Con “L’ha scritto lei ma…” l’autore cerca di indagare il perché ci hanno insegnato che la letteratura è un patrimonio universale, neutro, costruito nel tempo secondo criteri di valore e merito, ma che basta fare un semplice esercizio di memoria per accorgersi di una mancanza evidente. Quante scrittrici abbiamo davvero studiato a scuola?
Non si tratta di una distrazione, né di una coincidenza. È una costruzione culturale, lenta e stratificata, che ha selezionato voci, escluso prospettive e consolidato un’idea di canone che ancora oggi diamo per scontata.
È proprio da questa consapevolezza che nasce “L’ha scritto lei, ma…”. Il libro di Johnny L. Bertolio non si limita a denunciare un’assenza, ma prova a capire come e perché quella assenza si sia trasformata in norma.
E soprattutto ci invita a rimettere in discussione ciò che credevamo definitivo.
“L’ha scritto lei ma…” Chi decide cosa è letteratura e cosa no
“L’ha scritto lei, ma…” di Johnny L. Bertolio e Maura Gancitano, Tlon
“L’ha scritto lei, ma…” è un libro che entra in un territorio delicato, quello del canone letterario, senza scorciatoie e senza slogan. Il punto di partenza è semplice solo in apparenza. Le scrittrici ci sono sempre state, eppure nella formazione scolastica occupano uno spazio marginale. Da qui prende forma un’indagine che è allo stesso tempo storica, culturale e politica.
Bertolio mostra con chiarezza come il canone non sia mai stato un sistema neutro, ma il risultato di scelte precise, spesso legate a contesti sociali e ideologici. La letteratura che studiamo non è semplicemente “la migliore”, ma quella che è stata selezionata e tramandata attraverso istituzioni, programmi scolastici e tradizioni critiche che si sono consolidate nel tempo.
Il libro lavora proprio su questo punto, smontando alcune delle giustificazioni più comuni. L’idea che le autrici non vengano studiate perché non c’è tempo, oppure perché non sarebbero abbastanza rappresentative, viene messa in discussione con esempi concreti e con un’analisi che non si limita alla superficie.
Uno degli aspetti più interessanti di “L’ha scritto lei, ma…” è il modo in cui evita la semplificazione. Non propone una sostituzione meccanica di nomi, né una revisione ideologica forzata. Al contrario, cerca di costruire uno sguardo critico capace di interrogare i testi, i contesti e le modalità con cui vengono trasmessi.
In questo senso, il libro si inserisce in una riflessione più ampia sulla funzione della scuola e della cultura. Studiare letteratura significa anche imparare a riconoscere i meccanismi che determinano cosa viene considerato importante e cosa viene lasciato ai margini.
La forza del saggio sta proprio nella sua capacità di tenere insieme rigore e accessibilità. Bertolio utilizza strumenti provenienti dalla critica letteraria, dagli studi femministi e postcoloniali, ma li rende leggibili senza appesantire il discorso. Il risultato è un testo che può essere affrontato anche da chi non ha una formazione specialistica, ma che non rinuncia alla complessità.
Accanto alla parte teorica, emerge anche un lavoro di recupero. Il libro riporta alla luce autrici dimenticate, opere trascurate, percorsi che non hanno trovato spazio nei programmi scolastici. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di un tentativo di allargare lo sguardo, di restituire profondità a un panorama che troppo spesso viene ridotto a pochi nomi.
C’è poi un altro elemento, forse il più attuale. “L’ha scritto lei, ma…” non riguarda solo il passato. Parla del presente, del modo in cui continuiamo a leggere, a scegliere, a costruire il nostro immaginario. Ci invita a chiederci quali voci stiamo ascoltando e quali stiamo ignorando.
In un’epoca in cui l’accesso ai libri è più ampio che mai, questa domanda diventa ancora più urgente. Perché avere più possibilità non significa automaticamente avere uno sguardo più consapevole.
Il libro, in questo senso, non offre risposte definitive. Non propone un nuovo canone da sostituire al precedente. Ma apre uno spazio di riflessione che è già, di per sé, un atto importante. Ci ricorda che leggere non è mai un gesto innocente e che ogni scelta di lettura è anche una presa di posizione.
Chi è Johnny L. Bertolio
Johnny L. Bertolio è studioso e divulgatore che si muove tra letteratura, filosofia e cultura contemporanea. Il suo lavoro si concentra sull’analisi dei meccanismi che regolano la trasmissione del sapere, con particolare attenzione al canone letterario e alle sue implicazioni sociali e politiche.
Attraverso i suoi studi, Bertolio cerca di rendere accessibili temi complessi, mantenendo un equilibrio tra rigore teorico e chiarezza espositiva. Il suo approccio si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla necessità di rileggere la tradizione alla luce di nuove prospettive.
I suoi altri libri
“L’ha scritto lei, ma…” si inserisce nel catalogo di Tlon, casa editrice che negli ultimi anni ha dato spazio a testi capaci di intrecciare filosofia, critica culturale e attualità. Anche se Bertolio è soprattutto conosciuto per il suo lavoro di ricerca e divulgazione, questo libro rappresenta uno dei suoi interventi più diretti e accessibili sul tema del canone e della formazione culturale.
Il suo lavoro dialoga idealmente con altri autori e autrici che hanno messo in discussione le narrazioni dominanti, contribuendo a costruire un panorama critico sempre più attento alle dinamiche di inclusione ed esclusione nella letteratura.
