J.K. Rowling

J.K. Rowling ha donato 15 milioni alla ricerca neurologica

J.K. Rowling, oltre ad essere la scrittrice di fama mondiale che tutti conosciamo, è anche attiva nel sociale, contribuendo alla ricerca
J.K. Rowling ha donato 20 milioni alla ricerca neurologica

Amata, di fama mondiale, divenuta un esempio per moltissimi lettori e lettrici, J.K. Rowling è una delle scrittrici più famose del mondo grazie alla saga di Harry Potter che le ha letteralmente cambiato la vita. Il genio di J.K. Rowling pare inesauribile, tanto che ultimamente ha scritto dei libri, sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, che vedono come protagonista il detective Cormoran Strike. Proprio questa serie di romanzi è diventata una serie TV intitolata appunto Strike, che sta per tornare in TV con la nuova stagione.
Ma la Rowling è attiva non solo nel mondo dei libri, ma anche nel sociale. Infatti di recente ha donato 15 milioni di sterline alla ricerca neurologica.

J.K. Rowling aiuta la ricerca

La scrittrice J.K. Rowling ha donato 15 milioni di sterline per sostenere la ricerca neurologica in onore della madre, Anne Rowling, venuta a mancare all’età di 45 anni perché affetta da sclerosi multipla. La madrina di Harry Potter aveva già fatto una prima donazione nel 2010 con lo scopo di costruire nuove strutture e sostenere la clinica Anne Rowling e le ricerche dell’Università di Edimburgo. La clinica Anne Rowling è stata istituita nel 2010 dopo una prima opera di beneficenza di 12 milioni di sterline: un primo grande passo per aiutare gli studi nel progresso e nella conoscenza delle malattie neurologiche.

Sostenere la ricerca è un grande orgoglio. (J.K. Rowling)

Il gesto della scrittrice inglese sta motivando e continuerà a motivare molti ricercatori che si recheranno nella clinica Anne Rowling per contribuire ai progressi e agli sviluppi della scienza. “Siamo onorati che J.K. Rowling abbia scelto di continuare il suo sostegno alla clinica. Questo gesto stimolerà nuovi studiosi a concentrarsi sulla scoperta e l’offerta di migliori terapie per i pazienti”, ha dichiarato Peter Mathieson, preside e vice cancelliere dell’Università di Edimburgo.

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