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Bufalino e Franca Florio

“Io, Franca Florio”, il soggetto di Gesualdo Bufalino per Hollywood

Franca Florio ad Hollywood con un testo inedito di Gesualdo Bufalino, trovato postumo tra i suoi documenti

Io, Franca Florio è l’inedito soggetto di una sceneggiatura scritta da Gesualdo Bufalino. A venticinque anni dalla sua tragica scomparsa il soggetto della sceneggiatura è stato ritrovato, fra le carte autografe di Bufalino. Non si tratta di un testo di narrativa, ma di una sceneggiatura commissionata allo scrittore tra il 1993 e il 1994 da Edward R. Pressman, produttore cinematografico americano (“Wall Street” di Oliver Stone, con Michael Douglas premio Oscar come miglior attore protagonista, è stata una delle sue produzioni più acclamate).

Il copione, un dattiloscritto con correzioni a mano e varianti applicate con lo scotch dallo stesso autore, reca come titolo: “Io, Franca Florio”. Interlocutore del grande scrittore fu Alessandro Camon, figlio di Ferdinando, sceneggiatore, che si era trasferito a Hollywood come produttore esecutivo.

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Io, Franca Florio, il racconto della vita della donna siciliana

Il soggetto della sceneggiatura è il racconto della straordinaria vita di Franca Florio, donna bellissima, simbolo di un mondo fatto di eleganza e opulenza. Sposata con Ignazio Florio, Franca fu vittima di un destino senza pietà, prima per la morte precoce dei figli, poi per il tracollo economico della famiglia, infine per il suo lungo sopravvivere, postuma di se stessa, in un tempo che ne aveva quasi dimenticato il nome.

Con “Io, Franca Florio”, Bufalino non era alla sua prima prova di sceneggiatore. Tra il 1988 e il 1989 lo scrittore comisano aveva collaborato da consulente con Sandro Bolchi e Lucio Mandarà all’adattamento per la tv del romanzo di De Roberto “I Viceré” e, successivamente, aveva scritto il “timido abbozzo” di sceneggiatura tratto dal suo romanzo “Argo il cieco”.

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Io, Franca Florio doveva diventare un film

Infine “Io, Franca Florio” per la quale, alla consegna da parte del suo autore, il produttore avrebbe dovuto trovare un importante regista per farne un film rivolto al grande pubblico. Bufalino attribuì a questa sceneggiatura un autonomo valore letterario, tant’è che in un appunto del ’95 la indicava come testo da inserire nel secondo volume delle “Opere” Bompiani.

In queste settimane c’è molto fermento alla Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso per l’importante ritrovamento. Nel frattempo, il dattiloscritto è stato affidato a Nunzio Zago, direttore scientifico della Fondazione, per una valutazione del testo.

“Splendore assoluto e poi decadenza fisica ed esistenziale sono temi congeniali allo scrittore comisano ma sono ansioso di conoscere le valutazioni del professor Zago – dichiara il presidente della Fondazione Giuseppe Digiacomo – Intanto, confesso che mi emoziona questa dimensione di Gesualdo Bufalino non solo grande cinefilo ma, addirittura, sbalzato nello spazio e nel tempo dalle poltroncine sgangherate del Cinema Vona di Comiso allo star system di Hollywood”.

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