Emoticon o non Emoticon?

Le opere di Shakespeare reinterpretate attraverso le emoticon

Jamie Rector ha rivoluzionato le copertine dei grandi classici di Shakespeare usando le emoticon. Un restyling originale per avvinare i grandi classici alle generazioni più giovani

MILANO – Jamie Rector, una graphic designer diventata recentemente famosa per un motivo ben preciso: aver ripensato le copertine di tre grandi classici del leggendario autore inglese William Shakespeare attraverso le principali protagoniste del linguaggio giovanile, le emoticon. Vediamo insieme la realizzazione di questa idea grazie al sito del Daily Mail.

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L’IDEA – Molti concordano su quanto siano di difficile comprensione le opere di Shakespeare,  in particolare per i più giovani. Ecco dove si inserisce allora l’idea della designer che ha corso il rischio di essere attaccato per aver “dissacrato” delle opere così importanti. L’idea infatti è stata quella di ripensare le copertine di queste grandi opere, riassumendo tramite le emoticon la trama dell’opera.

UN MODO PER AVVICINARE SHAKESPEARE AI GIOVANI –  “Ho voluto rappresentare le opere di Shakespeare attraverso le emoticon per cercare di catturare l’attenzione dell’audience giovanile.” Jamie Rector aggiunge che le emoticon rappresentano il linguaggio dei giovani d’oggi e che quindi ha voluto creare un modo attraverso cui i ragazzi potessero avvicinarsi a opere complesse come “Romeo e Giulietta”, “Macbeth” o “Amleto”.

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LE COPERTINE – Questa opera di rebranding dell’opera di Shakespeare ha riguardato solo le copertine delle opere. 32 Emoticon che riassumono i principali avvenimenti della trama. Certo, bisogna essere bravi a compiere le inferenze giuste per capire a cosa si riferiscano nello specifico, ma non sembra un lavoro così complicato. Così le tre sfere di cristallo sulla copertina di Macbeth indicano le tre streghe protagoniste della trama così come la siringa le allucinazioni di Lady Macbeth. La designer ha ammesso, tra le altre cose, di non conoscere nei dettagli la trama di tutte le opere, ma solo dei punti principali. Infine, si è avvalsa di sua sorella per  testare che il racconto tramite emoticon da lei pensato potesse essere colto da tutti.

 

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