di comprarmi libri. Da lì, non ho smesso mai. Sono laureata in scienze biologiche, ma i libri mi hanno accompagnato per tutta la vita, non potrei mai farne a meno.

Come ti sei approcciata al mondo social?

L’ho fatto intanto per conoscere altre realtà al di fuori della mia. Leggere da soli è molto triste, lo scambio è una cosa importante, ed in un anno e mezzo ho imparato tanto su Twitter. Al di là dei numeri, quello che mi interessa è l’interazione, ed è notevole. Mi fa piacere che il bisogno di leggere, di scambiarsi le proprie opinioni, di vivere insieme alla letteratura non sia solo mio, ma che venga condiviso anche da altri.

Perché hai scelto proprio Twitter come canale preferito?

E’ stato un esperimento. Avevo la mia pagina personale, poi l’idea di essere immediati mi piaceva, una caratteristica non appartenente alla mia generazione. Vedendo che il meccanismo funzionava, ho capito che non aveva senso avere una pagina per me, ma dovevo creare qualcosa. Volevo capire chi ci fosse dietro ai lettori. I risultati sono stati anche per me al di là delle aspettative. Citare un libro significa spingerlo, e per spingerlo un’opera deve essere di qualità: non si può parlare di libri con leggerezza.

Quali consigli puoi dare ai lettori che vogliono approcciarsi a Twitter per parlare di libri?

Esprimetevi con assoluta libertà, senza preconcetti. La libertà del lettore deve essere assoluta: l’importante è non scadere mai in un linguaggio offensivo. Può non piacermi personalmente un libro, ma questo è un fatto secondario. Anche chi era abituato a letture più “soft”, nella condivisione continua si è azzardato a leggere qualcos’altro. In Italia, purtroppo, non c’è un attenzione assoluta per la cultura, non si lavora a suo favore nonostante le promesse. Non esistono trasmissioni o giornali specifici che parlano di libri: al lettore non bastano piccole recensioni all’interno dei giornali, ma vuole di più. Ecco perché il passaparola è fondamentale, e vale più di una recensione su un importante giornale.

 

5 ottobre 2015

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